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Animal Rights Militia

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Animalrightsmilitia.jpg
L'Animal Rights Militia è un movimento che si batte per la liberazione animale. L'organizzazione segue le linee e gli scopi dell'Animal Liberation Front, ma la firma ARM (come anche "Justice Department") riconduce ad azioni più "estreme" che vogliono incutere più paura negli sfruttatori e nell'istituzione specista in generale e che lasciano intravedere la volontà  intransigente dell'eliminazione totale del compromesso. Gli attivisti che si firmano ARM utilizzano ampiamente forme come il sabotaggio, l'azione diretta e il boicottaggio, ma ignorano una linea guida dell' Alf, ovvero il bisogno di prendere tutte le precauzioni necessarie per non ferire o uccidere nessun essere vivente, specialmente (o esclusivamente) umano.

Panoramica[modifica]

Struttura[modifica]

L' ARM è un movimento animalista e antispecista che si batte per la liberazione animale totale. La struttura concepita informalmente è del tutto simile a quella dell' Alf: è composta da cellule completamente autonome e indipendenti, che possono essere composte sia da gruppi che da individui, che liberamente scelgono di agire per i diritti degli animali (si veda: gruppi d'affinità ); l'unica differenza è che la suddetta organizzazione, similmente a Justice Department, sceglie di agire anche con azioni violente quali minacce o intimidazioni personali, pacchi bomba, avvelenamento di generi alimentari o di qualsiasi prodotto testato ecc. e di firmarsi in determinati modi e con determinate sigle (ARM o JD) in relazione alle proprie idee e alla propria concezione non solo di mero animalismo, ma anche di azione diretta, naturocentrismo e posizioni esistenziali e/o filosofiche.[1].

La problematica questione "violenza - nonviolenza"[modifica]

La formazione di queste sigle successive all' ALF hanno creato una rottura del fronte di Liberazione Animale e nell' attivismo per i diritti degli animali in genere sul tema della violenza inferta a sfruttatori e nemici degli animali e quindi del movimento, nonchè un' immagine più ambigua che mai agli occhi dell'opinione pubblica, che, secondo gli attivisti dell' Alf che non usano la violenza per preservare l'immagine del movimento al pubblico, rischierebbe di rimuovere dalle possibili soluzioni animaliste e rivoluzionarie l'azione diretta, facendola apparire come frutto di terrorismo, parola però sufficientemente esasperata dalle autorità  protettrici degli sfruttatori e dello specismo.

La posizione di Tom Regan[modifica]

Il filosofo antispecista Tom Regan, come molti attivisti, si è soffermato molto su questa problematica, ed ha fatto le dovute osservazioni e distinzioni con estrema cautela. Ha dichiarato il suo estremismo, quando esso vuol dire incondizionatezza di ciò in cui si crede, ma ha considerato i pro e i contro dell'uso della violenza (da lui concepita sia come vandalismo - distruzione della proprietà  - sia come ferimento o uccisione di esseri viventi). Il filosofo ha espresso disapprovazione per la violenza secondo lui inferta dall' ALF a molti sfruttatori, semplicemente perchè crede, da non-pacifista (come quasi tutti), che prima di arrivare alla violenza bisogna cercare ogni strada non-violenta possibile. Quindi, secondo Regan i non-pacifisti qualunque dovrebbero agire per gli animali secondo criterio violento o non-violento solo dopo aver fatto questo ragionamento:

  1. Gli animali sono innocenti;
  2. Si fa ricorso alla violenza solo quando è necessario sottrarli a sofferenze indicibili
  3. Non si fa mai ricorso a violenza eccessiva
  4. La violenza viene esercitata solo dopo che sono state esaurite tutte le possibili alternative non-violente, consentite dalle cirostanze e dal momento
  5. Quindi, in questi casi, il ricorso alla violenza è giustificato

In questa legittimazione condizionata della violenza nella Liberazione Animale, Regan non elude il controllo della dialettica (si pensi alla più volte citata parola "terrorismo", "terrorista" o "piromane")[2][3] [4] da parte degli sfruttatori, delle autorità  e dei mass media, citando episodi realmente accaduti in cui sfruttatori si auto lanciavano attentati dinamitardi o incendiari per screditare al massimo il movimento animalista (episodi, non a caso, che furono dei veramente pochi citati, nell'argomento "Liberazione Animale" o "Animalismo") o, addirittura, azzardando l'ipotesi che il libro "Dichiarazione di Guerra" di Screaming Wolf sia solo uno dei tanti tentativi di far cadere in azioni imprudenti e controproducenti persone motivate e oneste ma "emotivamente instabili" (facendo sempre leva sulla "sordità " della stragrande maggioranza dei consumatori occidentali, sempre più sensibile agli involucri che alla sostanza delle cose). Il tutto è quindi sempre visto da un'ottica sociale/legale tipicamente occidentale e moderna, nonchè riformista; viene quindi tratta la seguente conclusione da Regan: il motivo per cui molti non abbracciano il movimento animalista e non dedicano ad esso anima e corpo è per la reputazione violenta e terroristica offerta al pubblico:

  • dagli sfruttatori ,dai mass media e dalle autorità 
  • dagli eventuali attivisti in buona fede che usano la violenza (intesa non solo come ferimento o uccisione, come nel caso dell' ARM, ma anche come sabotaggio o vandalismo etico) che, non cercando prima una soluzione pacifica, mettono a repentaglio la reputazione del movimento intero animalista, rischiando di dare alle persone comuni un ulteriore pretesto per restare sorde alla sofferenza degli animali non-umani.[5]

Azioni e interventi recenti dell' ARM[modifica]

L' ARM è attiva al pari dell' Alf, ma in misura leggermente minore. Azioni firmate ARM sono comparse recentemente nel Canton Ticino, la Svizzera italiana, con varie azioni di sabotaggio, roghi di attrezzature e veicoli, liberazioni e avvelenamenti di generi alimentari di origine animale[6] [7] e in Francia, con l'avvelenamento di prodotti per lenti a contatto della Novartis, cliente e collaboratrice del centro di ricerca Huntingdon Life Sciences (HLS), istituto privato che pratica sperimentazione animale per conto di varie aziende farmaceutiche, cosmetiche ecc. [8][9]

Note[modifica]

  1. Un testo particolarmente significativo in questo senso è "Dichiarazione di guerra" di Screaming Wolf, scritto in cui l'autore sostiene la tesi che sia impossible essere animalisti veri senza essere terroristi, "estinzionisti" e estraneati completamente dalla società  che contribuisce alla prigionia degli animali e allo specismo in ogni suo aspetto, piccolo o significativo che sia.
  2. L'articolo "Le nuove frontiere del terrorismo internazionale: l'eco-terrorismo"
  3. False flag and plausible deniability
  4. Il presunto attentato fasullo "Terroristi animalisti attentano alla vita di una persona perbene"
  5. Tom Regan, Gabbie vuote, la sfida dei diritti animali
  6. Nuove minacce animaliste
  7. L'onda lunga dell'ALF
  8. Avvelenamento prodotti Novartis in Francia
  9. Animal Rights Militia "has contaminated Savlon" - da animalliberationfront.com

Bibliografia[modifica]

Voci correlate[modifica]