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Anarchismo in Australia

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Celebrazione anarchica del 100° anniversario della propria organizzazione intorno al monumento Eight hour day (1 maggio 1986)
La storia dell'anarchismo australiano affonda le sue origini negli tragici e allo stesso tempo gloriosi eventi della Comune di Parigi del 1871.

Quantunque su spinta iniziale di una minoranza di attivisti intellettuali, il movimento anarchico prese piede nel paese attraverso un significativo flusso di letteratura e testi inerenti l'anarchia. L'influenza anarchica si notò sia a livello lavorativo che culturale, anche se a partire dal primo dopo guerra tese via via a scemare. A metà  del XX secolo, la diffusione dell'anarchismo si limitava ai movimenti controculturali urbani.

Alla fine del secolo scorso e all'inizio di questo, il movimento anarchico australiano ha aderito ai movimenti di protesta e di rivendicazione di giustizia sociale.

Storia[modifica]

Storicamente il pensiero anarchico ha avuto in Australia una buona diffusione soprattutto tra gli immigrati d'origine europea ed italiana in particolare. È proprio in questi ambienti che è nato e si è poi sviluppato...

Inizi[modifica]

La nascita dell'anarchismo anarchico australiano come movimento organizzato viene fatto coincidere con la fondazione del Melbourne Anarchist Club, nato ufficialmente il 1° maggio 1886 da David Andrade e altre persone in rottura con l'Australasian Secular Association (Associazione Secolare Australiana) di Joseph Symes. Il gruppo si dotò di un organo propagandistico ufficiale, Honesty, il quale contribuì in maniera rilevante ad incrementare l'influenza dell'anarchismo sulla società  australiana quantunque occupasse una posizione minoritaria all'interno della sinistra australiana.

All'inizio, il pensiero anarchico in Australia includeva una vastità  di opinioni in materia economica che andavano dall'individualismo affine a Benjamin Tucker al comunismo anarchico di John Arthur Andrews, anche se entrambi tendevano a definirsi socialisti.[1] All'interno del movimento trovavano posto tanto intellettuali come Henry Lawson e Mary Gilmore quanto militanti del movimento operaio come il socialista utopico William Lane.

Il fatto storico più drammatico legato al movimento anarchico australiano fu l'attentato con esplosivi contro la nave SS Aramac il 27 luglio 1893. L'azione fu attribuita dalle autorità  agli anarchici australiani e in particolare al leder sindacale Larrie Petrie[2], accusato di aver voluto radicalizzare il conflitto di classe in atto negli ambienti mercantili. Petrie venne arrestato per tentato omicidio, ma le accuse vennero ritirate pochi mesi dopo. In seguito emigrò in Paraguay, dove prese parte alla realizzazione della comunità  utopica New Australia insieme ad altri socialisti, tra cui William Lane.

Tutti questi fatti si dipanarono in un'atmosfera già  carica di tensione dopo il contenzioso del 1890 tra i datori di lavoro e i dipendenti della marina mercantile [3] e lo sciopero del 1891 dei tosatori australiani guidato da William Lane. La violenta conflittualità  di classe di questa fase sfociò nella nascita di un gruppo d'azione diretta chiamato Active Service Brigade che per un certo periodo di tempo fece parlare di sè in tutto il paese.[4]

In questi anni l' Australia era divenuta meta di numerosi lavoratori provenienti dalla Cina, i quali si ritrovarono ad essere doppiamente discriminati, dalle classe padronale in quanto lavoratori subordinati e da una parte degli australiani stessi in quanto immigrati. Il razzismo anticinese, che aveva attecchito anche in parte del movimento operaio, trovò la forte opposizione degli anarchici che si battevano invece per l'unità  dei lavoratori e la lotta di classe, come scrisse n un editoriale il periodico Honesty: « I cinesi, come noialtri, sono le vittime del monopolio e dello sfruttamento ».[5]

Le due guerre mondiali[modifica]

Durante il periodo della prima Guerra Mondiale, tutto il paese fu attraversato da una grande ondata antimilitarista in cui gli anarchici recitarono un ruolo di primo piano. Monty Miller, un membro attivo del Melbourne Anarchist Club, divenne un celebre militante dell'Industrial Workers of the World (IWW). La sua attività  gli costò nel 1916 diversi guai giudiziari e un periodo di detenzione. L'immediata mobilitazione del movimento operaio diede avvio ad una campagna per la sua liberazione che vide anche la partecipazione di intellettuali come Willem Siebenhaar.[6]

Terminata la grande guerra, l'anarchismo australiano cominciò un lento ma inesorabile declino, anche se la tradizione libertaria si mantenne viva grazie a uomini come Chummy Fleming e agli immigrati italiani del Matteotti Club de Melbourne [7], che con l'avvento di Mussolini al potere proiettarono in Australia la lotta antifascista che i compagni italiani avanzavano nella penisola.

