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Augustin Souchy

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Augustin Souchy
Augustin Souchy Bauer (Ratibor, Polonia, 28 agosto 1892 - Monaco, 1° gennaio 1984) è stato un anarchico, antimilitarista, giornalista e sindacalista tedesco.

Biografia[modifica]

Nato nel 1892 in Polonia, che all'epoca apparteneva all'Impero tedesco, si scopre anarchico giovanissimo grazie alla lettura dei libri di Gustav Landauer.

Allo scoppio della prima guerra mondiale non risponde alla chiamata militare e si rifugia in Svezia, dove viene arrestato per propaganda antimilitarista. In prigione, scrive un saggio su Landauer (assassinato il 2 maggio 1919). Di ritorno in Germania alla fine del 1919, diviene redattore del giornale della FAUD Der Syndicalist. Nel 1920 si sposta in Russia, dove partecipa al congresso della III Internazionale. Durante questo periodo incontra l'anarchico russo Kropotkin, a casa del quale risiederà  per un certo periodo.

Rientrato in patria, scrive un libro assai critico sullo sviluppo del regime sovietico. Nel 1922, viene eletto segretario della nuova AIT insieme a Rudolf Rocker e Alexander Schapiro. Souchy viene inoltre incaricato della redazione della rivista Die Internationale. Alla presa del potere da parte di Hitler nel 1933, si rifugia in Francia.

Nel luglio del 1936 partecipa ai primi giorni della rivoluzione di Spagna contro il golpe di Francisco Franco. Nel 1939, alla sconfitta del fronte repubblicano, si rifugia in Francia, dove viene internato in un campo di concentramento, prima di scappare verso il Messico, dove collabora con i sindacati transalpini. Fa rientro in Germania nel 1950. L'estate del 1960 si reca nella Cuba rivoluzionaria, invitato dal regime di Castro per studiare la vita dei contadini cubani; Souchy però è molto deluso da quel che vede ed il risultato è la pubblicazione di un opuscolo molto critico della Rivoluzione Cubana e del governo comunista di Fidel Castro, la cui edizione sarà  completamente distrutta dalle autorità  comuniste cubane. Nel 1962 collabora in Madagascar con la Confederation of Free Trade Unions (CFTU,« Confederazione Internazionale dei Sindacati Liberi») ed in seguito, tra il 1963 e il 1966, in America Latina e in Etiopia con la International Labour Organitsation (ILO, «Organizzazione Internazionale del Lavoro»). Negli anni successivi se ne va in giro per il mondo a studiare esperienze autogestionarie, come quelle dei primi kibbutz in Israele e nella Jugoslavia di Tito. Conoscitore di ben 11 lingue, ha insegnato per molti anni al Escoles Berlitz.

Morto a Monaco nel 1984, ci lascia numerose opere (molte delle quali conservate all'International Institute of Social History di Amsterdam): Reise nach Russland 1920 (1920), Schreckensherrschaft in Amerika (1927), Sacco und Vanzetti (1927), The tragic week in May (1937, sul maggio barcellonese), Entre campesinos aragoneses (1937), Nacht über Spanien. Anarcho-Syndikalisten in Revolution und Bürgerkrieg (1936-39) (1955), Die soziale Revolution in Spanien. Kollektivierung der Industrie und Landwirtschaft in Spanien (1936-1939) (1974, con Erich Gerlach), Zwischen Generälen: Campesinos und Revolutionären (1974), Vorsicht: Anarchist! Ein Leben für die Freiheit. Politische Erinnerungen (1977, autobiografia) e Reisen durch die Kibbuzim (1984), Erich Mühsam (1984), Die lange Hoffnung. Erinnerungen an ein anderes Spanien (1985, postumo, scritto con Clara Thalmann), ecc.

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]