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Anarchia

Da Anarcopedia.

Storico simbolo dell'anarchia

Molti credono che l'anarchia sia caos, confusione e disordine, ma non è così. L'anarchia, invece, è forma di società basata sul libero accordo, sulla solidarietà, sul rispetto di ognuno. L'anarchia rifiuta i rapporti autoritari e altri aspetti che analizzeremo in seguito.

Indice

[modifica] Etimologia e definizione

Il termine "anarchia" deriva dal greco ἀν-ἀρχή («senza-governo», «senza-principio»). Il suffisso "-ismo" designa la relativa dottrina politica e il relativo movimento politico.

Si possono considerare come sinonimi di governo l'autorità, principio attraverso cui un qualsiasi governo si regge, e tutto ciò che ad essa consegue, primo tra tutti il rapporto tra «comandare e obbedire».

Gli anarchici non professano affatto l'assenza di ordine, di regole e/o di strutture organizzate, ma un ordine libero, fondato sulle diversità individuali, laddove ciascun individuo agisce in piena autonomia e autoresponsabilità, rifiutando ogni forma di autoritarismo.

L'anarchico crede nelle ragioni dell'individualità, ma non è necessariamente individualista, semplicemente il suo concetto di comunità e socialità è differente da quello comune, che prevede vincoli di appartenenza che l'anarchico rifiuta:

«L'eccezione borghese e tradizionale dell'anarchia come disordine che sconvolge addirittura la pensabilità di una società qualunque, rendendo quindi impossibile la stessa convivenza umana, è un insulto all'etimo greco: assenza di dominio. Di contro, in senso forte, l'anarchia è una delle forme possibili di organizzazione dell'umano che si dà il legame sociale. Essa è caratterizzata dall'apertura del suo orizzonte organizzativo, che rifugge dalla stasi istituzionalizzata per valorizzare un rapporto felice e dinamico tra forme di vita che ciascuno intende eleggere ed assetto collettivo che condiziona la possibilità di azione e di espressione del singolo. Nella tensione vibrante tra queste due polarità esplode lo spazio concreto dell'anarchia come istanza di traduzione reciproca a cui ispirare la soluzione delle forme associate di vita».

[modifica] Anarchia e anarchismo

In linea di massima gran parte degli anarchici concordano nel ritenere l'anarchia il fine a cui tende ogni anarchico, e l'anarchismo il percorso che ogni individualità o associazione intraprende per giungervi. In sostanza l'anarchismo è il mezzo e l'anarchia il fine.

Pur consapevoli quindi che il fine ultimo sia per entrambi il raggiungimento di una società anarchica, si potrebbe tuttavia definire anarchista[1] colui che vive e agisce nell'ambito della società repressiva mettendo in pratica, volta per volta, tutte quelle strategie e tecniche ritenute utili al raggiungimento dell'anarchia e anarchico colui che ritiene già di vivere e operare secondo i principi dell'anarchia, sebbene in un ambito ristretto di comunità anarchica.[2]

[modifica] Le correnti anarchiche

La forza del pensiero anarchico, ma anche il suo limite, sta principalmente nelle sue innumerevoli correnti, tendenze e sottotendenze (comunismo, anarco-individualismo, sindacalismo, ecc.). Per una maggior comprensione di questo complesso intreccio, si veda l'abero genealogico dell'anarchismo.

Vignetta che raffigura l'ostilità degli anarchici nei confronti di ogni autorità

[modifica] L'anarchia nella storia

I recenti studi di personalità del calibro di Marija Gimbutas e Riane Eisler hanno portato a dare una nuova interpretazione della storia e della preistoria dell'umanità, sulla base della quale non è per nulla azzardato sostenere che la vita sociale umana nasce e si sviluppa inizialmente in un contesto sostanzialmente libertario, pacifico ed egualitario (società gilaniche), poi sostituito dai prinicpi patriarcali che in Europa saranno imposti violentemente dai Kurgan tra il 4-3000 a.c.

Siamo spesso indotti a pensare, visto per esempio che il pensiero anarchico si struttura compiutamente solo nel XIX secolo, che solo l'uomo moderno abbia sentito l'esigenza di ribellarsi alle ingiustizie sociali, in realtà il libertarismo, inteso come espressione ideologico-politica fondata anche su analisi storiche concernenti la storia umana, è antico quanto l'uomo sfruttato e gerarchizzato ridotto a meno di merce qualsiasi. .

