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Anonymous

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Bandiera di Anonymous. Il "busto senza capo" e il punto di domanda al posto della testa rappresentano in maniera inequivocabile che l'organizzazione non ha strutture gerarchiche (non esiste un capo) e si fonda sull'anonimato
Anonymous (in italiano «Anonimo») è il nome di un collettivo informale costituito da diversi gruppi e\o singole individualità  che, solitamente con un obiettivo concordato approssimativamente, portano avanti azioni e proteste su internet contro coloro (aziende, siti web, istituzioni, singole persone, ecc.) che negano o minacciano la libertà  d'espressione o che incitano a varie forme di discriminazione. Può anche essere inteso come firma adottata da unioni di hacktivisti, i quali intraprendono azioni varie firmandosi fittiziamente “Anonymous”.

Il motto dell'organizzazione è:

«  Noi siamo Anonymous.
Noi siamo legione.
Uniti come uno, divisi da zero.
Noi non perdoniamo.
Noi non dimentichiamo.
Aspettateci! »

Nascita e sviluppo del movimento[modifica]

Motto di Anonymous

Anonymous nasce spontaneamente diversi anni fa sulla piattaforma Imageboard di 4chan.org, dove gli utenti che commentavano senza essere registrati venivano genericamente identificati con il nick "Anonymous". L'«identità  condivisa» è all'origine del movimento, il principio che univa gli utenti, i quali in seguito cominciarono sempre più spesso ad identificare Anonymous come una persona reale giacché presero l'abitudine di firmarsi in questa maniera.

Queste persone erano accomunate dall'idea che bisognasse «Cambiare il Mondo e renderlo più giusto», uno slogan che, affascinando molti utenti, ha permesso la rapida diffusione mondiale dell'organizzazione. Anonymous come collettivo di individui senza nome è diventato nel giro di breve tempo un fenomeno di Internet, anche se non del tutto precisamente esso viene associato esclusivamente alla figura dell'hacker (in realtà  vengono maggiormente compiute azioni di diverso tipo non necessariamente legate all'hackeraggio).

Risalgono al 2006 le prime notizie di azioni d'un certo spessore; in quell'occasione, in due diversi momenti, fu attaccato Habbo, un famoso social network progettato come un hotel virtuale (il primo attacco fu denominato “Great Habbo Raid of '06”; il secondo invece è conosciuto come “Great Habbo Raid of '07”). L'azione fu messa in opera per protestare contro un parco divertimenti dell'Alabama reo di aver vietato ad un bambino affetto di AIDS di immergersi in una piscina.

Nel 2007 gli hacktivisti presero di mira il sito di un autore radiofonico, Hal Turner, colpevole di diffondere, attraverso web e radio, idee razziste e discriminatorie. Nel dicembre dello stesso anno alcuni membri del gruppo smascherarono il pedofilo Chris Forcand, che fu poi arrestato dalla polizia.

L'azione che però li portò alla ribalta mondiale avvenne nei primi mesi del 2008, quando Anonymous prese di mira la Chiesa di Scientology. Attravverso il "Progetto Chanology", annunciato il 21 gennaio 2008 con il messaggio video Message to Scientology, consistente in azioni e proteste di diverso tipo (scherzi telefonici, fax neri ai suoi centri, attacchi ai siti web, presidi reali e virtuali, ecc.), il movimento intenderebbe nel lungo periodo distruggere l'organizzazione della Chiesa. Scientology è colpevole di aver intimato a Youtube il ritiro di una video-intervista a Tom Cruise (seguace della setta), con la motivazione che sarebbero stati violati i diritti di copyright. In quell'occasione, in tempi e luoghi diversi, a partire dal 10 febbraio, diverse persone scesero in strada in molte città  del mondo per protestare contro il modus operandi della Chiesa di Scientology, accusata non solo di censurare video ma anche di portare avanti campagne di disinformazione, di repressione dei seguaci, di intimidire i critici, ecc. Fu allora che molti manifestanti indossarono le maschere del personaggio V dal film V per Vendetta (che a sua volta ha preso ispirazione da Guy Fawkes).

Il gruppo di hacktivisti ha dichiarato di aver in diverse occasioni dato supporto informatico ai movimenti liberali dell'Iran, dello Zimbabwe, della Tunisia e dell'Egitto, poi sfociati in vere e proprie rivolte popolari contro i governi locali. Infine hanno sostenuto gli Indignados di tutto il mondo e il controverso Wikileaks, per difendere il quale hanno attaccato i siti web di visa, paypal e altri istituti bancari che avevano annunciato di non accettare più donazioni in favore di Wikileaks.

Le azioni intraprese sono innumerevoli e non si contano più, alcune significative compiute recentemente sono quelle contro la pedopornografia ("operazione Darknet") [1], contro la censura su youtube, per la difesa del filesharing e contro le società  di copyright (Operation Payback) [2], contro la chiusura di Megaupload [3], le politiche razziste dello Stato d'Israele[4] e la propaganda dell'ISIS[5]. Inoltre è stata annunciata l'inizio della prima cyber-guerra globale contro varie proposte di legge, che diversi governi (specialmente quello degli USA) starebbero valutando, destinate a limitare la libertà  della rete [6].

