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Brigate Bruzzi e Malatesta

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Tessera del sedicenne Giuseppe Pinelli attestante l'appartenenza alle "Brigate Bruzzi e Malatesta"
La "Bruzzi-Malatesta" è stata un'importante brigata partigiana anarchica protagonista della resistenza antifascista. Presero il loro nome da rivoluzionario anarchico Errico Malatesta e dall'anarchico antifascista milanese Pietro Bruzzi, protagonista della lotta clandestina durante la resistenza che cadde vittima dei nazisti.

Le Brigate Bruzzi-Malatesta[modifica]

A Milano la lotta clandestina ebbe come protagonista di rilievo l'anarchico Pietro Bruzzi che proprio per questo fu catturato, torturato e ucciso dai nazifascisti.

Gli anarchici dopo la sua morte costituirono le brigate "Malatesta" e "Bruzzi" le quali, forti di 1300 partigiani e inquadrate nelle formazioni socialiste "Matteotti", ebbero un ruolo di primo piano nella liberazione di Milano (il sedicenne Giuseppe Pinelli, che divenne tragicamente famoso qualche decennio dopo, fu una delle staffete della Bruzzi\Malatesta).

Oltre che a Milano, suddivisi in quattro brigate, agirono nella Lomellina, in Val Trompia e in alcune valli venete. Le Brigate, comandate da Perelli e con Mario Mantovani commissario politico, durante l'insurrezione del 1945 si distinsero per vari colpi di mano contro le caserme delle Brigate Nere, ma anche per il sostegno dato alla popolazione.

Furono gli artefici della liberazione dei prigionieri di Villa Trieste, centro di detenzione e tortura della famigerata «banda Koch», talmente crudele da essere invisa perfino a tedeschi e repubblichini.

Il 25 aprile 1945, i partigiani delle brigate anarchiche «Bruzzi-Malatesta» occuparono le fabbriche Carlo Erba, per impedirne la distruzione da parte dei tedeschi in fuga, partecipando anche all'occupazione della sede dell'EIAR (la Rai).

Relazione della IIª Brigata Malatesta operante nella zona pavese [1][modifica]

Cenni retrospettivi[modifica]

Nel gennaio 1944 in S. Cristina, presso le costruzioni meccaniche Fratelli Guidetti, è stato costituito il Iº Comitato di agitazione antifascista. Nello stesso tempo venivano organizzate delle squadre d’azione nella zona di Mede-Lomello e campagna. Furono quindi costituiti gruppi armati della IIª Brigata Malatesta in S. Cristina, Corteolona, Inverno, Monteleone, Miradolo, Bissone, Boscone e Calendasco. Furono aiutati prigionieri inglesi fornendo loro denaro e vestiti. Alcuni di essi furono accompagnati a Milano di dove poterono riparare in Svizzera. Furono stretti rapporti con gli slovacchi di Corteolona e di S. Cristina i quali hanno fornito armi e munizioni. Fra gli slovacchi stessi fu costituito un gruppo di patrioti. Questi gruppi erano inquadrati nelle "Brigate Malatesta e Bruzzi" di Milano che agivano alle dipendenze delle formazioni Matteotti.

Azioni importanti[modifica]

