Alfredo Maria Bonanno

Da Anarchopedia.

Alfredo Maria Bonanno (1937-) anarchico italiano.

Indice

[modifica] La vita

Alfredo Maria Bonanno è un anarchico catanese, nato nel 1937, i cui scritti hanno avuto una grande influenza nella corrente anarchica insurrezionalista, sia nazionale che internazionale. Ha scritto numerosi saggi, uno dei quali, La gioia armata (1977), gli è "costato" un anno e mezzo di prigione e la censura per lungo tempo [1].

Dopo gli "anni 80" è stato redattore responsabile delle edizioni Anarchismo e di ProvocAzione, attività per il quale è stato processato. Nel 1989 è stato arrestato, insieme a Pippo Stasi, con l’accusa di aver compiuto una rapina ad una gioielleria di Bergamo.

Il 16 novembre 1995 i procuratori Antonio Marini e Franco Ionta danno inizio ufficialmente ad un’indagine contro gli ambienti anarchici che sfoccerà in un'ondata repressiva qualche tempo dopo: la notte del 17 settembre 1996 numerosissime perqusizioni domiciliari vengono messe in atto ai danni di decine e decine di anarchici di diverse città; alcuni, tra cui Bonanno, vengono arrestati immediatamente (n.d.r altri subiscono "solo" delle denunce) con l’accusa di appartenere ad una fantomatica organizzazione denominata Orai (Organizzazione Rivoluzionaria Anarchica Insurrezionalista) [2].

Alla conclusione del processo, 20 aprile 2004, solo 11 dei 68 imputati vengono condannati, tra i quali lo stesso Alfredo Maria Bonanno (n.d.r 3 anni e 6 mesi in prima istanza, divenuti poi 6 anni e 2000 euro di multa in appello) per apologia e propaganda sovversiva, pur non essendo riconosciuto come militante effettivo di quel gruppo (n.d.r in qualche modo è stato accusato di esserenel'ideologo).

Nel corso della sua vita ha dedicato grande importanza all’editoria anarchica, pubblicando in particolare suoi e altrui saggi su Stirner, Bakunin, Hegel, sul pensiero individualista, sull’insurrezionalismo e sul nichilismo.

[modifica] Il pensiero

L’intransigenza di Bonanno ha spesso suscitato vivaci polemiche e discussioni interne al movimento anarchico, determinando fratture e divisioni all’interno dello stesso.

Il suo pensiero è nettamente contrapposto all'anarchismo classico, ed è stato sempre volto a diffondere l’idea dell'organizzazione informale e insurrezionale, basata su gruppi d’affinità - ovvero in pratica sull’ aggregazione temporanea di singoli soggetti e/o gruppi di affinità, che si riuniscono in occasione di determinate manifestazioni di protesta, con obiettivi limitati nel tempo e diversi da gruppo a gruppo – teorizzando “l'uso della violenza rivoluzionaria” nel quadro di una strategia di attacco allo Stato.

Grande importanza inoltre egli ha sempre attribuito alla “questione carceraria”, definita un'istituzione totale e un luogo in cui l'individuo viene scientemente spersonalizzato e privato della propria dignità, impedendo ogni possibile reinserimento nella società. Bonanno, non ritenendo efficace alcun riformismo, auspica l'azione diretta e la distruzione del carcere : La miglior soluzione possibile, e in fondo la sola praticabile, per quel che riguarda il carcere è la sua completa distruzione.

L’assoluta intransigenza del suo pensiero rivoluzionario è comunque riassumibile da queste sue stesse parole:

Siamo rivoluzionari. Il mio scopo non è trovare lavoro alla gente, non me ne importa nulla. Io voglio lottare con chi cerca un lavoro perché lo voglio spingere a capire che è possibile, con certi mezzi, obbligare lo Stato a fare un passo indietro e continuare nell'attacco fino alla distruzione totale dello Stato (…) La nostra lotta armata si basa sui principi della semplicità, dell'azione diretta, della riproducibilità, della polverizzazione, della generalizzazione dell'attacco (...). In quanto anarchici, siamo per il massimo coinvolgimento possibile della gente nel processo di liberazione, che deve per forza essere fatto violento.

[modifica] Opere

Opere, interviste e materiale vario su Bonanno

Opere pubblicate dalle “edizioni Anarchismo”

[modifica] Voci correlate

anarchismo insurrezionale

illegalismo

Wolfi Landstreicher

[modifica] Note

  1. <<..devo ricordare che il libro è stato condannato in Italia alla distruzione. Una sentenza della suprema corte italiana lo ha destinato al rogo. In tutte le biblioteche dove si trovava un suo esemplare è arrivata una circolare del ministero degli Interni per ordinare l'incenerimento. Non sono stati pochi i bibliotecari che si sono rifiutati di distruggere il libro, ritenendo tale pratica degna dei nazisti e dell'Inquisizione, ma il volume non è consultabile per legge. Allo stesso modo il libro non può circolare in Italia e molti compagni ne hanno avuto sequestrate delle copie nel corso di innumerevoli perquisizioni domiciliari. Per avere scritto questo libro, sono stato condannato ad un anno e mezzo di prigione>> (Introduzione all'edizione inglese)
  2. Questa "banda" si sarebbe autofinanziata con i proventi di rapine e di sequestri organizzati in collaborazione con "criminali di diritto comune". Il denaro sarebbe servito alla pubblicazione di alcuni giornali anarchici ("Anarchismo", "ProvocAzione", "Gas", "Canenero").
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