I principi libertari quindi nascono con l'umanità stessa e sono costantemente emersi nel corso della storia umana, trasversalmente al genere sessuale [3], alla nazionalità [4] e alla classe sociale [5] d'appartenenza.

[modifica] Anomia, caos e acrazia

[modifica] Anarchia non è anomia

Il termine anomia deriva dal greco α-νόμος e significa letteralmente «assenza o mancanza di norme». Pertanto, una società anomica è una società in cui non esistono norme giuridiche; una teoria sociale anomica è una teoria che ipotizza l'esistenza di una società senza il diritto. Tuttavia, l'assenza del diritto, non implica necessariamente l'assenza di principi etici che, in qualche modo, regolino i rapporti sociali. D'altro canto, una società anomica non è necessariamente una società priva di gerarchie o non soggetta ad un potere dominante (anzi, laddove vi sia totale mancanza di regole, può diffondersi più facilmente la sopraffazione del più forte sul più debole).

Il termine anarchia viene normalmente considerato come sinonimo di anomia: questa è una grave mistificazione. Innazitutto, la maggior parte delle teorie anarchiche non sono anomiche, ma accettano il diritto come elemento regolatore della società futura (teorie ananomiche). Inoltre, nessuna teoria anarchica (anomica od ananomica) è compatibile con la gerarchia e con il dominio, giacché in ognuna di esse vi è un principio regolatore (giuridico od etico) che li esclude categoricamente.

[modifica] Anarchia non è caos

Il termine anarchia viene normalmente considerato come sinonimo di caos (dal greco χάος, stato primordiale di vuoto buio anteriore alla creazione del cosmo): questa è una mistificazione ancor più grave della precedente. Infatti, il caos presuppone la totale assenza di ogni elemento ordinatore (giuridico od etico): nessuna teoria anarchica ha mai teorizzato l'assenza di regole e di interazioni sociali, in quanto l'anarchismo non lascia nulla al caso-caos, ma propone un nuovo modo di concepire la società, costruito intorno a norme e/o principi etici egualitari, condivisi e non imposti dall'alto.

[modifica] Anarchia non è acrazia

L'anarchia è sempre acratica, ma l'acrazia non sempre è anarchica, per cui tra anarchia ed acrazia non vi è coincidenza. Il termine acrazia viene talvolta utilizzato come sinonimo di anarchia: altro errore. Acrazia (α, prefisso negativo e κρατία, tema estratto dal verbo κρᾰτἐω, «governare») significa letteralmente «senza governo». L'acrazia, dunque, presuppone, come l'anarchia, l'assenza di un Potere (intendendo con questo termine il Potere discendente da un governo o un'autorità centrale) dominante, ma non necessariamente presuppone l'assenza di forme gerarchiche nella società.


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rapporti gerarchici incompatibilità incompatibilità compatibilità compatibilità incompatibilità
diritto compatibilità incompatibilità incompatibilità compatibilità incompatibilità
principi etici compatibilità compatibilità compatibilità compatibilità incompatibilità

[modifica] Voci correlate

[modifica] Testi sull'anarchia

[modifica] Collegamenti esterni

Link a saggi relativi all'anarchia:

[modifica] Note

  1. Nei dizionari il termine «anarchista», che troviamo già presente negli scritti di Carlo Pisacane, è utilizzato come sinonimo di anarchico
  2. Nota di Altipiani azionanti, che attribuisce al termine anarchista il significato di cui sopra
  3. Si osservi la lista delle personalità anarchiche maschili e di quelle femminili
  4. Si noti la presenza di organizzazioni anarchiche e di siti web in tutto il mondo
  5. Molti anarchici e anarchiche provenivano dalle classe sociali più agiate (es. il principe Kropotkin o lo scrittore Lev Tolstoj), altri invece, non avendo avuto questa fortuna, sono stati umili lavoratori per tutta la vita (es. i muratori Tomaso Serra e Pio Turroni), senza però che questo potesse imperli di formarsi autonomamente un'ottima cultura individuale.
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