Still working to recover. Please don't edit quite yet.

André Soudy

From Anarchopedia
Jump to: navigation, search
André Soudy
André Soudy (Beaugency, 25 febbraio 1892 – Parigi, 21 aprile 1913) è stato un anarchico individualista ed illegalista della Banda Bonnot. Fu ghigliottinato dal boia Anatole Deibler, insieme a Raymond Callemin e Etienne Monier (altri due membri della banda), il 21 aprile 1913 a Parigi.

Biografia[modifica]

André Soudy nasce a Beaugency il 25 febbraio 1892 in una famiglia molto povera. Il piccolo André, «pallido con gli occhi grigi e dolci, incarnava in modo perfetto l’infanzia oppressa dei vicoli» [1], cresce in una famiglia praticamente sul lastrico. Volente o nolente è costretto a lasciare la scuola molto giovane per iniziare a lavorare come garzone tuttofare. André ha soli undici anni.

Emigrazione a Parigi[modifica]

Nel 1908, all'età  di 16 anni, si trasferisce nella capitale francese, guadagnandosi da vivere lavorando nelle drogherie di rue Mouffetard. Iscritto al sindacato, non esita a denunciare i suoi "padroni" al giudice del lavoro per un ingiusto licenziamento subito. Nel 1909 è condannato una prima volta a tre giorni di carcere per aver insultato dei funzionari pubblici; sempre per le stesse ragioni nel maggio 1910 riceve un'altra condanna ad altri 15 giorni. Più avanti, accusato di aver rubato una bicicletta, viene condannato a sei mesi in carcere (dove contrarrà  la tubercolosi) e al divieto di soggiorno nel dipartimento della Senna. [1]

Descritto come un ragazzo dal carattere ombroso e violento, André in realtà  è una persona alquanto «sentimentale, le canzoni malinconiche dei cantanti girovaghi lo commuovevano fin quassi alle lacrime, non sapeva abbordare una donna per non essere ridicolo, una mezza giornata neo campi lo inebriava per lungo tempo» [1].

L’anarchia e l'illegalismo[modifica]

Dopo un breve soggiorno in un sanatorio dell’Oise, che lascerà  a causa delle idee anarchiche appena scoperte, sceglie di fornirsi di documenti falsi ed inizia a vivere di espedienti. Di tanto in tanto frequenta nel Quartiere Latino il circolo "La Libera ricerca", fondato e diretto da Victor Serge.

La sua vita ha una svolta decisiva quando a Romainville entra in contatto con il gruppo degli anarchici individualisti (Callemin, Carouy, Garnier, Monnier, Valet, Dieudonné ed altri) del giornale «L’Anarchie».

«Si era sentito rinascere sentendosi chiamare “compagno”, sentendosi spiegare che si può, si deve "diventare un uomo nuovo" [per questo...] si era messo a raddoppiare, nella sua drogheria, la porzione di fagioli delle massaie, che lo credevano un pò matto. Le più amare facezie l’aiutavano a vivere convinto com’era di non vivere a lungo "visto il presso delle medicine"».

Quando «L'Anarchie» passa alla direzione di Victor Serge e Rirette Maitrejean, ostili alle idee illegaliste, il gruppo di Soudy, Callemin e Garnier entra in continuo conflitto con la nuova direzione, tant'è che decideranno di allontanarsi dal giornale e prenderanno a frequentare la libreria L’Idée Libre. Soudy però è estremamente affezionato a Victor e a Rirette, per questo dopo il trasferimento del giornale da Romainville a Parigi continuerà  a saltuariamente a farli visita (in alcune occasioni farà  addirittura da baby-sitter ai due figli di Rirette).

Il suo ruolo nella Banda Bonnot[modifica]

Giunto in Gran Bretagna il carismatico anarchico francese Jules Bonnot, André accetta di mettere in piedi una banda illegalista (che sarà  poi conosciuta come Banda Bonnot) in grado di attaccare il cuore del sistema capitalista: le banche. Avvalendosi delle abilità  di guidatore di Bonnot, il 25 marzo 1912 - insieme a René Valet, Etienne Monier, Jules Bonnot, Octave Garnier e Raymond Callemin - partecipa alla rapina di Société Générale di Parigi. È lui che, sparando in aria col suo fucile, tiene a distanza i passanti mentre dentro si scatena il finimondo: due gli impiegati della Société Générale morti.[2]

Arresto, processo ed esecuzione[modifica]

Tradito dalla delazione di un altro anarchico, Soudy viene arrestato a Berck-sur-mer il 30 marzo 1912 [3]. Arrestati saranno pure gli altri componenti della "banda": Raymond Callemin, Etienne Monier, Eugene Dieudonné, Marius Metge, Edouard Carouy, Victor Serge e Rirette Maitrejean. Il processo a carico della Banda Bonnot inizia il 3 febbraio 1913:

«I principali imputati erano Raymond Callemin, André Soudy, il giardiniere Monier, il falegname Eugéne Dieudonné, negavano tutto [...] Soudy, interrogato a lungo sulla proprietà  di una carabina, rispondeva tranquillamente: “Non è mia, ma, come sapete, Proudhon ha detto che la proprietà  è un furto”». [4]

Condannato alla ghigliottina insieme a Raymond Callemin, Etienne Monier ed Eugene Dieudonné (questi, innocente, sarà  "graziato" e la sua pena convertita ai lavori forzati dai quali evaderà  dopo una serie di avventurose peripezie); il 21 aprile 1913 la sentenza viene eseguita:

«Soudy chiede all’ultima ora un caffè e dei croissants […] evidentemente era troppo presto, non gli trovarono che un po’ di caffè nero. “Scalognato” disse, “fino in fondo”. Veniva meno per la paura nervosa, dovettero sostenerlo per le scale, ma si dominava e canticchiò, vedendo il biancore del cielo al di sopra dei castagni, un’aria di romanza di strada: "Salute, o mio ultimo mattino".» [5]

Note[modifica]

  1. 1.0 1.1 1.2 Victor Serge, Memorie di un rivoluzionario, Edizioni e\o, pag 45
  2. Approfondimenti: Azioni della Banda Bonnot
  3. Jules Bonnot muore ucciso dalla polizia il 28 aprile 1912; Octave Garnier e René Valet faranno la stessa fine il 15 maggio 1912
  4. Victor Serge, Memorie di un rivoluzionario, Edizioni e\o, pag 50
  5. Victor Serge, Memorie di un rivoluzionario, Edizioni e\o, pag 54

Bibliografia[modifica]

  • Pino Cacucci, In ogni caso nessun rimorso, Feltrinelli, 1994 (romanzo ispirato alla vita di Jules Bonnot).
  • Victor Serge, Memorie di un rivoluzionario, Edizioni e\o, 2001
  • Paolo Valera, I clamorosi rossi dell’automobile grigia. Memorie di Giulio Bonnot, Milano, La Folla, 1921
  • Bernard Thomas, La banda Bonnot, Milano, Forum Editoriale, 1968

Voci correlate[modifica]