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Anarchismo in Corea

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Kim Jwa-jin, detto il Nestor Makhno coreano
La storia coreana è stata ricca di avvenimenti e lotte sociali, soprattutto quelle legate ai contadini e all’indipendenza nazionale. In quest'ambito gli anarchici sono stati sempre attivi e partecipi, assumendo un ruolo importante in particolare tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo.

Cenni storici[modifica]

Nel 1894 la Corea fu invasa dal Giappone con il pretesto di proteggerla dall’influenza cinese. A difesa della Cina, intervennero le potenze europee (Russia, Francia e Germania) che imposero al Giappone l’abbandono della Corea.

Nel 1897 il re Gojong divenne il primo imperatore dell'impero Coreano, tuttavia ciò non impedì che nel 1910 il paese venisse conquistato dal Giappone. In seguito alla sconfitta dell'Impero giapponese nella seconda guerra mondiale, durante la quale aveva occupato la Corea, nel 1945 la penisola coreana fu divisa in una zona di occupazione sovietica (a nord del 38° parallelo) e una zona di occupazione statunitense (a sud del 38° parallelo). Ancora oggi la Corea è divisa in due Stati: Corea del Nord e Corea del Sud.

Le origini del movimento anarchico[modifica]

Il movimento anarchico coreano cominciò a svilupparsi in particolare tra i coreani presenti in Cina, esiliati per sfuggire alle persecuzioni politiche dopo i moti anti-giapponesi del 1919 (1500 dimostrazioni, 7500 uccisi, 16000 feriti) e in Giappone, dove esisteva una nutrita di colonia di immigrati.

Gli anarchici coreani presenti in questi due paesi non poterono non risentire delle condizioni socio-politiche presenti allora in quei due paesi, che furono poi alla base delle peculiarità  dell’anarchismo coreano.

La Cina dei primi anni del secolo proveniva dall’insuccesso della rivoluzione del 1911, che portò all’occupazione delle sue coste da parte delle grandi potenze occidentali. In Cina quindi, il desiderio di maggiore eguaglianza e giustizia sociale si affiancava al desiderio di liberazione nazionale dal giogo imperialista occidentale. Gli anarchici presenti in Cina non poterono ignorare questo sentimento "nazionalista" che accomunava tutti coloro che là  risiedevano [L'anarchico Shin Chaeho fu uno dei più importanti leader dell'indipendenza coreana[1], N.d.R].

Il Giappone invece veniva dalle vittoriose guerre contro la Cina e la Russia (rispettivamente 1894-1895 e 1904-1905) che la collocavano nel novero delle grandi potenze capitaliste. In conseguenza di questo, si costituì naturalmente, parallelamente all’industrializzazione del paese, anche una folta e combattiva classe operaia ispirata alle tradizionali lotte del movimento operaio socialista, fautore della lotta di classe.

È da sottolineare come gli anarchici coreani ricevettero il pieno appoggio dei compagni giapponesi, in virtù dello spirito internazionalista che accomuna tutti gli anarchici, i quali furono in prima fila nell’opposizione antimilitarista alla Guerra Russo-Giapponese (1904-1905) e all’occupazione militare della Corea.

Sviluppo del movimento anarchico coreano (1920-1945)[modifica]

Nei primi "anni 20" (del 1900) le autorità  giapponesi orchestrarono una durissima repressione contro gli anarchici e i coreani in genere. La follia anti-anarchica e la fobia degli anarchici arrivò a tal punto da accusarli, incredibilmente, di essere corresponsabili (????!!!) del terremoto di Tokyo del 1923. Circa 6000 operai coreani residenti in Giappone furono fustigati pubblicamente, altri anarchici, anche giapponesi, subirono indiscriminatamente arresti e condanne all'ergastolo (...già  nel 1910 il libertario Kotoku Shusi fu imprigionato e ucciso dalle autorità  giapponesi)[2].