  • 15 aprile 1944. Operazione armata dei distaccamenti di Mede-Lomello contro la caserma dei CC.RR. e della G.N.R. di Pieve del Cairo. Bottino 12 moschetti, 5 rivoltelle e materiale vario.
  • 23 aprile 1944. Azione armata contro il traghetto tedesco sul Po a Pieve del Cairo (il nemico perdeva un uomo). Disarmo di un sergente e di un maresciallo tedesco.
  • giugno 1944. Operazione armata contro la caserma di S. Giorgio Lomellina. Disarmo dei militi di presidio; bottino di armi e munizioni.
  • 24 luglio 1944. Rastrellamento della Lomellina operato dalla 4ª Compagnia delle Brigate nere Alfieri (Villa Biscossa) durante il quale venne catturato il patriota Gatti Carlo di S.Nazzaro (Pavia), il quale fu poi deportato in Germania da dove fece ritorno solo nel maggio 1945.
  • 26 luglio 1944. Operazione di disarmo contro due militi della B.n. di Mede (Guardamagna Orazio e Serafino Scarroni). In seguito a tale operazione fu catturato dalle B.n. per rappresaglia il volontario patriota Bernini Piero il quale, condotto alla sede della B.n., venne seviziato e quindi consegnato alla Muti di Milano. Di questo volontario non si è potuto avere notizie; si suppone sia deceduto in seguito alle sevizie patite.
  • 5 agosto 1944. Azione armata contro il traghetto tedesco nella zona di Boscone Calendasco (Piacenza). Disarmo di alcuni soldati tedeschi. L’azione fu diretta dal comandante di quel distaccamento Rossi Luigi.
  • 28 agosto 1944. Arresto di Gaiulli Giuseppe organizzatore della zona di Mede- Lomello dalla B.n. Alfieri.
  • gennaio 1945. Azione di sabotaggio contro gli impianti dell’organizzazione TODT sul Po presso Torre Beretti.
  • 2 marzo 1945. Arresto a Milano del comandante di Brigata Pietropaolo Antonio unitamente ad altri membri del comando della formazione.
  • 1 aprile 1945. Azione armata contro il presidio di Lomello della G.N.R.; la bandiera della formazione fu issata sulla piazza del comune dalle 7 alle 11,30. Due militari tedeschi furono disarmati. Contemporaneamente al bivio della strada Lomello- Mortara-Pavia avveniva il disarmo di quattro militari della Wermacht; il nemico ebbe due feriti.
  • 31 marzo 1945. Da tempo erano stati stretti rapporti con elementi del distaccamento di S. Cristina e gli slovacchi del presidio a Corteolona, i quali fornirono armi e munizioni. Nella notte dal 31 marzo al 1 aprile, alcuni slovacchi esperti nel maneggio delle armi automatiche unitamente a Saracchi e Castiglioni operano il rafforzamento del posto di blocco sulla strada Vigentina portando un carico di armi automatiche con munizioni a Milano per rafforzare la Iª Brigata Bruzzi operante nella zona in vista delle azioni insurrezionali.
  • 24 aprile 1945. Occupazione della caserma caserma della G.N.R. completa del nemico. Attacco di un’autocorriera carica di militi della B.n. sulla strada Mede-Lomello; nel combattimento cadde il patriota Camussoni Angelo.
  • 25 aprile 1945. Zona Pavese occidentale: i patrioti del distaccamento di S. Cristina- Corteolona-Belgioioso occupavano le strade della zona e prendevano contatto con i militari slovacchi, i quali passavano in massa con noi portando con essi tutto l’armamento (cinquanta fucili ed alcuni mitragliatori). Rinforzi venivano inviati alla Brigata Garibaldina Stella Rossa impegnata in combattimento con duecento marinai nei pressi di Alberoni. Attaccati e disarmati, i marinai tedeschi vennero inviati al Comando di S. Colombano. Nello stesso tempo tre autocarri tedeschi che si dirigevano verso Corteolona furono attaccati e bloccati a Belgioioso.

Zona della Lomellina:

  • 25 aprile 1945. Occupazione della caserma e del municipio di Mede. Vennero fatti prigionieri numerosi militi della B.n. e militari della Wermacht.
  • 26 aprile 1945. Nel pomeriggio i nostri reparti venivano minacciati da una colonna fascista forte di ottomila uomini proveniente dal cuneense. Data la superiorità  del nemico e dato l’atteggiamento della Brigata Fachiro che già  da cinque ore si era ritirata, i nostri operavano lo sganciamento, disturbando il nemico con colpi di mano isolati.
  • 27 aprile 1945. Azione di disarmo nei pressi di Sartirana di elementi isolati della colonna.
  • 28 aprile 1945. Attacco dei presidi nemici di Sartirana.
  • 29 aprile 1945. Nella notte collegamento con le altre Brigate partigiane affluite nella zona. Si creava uno sbarramento di mortai e mitragliatrici pesanti con mezzi tolti al nemico che veniva così limitato in una zona di accerchiamento. Alle ore 23,30 veniva intimata la resa alla colonna accerchiata.
  • 30 aprile 1945. Resa completa del nemico.

Note[modifica]

  1. Fonte: Centrostudilibertari

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]