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Antonio Malara

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Antonio Malara, primo seduto da destra, assieme a un gruppo di confinati (Favignana, 15 dicembre 1926)
Antonio Malara (Reggio Calabria, 2 luglio 1898 - Roma, 17 marzo 1975) è stato un importante anarco-sindacalista e antifascista italiano.

Biografia[modifica]

Antonio (Nino) Malara, nasce a Reggio Calabria il 2 luglio 1898, presso una modesta famiglia di ferrovieri (Francesco e Grazia Calvari sono i suoi genitori). Attivo propagandista tra i ferrovieri negli anni del primo dopoguerra, è anche, durante il Biennio rosso, uno degli organizzatori in Calabria dello sciopero dei ferrovieri dello SFI (Sindacato dei Ferrovieri Italiani) portato avanti dal 21 al 29 gennaio 1920 e dei sabotaggi ai treni carichi di armi dirette alle armate russe bianche che combattevano contro i bolscevichi [1]. All'avvento del fascismo sarà  schedato come comunista anarchico e licenziato per la partecipazione agli scioperi del 1921-22.

Nel 1924, insieme all’amico Bruno Misefari, fonda L'Amico del Popolo. L’anno seguente “emigra” a Cosenza, dove lavora come operaio avventizio nelle ferrovie calabro-lucane. Qui, a causa degli stretti rapporti che tesse con alcuni comunisti, il 20 settembre è arrestato per «complotto contro i poteri dello Stato», ma senza alcuna prova, tanto che verrà  liberato con obbligo di trasferimento a Reggio Calabria. In seguito ritornerà  a lavorare a Cosenza come tornitore e a tessere rapporti con gli anarchici del luogo, tra cui Andrea Croccia, Vincenzo e Sandro Turco, ecc.

Nel 1926 è condannato al confino a Favignana per 5 anni. Rimesso in libertà , si contraddistingue per l’opera di proselitismo e di reclutamento di antifranchisti da inviare in Spagna. Quando nel marzo 1939 Mussolini giunge in visita a Cosenza, Malara è cautelativamente arrestato e poi liberato.

Con lo scoppio della seconda guerra mondiale porta avanti la propaganda antifascista sulle linee ferroviarie. A Cosenza è anche tra i promotori della nascita, nell'ottobre del 1942, del "Fronte unico per la libertà ", che mette insieme gli antifascisti di svariate ideologie [2] e a cui gli anarchici aderiscono con il gruppo “Unità  proletaria”. Insieme a Pio Turroni e Giordano Bruch é tra gli organizzatori di un Convegno anarchico che si tiene a Cosenza il 5-6 giugno 1944 e che si prefigge lo scopo di gettare le basi per la ri-organizzazione del movimento anarchico [3].

Alla fine della guerra partecipa al Congresso di Carrara (15-19 settembre 1945), che sancisce la nascita della Federazione Anarchica Italiana, in qualità  di rappresentante del Gruppo Libertario di Cinquefrondi, della cui delegazione fanno parte anche Giacomo Bottino e Luigi Sofrà  [4]. Negli anni successivi è presente ai vari Congressi e Convegni nazionali della FAI che struttureranno meglio la storica organizzazione italiana. In questo periodo si impegna per la riassunzione dei licenziati politici calabresi, entrando anche nel CC dello SFI. Nel 1947, assieme ad Augusto Castrucci, David Martini, Enzo Fantozzi e Camillo Signorini, partecipa alla fondazione della FAISF (Federazione A-partitica Italiana Sindacato Ferrovieri, poi divenuta FASFI), che sarà  definitivamente sciolta il 25 febbraio 1949 a Roma [1], città  in cui si era nel frattempo trasferito e dove si fermerà  fino alla fine degli anni '50, quando farà  ritorno a Cosenza.

Nel 1965 quando la FAI è lacerata dal conflitto tra “organizzatori” e “antiorganizzatori”, Malara aderisce all’ala organizzatrice e malatestiana; nel 1968 milita nel “gruppo Bakunin” di Cosenza, particolarmente attivo anche nel movimento studentesco e nelle lotte sociali. Dopo la strage di Piazza Fontana, il gruppo di Malara subisce l’ondata repressiva che li costringe a riorganizzarsi e a cambiare nome in “Gruppo Errico Malatesta”. Questo ed altri gruppi calabresi nel 1973 danno vita all’Organizzazione anarchica calabrese, formata soprattutto da gruppi e individualità  del cosentino e del reggino, che saranno particolarmente attivi nella campagna di denuncia della strategia della tensione.

Nino Malara muore a Roma il 17 marzo 1975.

In ricordo di Nino Malara[modifica]

In ricordo dell’attivismo di Nino Malara, la FdCA di Genova ha a lui intitolato la sede della propria sezione: FdCA - Sezione Nino Malara di Genova, Viale Durazzo Pallavicini 4

Note[modifica]

  1. 1.0 1.1 Documento Circolo Ponte della Ghisolfa
  2. Documento Federazione dei Comunisti Anarchici
  3. Dizionario Biografico degli Anarchici Italiani, Tomo II, pag 637
  4. Archivio FAI

Opere[modifica]

  • Scritti di Malara: Antifascismo anarchico 1919-1945, A quelli che rimasero, Editore SAPERE 2000 edizioni multimediali Edizione 2007 .
  • Scritti su Malara: FAI Congressi; L. Candela, Breve storia del movimento anarchico in Calabria dal 1944 al 1953, Ragusa 1987; F. Cuzzola, Cinque anarchici del sud. Una storia negata, Reggio Calabria 2001.

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]