L’anno determinante per lo sviluppo del movimento anarchico coreano è però il 1923: in quell’anno in Cina ci fu la redazione del Korean Revolution Manifesto, ad opera di Shim Chai-Ho (1880-1936), giornalista nonché uno dei maggiori scrittori del tempo, in cui tra l'altro si può leggere: «Dichiariamo che la politica di ladrocinio del Giappone è la nemica dell'esistenza stessa della nostra nazione e che è nel nostro diritto respingere l’imperialismo del Giappone attraverso mezzi rivoluzionari» [2].

In Giappone invece, il coreano anarchico Park Yeol (1902-1973) progettò un attentato contro l’imperatore. È doveroso ricordare che molti anarchici coreani furono attivissimi, più o meno in questa stessa fase storica, nella regione cinese della Manciuria, dove misero in atto alcune importanti esperienze libertarie [3].

Nell’aprile dell’anno seguente, con la pubblicazione del Korean Revolution Manifesto, Lee Hwae-Young (1867-1932), Shin Chae-Ho, Yo a-Myeong, Lee Eul-Kyn, Lee Jeong-Kyn, Jeong Wha-Am e Paik Jeung-Ki sancirono la costituzione della Federazione anarchica coreana in Cina (FACC), che si dotò anche di propri organi di stampa: «Justice Bulletin» e «Recapture».

Due anni prima, nel 1922, Park Yeol aveva fondato a Tokyo, insieme ad altri anarchici, il gruppo La Rivolta da cui poi si sviluppò anche il movimento anarchico giapponese [4].

Tra il 1925 e il 1930 l’anarchismo si diffuse in Corea soprattutto a Seoul, Taegu (Lega della Verità  e della Fratellanza, fondata nel 1925) e Pyongyang. Le cronache del quotidiano Dong-a Ilbo rilevarono presenze anche nella città  di Icheon, dove era attivo un gruppo clandestino costituito da almeno 100 membri ed organizzato da Lee Eun-Song, a Chunju, dove vi era un gruppo di artisti libertari, e nelle province di Kwanseg e Kwanbul dove si contavano almeno 8 circoli legati all’anarchismo. Dal 1928 gli anarchici coreani cominciarono a federarsi con i compagni della Cina, Taiwan, Vietnam e Giappone, costituendo la Federazione anarchica orientale. Nel novembre 1929 la Kwanseo Black Friend League, mise in piedi una federazione nazionale che poi divenne la “Federazione anarco-comunista coreana”, che operò principalmente con modalità  clandestine [4].

Tuttavia, mentre l’anarchismo tendeva a diffondersi sempre più, contemporaneamente, e in egual misura, subiva dure repressioni: nel 1925 il quotidiano Dong-a Ilbo rivelò l'arresto e la condanna ad un anno di carcere per 10 militanti della Lega della Bandiera Nera; altri 50 operai l’anno seguente furono condannati per aver affisso manifesti inneggianti all’anarchia.

In seguito, tra il 1931 e il 1945, il movimento anarchico coreano collaborò all'opera di contrasto dell'invasione giapponese; in piena seconda guerra mondiale molti anarchici entrarono a far parte dell’esercito di liberazione nazionale. Le autorità  occupanti giapponesi imposero allora lo scioglimento di tutte le organizzazioni politico-sociali e l’arresto di molti militanti, che in praticava significava l'annientamento del movimento anarchico.

Nell’agosto del 1940 Yu Ja-Myeong, della Federazione rivoluzionaria coreana e Yu Rim, della Federazione anarchica coreana, furono eletti al Parlamento provvisorio, entrando nel governo di unità  nazionale insieme a nazionalisti e comunisti, ripetendo l'esperienza parlamentare compiuta dalla CNT durante la rivoluzione spagnola.

L'esperienza libertaria in Manciuria (1929-1931)[modifica]

La Manciuria è una regione posta a nord della Cina, che all'inizio del secolo era sotto il controllo dei russi (dal 1900 al 1905). Allora vi erano diverse migliaia di coreani, molti dei quali anarchici, il che favorì negli anni avvenire lo sviluppo di una serie di sperimentazioni a carattere libertario: la presenza anarchica è certificata sin dai primi anni del XX secolo, ma fu solo nel 1929 che si costituì la Federazione Anarchica Coreana in Manciuria (FACM), il cui principale esponente, Kim Joa-Jin, sviluppò un piano di lotta all'imperialismo giapponese. La FACM costituì numerose cooperative, aprì corsi gratuiti d’istruzione e di addestramento per l'uso consapevole delle armi.

