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Alexandre Sapoundjiev

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Alexandre Sapoundjiev
Alexandre Sapoundjiev (Bobochevo, Bulgaria, 18 febbraio 1893 - Bulgaria, 6 luglio 1975) è stato un operaio e un anarco-comunista bulgaro.

Biografia[modifica]

Divenuto militante anarchico quando frequentava il liceo di Kustendil nel 1911, dal 1913 al 1916 studia filosofia a Sofia. In seguito è nominato docente in un paese di campagna, ma riesce a mantenere il contatto con i compagni di Kyustendil e Sofia.

Mobilitato nel 1915, subito dopo il servizio militare termina gli studi di diritto, tuttavia preferirà  non esercitare la professione di avvocato perchè la considerava una professione in contrasto con gli ideali anarchici. Nel giugno del 1919 partecipa al congresso costitutivo della F.A.C.B. (Federazione Anarchica Comunista Bulgara). Nel 1921, dopo vari arresti, è radiato definitivamente dall'insegnamento. Partecipa al secondo congresso della F.A.C.B tenutosi a Mal-Tépé, nelle montagne di Kazanlik. Si dedica da quel momento alla pubblicazione di giornali clandestini come Robotnitcheska Missal(«Pensiero Operaio»), Sociètà  Libera, ecc.

Presente al grande incontro a Sofia del 30 aprile 1922, è arrestato con altri cinquanta militanti su ordine del governo Stamboliski. La redazione di Pensiero Operaio è trasferita a Kustendil sotto la direzione di Dimitar Panov. Delegato al 5 ° Congresso della F.A.C.B., tenutosi a Yambol all'inizio del 1923, dove presenta un'importante relazione, continua a svolgere un ruolo molto attivo nel coordinamento di vari movimenti. Sarà  poi direttore del mensile teorico Free Society, comparso per la prima volta il 1° maggio 1923.

Dopo il colpo di Stato del 9 giugno 1923 è internato a Iskrets. Durante l'insurrezione di settembre, subisce la stessa sorte. Liberato, la tubercolosi lo costringe al ricovero all'ospedale di Sofia diretto dal dottor anarchico Paraskev Stoyanov. Una volta guarito riprende le sue attività  di propaganda occupandosi della rivista Società  Libera. Dopo l'attentato di Sofia del 1925, con cui non aveva nulla a che vedere, e di cui era stato fortemente critico, è tratto in arresto. In seguito si rifugia per un breve periodo in Yugoslavia, dove svolge la professione di operaio a Veliki-Betchkerek.

Più avanti nel tempo, un gruppo di anarchici bulgari cominica ad emigrare clandestinamente verso la Francia. Partito per ultimo, Sapoundjiev si esilia a Tolosa nel 1928, dove svolge la professione di operaio entrando in contatto con gli anarchici spagnoli e francesi con il nome di Nicolas Tanev.

Nel 1931, all'amnistia, torna in Bulgaria e percorre il paese per ricostruire il movimento. Dopo il colpo di Stato pro-fascista del 19 maggio 1934, si ritira nel villaggio di Biala per dedicarsi alla viticoltura e al movimento cooperativo.

Nel 1942, viene di nuovo disturbato e imprigionato per sei mesi. Nel dicembre 1948 sarà  di nuovo vittima della repressione anti-anarchica, diretta questa volta dai comunisti. Liberato, rimarrà  un instancabile militante sino alla sua morte, avvenuta il 6 luglio 1975 in un villaggio vicino al Mar Nero.

Voci correlate[modifica]