Il 17 maggio un'operazione repressiva poliziesca ha portato all'arresto di 4 persone e a decine di perquisizioni in tutta Italia.[7]

Anonymous Italia[modifica]

Con la diffusione di Anonymous in tutto il mondo, sono nate diverse sezioni nazionali che, ugualmente senza gerarchia alcuna e sui principi dell'informalità , hanno cominciato a concentrare la propria attenzione su obiettivi locali. La sezione italiana ha colpito diversi siti web, tra cui (ma sono solo due esempi fra tanti che potrebbero essere fatti):

  • quello dell'Enel, attaccato con la motivazione che «ancora una volta mostra di perseguire i propri interessi in modo indegno. Al fine di costruire impianti idroelettrici in Guatemala, nel municipio di Cotazal, l’Enel assolda (con i denari di tutti gli italiani) 500 mercenari in assetto di guerra con passamontagna e forze antisommossa per occupare la comunità  indigena maya ixil di San Felipe Chenla, che dal 3 gennaio sta protestando contro la Enel» [8];
  • quello dell'AGCOM, accusato di voler operare in senso censorio poiché esso «vorrebbe istituire una procedura veloce e puramente amministrativa di rimozione di contenuti online considerati in violazione della legge sul diritto d'autore. L'Autorità  potrebbe sia irrogare sanzioni pecuniarie molto ingenti a chi non eseguisse gli ordini di rimozione, sia ordinare agli Internet Service Provider di filtrare determinati siti web in modo da renderli irraggiungibili dall'Italia. Il tutto senza alcun coinvolgimento del sistema giudiziario. Questa normativa dovrebbe entrare in vigore tra pochi giorni. Per questo chiediamo l'aiuto di tutti in questa protesta” contro misure che minano “alle fondamenta il diritto di avere una Rete libera e imparziale» [9].

Gli "anonimi italiani" possiedono un sito ufficiale e altri strumenti attraverso il quale diffondono le proprie iniziative. Una delle più clamorose è stata attuata il 12 gennaio 2012, quando «la rete di hacker globale ‘Anonymous’ ha attaccato il sito del governo www.governo.it e il portale italia.gov.it, rendendoli irraggiungibili per molti minuti, e le pagine web di Casapound. »[10] Nell'ottobre del 2012 Anonymous Italia ha portato avanti l'operazione 'Antisec' (anti-sicurezza) contro le forze di polizia pubblicando una serie di oltre 3.500 presunti documenti privati delle forze dell'ordine.[11]

Filosofia e principi organizzativi[modifica]

La maschera di V per Vendetta ispirata a Guy Fawkes

L'assenza di gerarchia e l'assoluto anonimato sono i principi fondamentali di Anonymous. Essendo strutturato in maniera informale, l'organizzazione del movimento è delineata solo per larghi tratti e si affida totalmente alle capacità  delle singole individualità  e dei gruppi formatisi più o meno casualmente specialmente su internet:

« Chiunque voglia può essere Anonymous e lavorare per una serie di obiettivi... Abbiamo un programma che concordiamo tutti, ci coordiniamo e agiamo, ma per la sua realizzazione tutti agiscono indipendentemente, senza volere alcun riconoscimento. Vogliamo solo raggiungere qualcosa che crediamo sia importante... »

Parrebbe che molti membri e/o simpatizzanti si ritrovino in siti web come Imageboard, 4chan e Futuba, le loro associate wiki, Encyclopedia Dramatica [12] ed uno svariato numero di forum e siti vari. Alcuni di questi sono:

In questi luoghi vengono delineate le strategie del presente, definendo per esempio quali obiettivi possono essere colpiti e a quale scopo; in seguito il tutto viene diffuso sulla rete, dove un maggior numero persone può venirne a conoscenza. Anonymous rappresenta largamente il concetto di ciascuno e tutti come un collettivo senza nome. Le definizioni del movimento hanno comunque la tendenza ad evidenziare che si può agire anonimamente senza correre il rischio di essere identificati. Il "movimento degli anonimi" è spesso descritto attraverso aforismi che ne delineano le caratteristiche principali. Una di Chris Landers definisce il movimento in questo modo:

«[...Anonymous è] la prima coscienza cosmica basata su Internet, Anonymous è un gruppo, nello stesso senso in cui uno stormo di uccelli è un gruppo. Come si fa a sapere che è un gruppo? Perché viaggiano nella stessa direzione. In qualsiasi momento, più uccelli possono unirsi, lasciare lo stormo o staccarsi completamente verso un'altra direzione.» (Chris Landers, Baltimore City Paper, 2 aprile 2008)[13]

Affinità  e divergenze con il movimento anarchico[modifica]

Variante rosso-nera anarchica della bandiera di Anonymous

Da quando Anonymous è salito alla ribalta delle cronache si è sviluppato un dibattito sulla natura dello stesso movimento: Anonymous può essere definito anarchico? Chi risponde affermativamente sottolinea che nonostante questo movimento di hacktivisti non usi simboli dell'anarchismo classico (il simbolo da loro più usato è ovviamente la maschera di Guy Fawkes resa nota dal fumetto e dal film V for Vendetta) abbia indubbiamente un'identità  anarchica di base. L'assenza di gerarchie al suo interno e le azioni dirette sono le prerogative principali che lo contraddistinguono, similmente a quanto succede in un gruppo d'affinità . Prerogative, come risaputo, tipicamente (ma non esclusivamente) anarchiche.

Chi invece, pur rispettando le azioni di Anonymous, nega la sua natura anarchica, si sofferma sul carattere populistico dei suoi slogan, anche se si riconosce che ciò sia dovuto alla necessità  di raggiungere quante più persone possibile. Ugualmente viene evidenziata l'eterogeneità  dei militanti, provenienti da diversi ambienti politici e da differenti tradizioni, che fa si che certe azioni siano più assimilabili alle idee liberali o libertarie, nel senso più generico del termine (ci sono anche militanti appartenenti al variegato mondo dei libertarians), piuttosto che all'anarchismo vero e proprio.

Opere[modifica]

Bibliografia[modifica]

  • Olson Parmy, Noi siamo Anonymous, Piemme, 2013
  • Antonella Beccaria, Anonymous. Noi siamo legione, Aliberti, 2012

Filmografia[modifica]

Note[modifica]

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]