Nello Shimmin, una delle tre province della Manciuria, nell'agosto 1929 gli anarchici collaborarono all'amministrazione della zona, attraverso l'Associazione del Popolo Coreano in Mancuria (APCM), che si presentava come «un sistema indipendente auto-governato e cooperativo dei Coreani che raccolgono tutto il loro potere per salvare la nostra nazione in lotta contro il Giappone». L'APCM d'altronde sviluppò un’«associazione generale dei villaggi autogestiti», installando alcuni comitati popolari che si occupavano di agricoltura, della finanza, degli affari militari, della salute pubblica ecc…[2]. Non furono rare le collaborazioni tra la FACM e l'APCM.

Le cronache dell’epoca raccontano la popolazione locale accolse sempre con favore gli anarchici, i quali frequentemente si spostavano di villaggio in villaggio per diffondere i principi dell' anarchismo. Una delle figure maggiormente carismatiche e che funse da punto di riferimento per il movimento anarchico della regione fu Kim Jwa-Jin, conosciuto con il soprannome del Makhno della Corea.

In occasione di una riunione della FACC (Fed. Anarchica Coreana in Cina), svoltasi a Pechino nel giugno del 1930, fu deciso di indirizzare gran parte delle risorse economiche e umane verso la Manciuria, visti i successi riscontrati tra la popolazione; molti membri del FACC emigrarono verso il Nord della Manicuria (Shimmin).

In Manciuria, l'organizzazione degli anarchici dovette confrontarsi a Sud con gli elementi più reazionari pro-giapponesi e con i veri e propri attacchi militari opera di guerriglieri giapponesi, a Nord con esponenti stalinisti che intendevano "minare" il prestigio anarchico. Il movimento si divise sull’opportunità  di proseguire nell’autogestione collettiva oppure se anteporre le lotte di liberazione nazionale alle rivendicazioni sociali (medesimi problemi furono affrontati dagli anarchici spagnoli, qualche anno dopo, durante la rivoluzione spagnola).

Nell'estate 1931 molti leader anarchici morirono a causa degli attacchi che venivano da Nord (stalinisti) e da Sud (giapponesi), altri invece passarono alla clandestinità .Dal 1931 il Giappone occupò militarmente la Manciuria, che assunse il nuove nome di Manciu kuò, molti anarchici furono assassinati, tanti altri furono costretti a passare alla clandestinità , che di fatto segnò la fine delle esperienze di autogestione.

Dopo la fine della II guerra mondiale[modifica]

La fine della II Guerra Mondiale e la successiva divisione del paese in due stati sotto diverse influenze (americana e russa), ebbe notevoli ripercussioni anche all'interno del movimento anarchico coreano. A questo proposito, nell'immediato dopo guerra, e anche successivamente, si tennero diversi convegni nel tentativo di riorganizzare l’anarchismo coreano [5].

L'anarchico coreano Ha Ki Rak (il primo da sinistra in basso) all'Anarchist Centenary Celebration (Australia, 1986). Con lui ci sono anche (dall'alto verso il in basso, da sinistra a destra): Miura Seiichi, sconosciuto, sconosciuto, Peter Sheldon, Joe Toscano, Boris Franteschini, Amenda Ceccaroni, Bruno Vannini e Raphaele Turco

Il 29 settembre 1945 si tenne a Seoul un incontro anarchico da cui scaturì la fondazione della Federazione per la costruzione di una società  libera, che promulgò un programma fondato sui principi dell’autogoverno locale e sul controllo operaio delle industrie. Ma è con il ritorno a Seoul di Yu Rim, leader della "Federazione anarco-comunista" coreana e membro del governo provvisorio, che il movimento anarchico riprese in pieno la sua attività  [4].