Allo scoppio della seconda guerra mondiale, gli italoaustraliani, i tedeschi, i giapponesi, tutti i cittadini di paesi filoasse (a prescindere dalla loro ideologia... [8]), alcuni comunisti e anarchici australiani, nonchè gli australiani appartenenti al movimento filofascista Australia First, furono bollati dalle autorità  come enemy aliens («nemici alieni»). La libertà  di diversi "nemici" venne sottoposta a varie restrizioni e molti di loro, sulla base del National Security Act del 1939-1940, vennero internati in veri e propri campi di concentramento.

«Nel corso del secondo conflitto mondiale furono internati 7.711 enemy aliens di tutte le nazionalità  di cui 4.727 Italiani, quasi il 15% della collettività  intera che nel corso del decennio precedente era diventata la collettività  nonangloceltica più numerosa residente nel quinto continente.»[9]

Poichè in questi lager la suddivisione degli internati era basata sulla nazionalità  e non sull'ideologia politica professata, i conflitti fisici e verbali, per esempio tra italiani fascisti e antifascisti, erano all'ordine del giorno e l'attività  politica praticamente del tutto impossibile da portare avanti.

Drammatico fu il caso dell'anarchico Francesco Fantin, arrestato il 14 febbraio 1942 ed internato poche settimane dopo nel campo di Barmera, Australia meridionale, dove fu sottoposto a gravi violenze da parte dei fascisti "compagni" di detenzione. Il 16 novembre, durante una delle tante aggressioni subite, l'anarchico fu assassinato a suon di bastonate e calci dal noto fascista Giovanni Bruno Casotti, anch'egli detenuto a Barmera.[10]

Il dopo guerra[modifica]

Dopo la fine della seconda guerra mondiale, i Sidney libertarians («libertari di Sidney») portarono avanti l'idea di un anarchismo “pessimista” o di “protesta permanente”, ovvero un anarchismo profondamente scettico rispetto alla rivoluzione o a qualunque progetto rivoluzionario a lunga scadenza, quantunque in questi anni anche nel paese stessero cominciando a diffondersi teoria e prassi del sindacalismo rivoluzionario dell'IWW. Militanti come Harry Hooton e la scrittrice Germaine Greer, che nel 1972 si autoproclamava anarco-comunista [11] e nel 1999 continuava a definirsi ancora « fondamentalmente anarchica »[12], furono alcuni dei membri più rappresentativi dei libertari di Sidney. Questi, che rappresentavano una corrente politica che aveva preso forma negli ambienti della sinistra libertaria della tendenza conosciuta come il Sydney Push[13], in complicità  con alcuni militanti dell'IWW e con gli emigrati italiani e spagnoli, negli anni '60 rivitalizzarono il movimento anarchico grazie alla diffusione in quegli anni dei movimenti controculturali, che anche in Australia presero piede esattamente nel resto dell'occidente. Altra influenza subita dall'anarchismo australiano fu quella esercitata dagli esiliati anarchici bulgari[14] e spagnoli. Questi ultimi costituirono a Melbourne una sezione in esilio della CNT spagnola.

Gli ultimi anni della Guerra del Vietnam, nella quale fu coinvolta anche l'Australia, fu un periodo di grande attività  per gli anarchici. L'attivista obiettore di coscienza contro il servizio militare Michael Matteson divenne di fatto una sorta di eroe popolare per il movimento pacifista australiano. Nello stesso periodo accaddero diversi fatti, come lo sviluppo di intensi dibattiti intorno alla teoria anarchica [15] e l'iniziò delle pubblicazioni del periodico Black Growth da parte dell' 'Anarchist Bookshop («Libreria Anarchica») di Adelaide.

All'epoca Sidney era divenuta il centro nevralgico dell'attivismo anarchico australiano, non a caso proprio in questa città , durante una conferenza del 1975, i convenuti presero la decisione di fondare l'organizzazione di sintesi Federation of Australian Anarchists (FAA). L'anno seguente, mentre a Melbourne si svolgevano i lavori del secondo congresso della FAA, si concretizzò una scissione interna in seguito alla possibilità  avanzata da alcuni attivisti di aprire la libreria Jura Books[16]. La divisione portò alla nascita della Libertarian Socialist Federation (LSF, «Federazione Socialista Libertaria»). Tanto questa quanto la FAA ebbero però un'effimera esistenza, tuttavia ciò non impedì a Jura Books di proseguire la sua attività  sino ai giorni nostri.

Alla fine degli anni '70 si assistette alla nascita della tendenza anarco-cristiana, specialmente nella città  di Brisbane, per merito in particolare del membro dei Catholic Worker Ciaron O'Reilly[17]. A Melbourne, nel 1977, venne fondata la Libertarian Workers for a Self-Managed Society (LW), un'associazione anarchica che mise in atto una grande ed efficace attività  propagandistica che ebbe il suo culmine durante l' Australian Anarchist Centenary Celebrations («Celebrazioni del Centenario Anarchico in Australia») del 1986.
Anarchist Centenary Celebration (Australia, 1986), da sinistra a destra, dall'alto in basso: Miura Seiichi, sconosciuto, sconosciuto, Peter Sheldon, Joe Toscano, Boris Franteschini, Amenda Ceccaroni, Ha Ki Rak, Bruno Vannini e Raphaele Turco

Celebrazioni del Centenario Anarchico[modifica]

Exquisite-kfind.png Vedi, Australian Anarchist Centenary Celebrations.