Dal 20 al 23 aprile 1946, ad Anwui (Corea) si svolse un importante congresso anarchico coreano, in cui si evidenziò l’influenza del pensiero Kropotkiniano in Asia. Si discusse specialmente della questione contadina e della necessità  che si sviluppasse un movimento che ne rappresentasse gli interessi. Il 7 luglio 1946, con Yu Rim presidente, finalmente questo partito si costituì: il Partito per l'Indipendenza degli operai e dei Contadini. Questi però s'indebolì notevolmente con la divisione della Corea in Corea del Nord e Corea del Sud, concentrandosi principalmente nella Corea sotto l'influenza occidentale.

Un mese dopo la morte di Yu Rim (aprile 1961), il generale Park Jeong-Hee ordì un "colpo di Stato militare!" che proibì le attività  politiche e arrestò i membri dei gruppi politici più radicali. Solo dieci anni dopo la vita ritornò alla normalità ; nel febbraio 1972 Yang Il- Dong, Jeong Hwa-Am, Ha Ki-rak fondarono il Democratic Unification Party, erede dell’IWFP, che però fu sciolto nel 1982 durante il regime di Chun Doo-Hwan. In questa fase però riuscirono ugualmente a distinguersi per la loro attività  propagandistica, i fratelli Li Jung-Kyu (1897-1983) e Li Eul Kyu (1894-1972) (quest’ultimo soprannominato "Il Kropotkin coreano), oltre al già  menzionato Ha Ki-Rak, tutti presenti nel 1987 al congresso della Federazione Anarchica Coreana [6].

Anarchismo contemporaneo[modifica]

La nuova generazione anarchica coreana, tende a voler distinguersi dai loro predecessori dell'inizio del XX° secolo, spessissimo accusati di nazionalismo dai giovani libertari, segnando così un forte distacco tra i giovani anarchici e quelli più anziani.

Repressione del villaggio autonomo di Daechuri (6 marzo 2006)

Uno dei progetti più interessanti attualmente in atto è quello denominato Freeschool for International Solidarity, attraverso al quale si intende aprire e liberalizzare l'educazione, l'istruzione e la diffusione della cultura in ogni suo aspetto (musica, letteratura, arte ecc.) e grazie a cui si è anche cercato di colmare il profondo solco che divide gli anarchici più anziani da quelli più giovani (Lee Mun-Chang è una delle personalità  anarchiche che più di tutte ha lavorato in questo senso) [7].

All’inizio del XXI° secolo gli anarchici hanno sostenuto attivamente i contadini delle comunità  di Daechuri e Doduri, i quali per protestare contro l’espropriazione delle loro terre, necessaria per l’allargamento di una base USA, dichiararono la propria autonomia rispetto al potere del governo centrale, rifiutandosi di ubbidire alle imposizioni delle autorità  coreane. Per parecchi anni si sono susseguite manifestazioni, proteste e violenti scontri con le forze dell’ordine, sino all’aprile 2007, quando i contadini sono stati costretti definitivamente ad abbandonare le loro terre e le loro case [8].

Il movimento libertario coreano, fortemente influenzato dall'anarchismo europeo e statunitense, nonché dal cosiddetto Global Justice Movement, è inoltre riuscito a coinvolgere nelle sue attività  le forze del movimento femminista, del movimento operaio, dell'antimilitarismo (in opposizione al servizio militare obbligatorio) e di molte altre identità  progressiste.

Note[modifica]

  1. da Wikipedia
  2. 2.0 2.1 2.2 The Korean anarchist Movement
  3. Si legga il capitolo 3.1
  4. 4.0 4.1 4.2 Bollettino CentroStudiLibertari, pag 53
  5. Alla fine della guerra molti anarchici coreani detenuti in carcere non furono immediatamente liberati, perfattemente in linea con quanto accadde anche in Italia dopo l’8 settembre 1943
  6. da Socialismolibertario
  7. da Wiki.infoshop.org
  8. Corea del Sud, la lotta per la sopravvivenza di Daechuri

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]