I preparativi per i festeggiamenti del centenario del Melbourne Anarchist Club (MAC), fondato il 1° maggio 1886, iniziarono sin dall'agosto 1984 grazie al Libertarian Workers for a Self Managed Society (L.W.S.S.)[18]. La celebrazione, che si svolse dal al 4 maggio, non intendeva semplicemente festeggiare un secolo di vita del MAC ma dell'intero movimento anarchico australiano, la cui nascita come movimento organizzato viene fatta coincidere, come già  riportato, con la fondazione stessa del Melbourne Anarchist Club.

Ad ogni modo, esse ebbero un impatto molto positivo sulle attività  degli anarchici australiani, non a caso proprio quell'anno si ebbe la fondazione della sezione australiana dell' AIT, l' Anarcho-Syndicalist Federation (ASF), e dell' Anarchist Media Institute di Joseph Toscano. L'ASF, nata nel 1986, si distinguerà  in particolare nella lotta sindacale del 1990 portata avanti dai lavoratori del trasporto pubblico di Melbourne.

Alle celebrazioni, che prevedevano anche la proiezione di diversi film su principi e storia dell'anarchismo, parteciparono molti compagni giunti da Giappone, Corea, Hong Kong, Stati Uniti, Inghilterra, Francia e Spagna.

Attualità [modifica]

Il collettivo Mutiny e il Melbourne Anarchist Communist Group (affiliato al movimento Anarkismo.net) sono esempi di gruppi attualmente attivi nel paese. Ugualmente esistono gruppi di tendenza anarco-punk, squatters e individualista. Tutte queste organizzazioni, oltre a battersi contro l'autoritarismo di Stato, il rigurgito neofascista e la discriminazione di genere e di razza, sono in prima fila nel sostegno alle lotte dei popoli indigeni:

«Ci opponiamo all'oppressione e all'espropriazione delle popolazioni indigene in Australia. Questo significa che i popoli indigeni hanno diritto alla parità  di trattamento in Australia (cioè a subire discriminazione razziale, sia da parte dello Stato che della società ) ed hanno diritto a rimanere indigeni (cioè a conservare le loro terre e la loro cultura, senza dover esser assimilati alla cultura dominante). I popoli indigeni in Australia non hanno mai ceduto la sovranità  e non hanno mai venduto la loro terra. Riconosciamo il desiderio delle popolazioni indigene in Australia che riconosca l'occupazione subita e ugualmente riconosca i loro diritti mediante un trattato ... Crediamo che una soluzione giusta per le popolazioni indigene possa essere raggiunto solo dopo una trasformazione rivoluzionaria della società , tra cui fondamentale l'abolizione del capitalismo.» (Melbourne Anarchist Communist Group)

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]

  • Bob James "Introduzione" al libro A Reader of Australian Anarchism 1886-1896, Bob James, Canberra, 1979
  • B. James; Larry Petrie, revolutionist, Red And Black, no. 8, (estate 1978), Sydney Australia, pp. 19-31
  • 1890- Maritime strike
  • Bob James, Anarchism and State Violence in Sydney and Melbourne 1886–1896 An argument about Australian labor history, 1986, MA Thesis held at La Trobe University Melbourne.
  • Citato in Andrew Markus, White Australia? Socialists and Anarchists, Arena nos 32-33 (Double Issue), 1973
  • Australian Dictionary of Biography, Australian National University
  • G. Cresciani; Proletarian migrants: fascism and Italian anarchists in Australia, Australian Quarterly, 51, (Marzo 1979) pp. 4-19.
  • Un italiano aveva la colpa di essere italiano, sia che fosse fascista sia che fosse antifascista
  • Gli italo-australiani e il secondo conflitto mondiale
  • Fantin, Francesco Giovanni (Frank) (1901–1942)
  • Vedere la Discussione tra Germaine Greer, Ian Turner e Chris Hector (Recorded Febbraio 1972)
  • «Germaine Greer»Sydney Libertarians and the Push. 9 settembre 2003>
  • Anne Coombs, Sex and Anarchy – the life and death of the Sydney Push Viking Penguin, 1996
  • Bob James, Bulgarian Anarchists in Sydney in «Anarchism in Australia. An Anthology Prepared for the Australian Anarchist Centennial Celebration», Melbourne 1-4 Maggio 1986.
  • Melbourne Anarchist Archives 1966-1973, copy held at Melbourne State Library.
  • The Split, A Monash Anarchist Perspective in Bob James (ed)Anarchism in Australia. An Anthology Prepared for the Australian Anarchist Centennial Celebration, Melbourne 1-4 Maggio 1986
  • Ciaron O'Reilly, The Revolution will not be Televised! A Campaign for Free Expression in Queensland (1982-1983)
  • Australian Anarchist Centenary posters Labadie Collection.