Alexander Atabekian
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Alexander Atabekian (Shusha, Azerbaijan, 2 febbraio 1868 - 1940), medico e comunista anarchico armeno, é stato nell'ultimo quarto del 19° secolo un elemento di spicco del movimento anarchico russo, di quello rivoluzionario in Armenia e del comunismo anarchico europeo in generale.
Tipografo e grande propagandatore, grazie alla sua attività ancora oggi è ha disposizione molta letteratura anarchica in lingua armena riferita al periodo 1891-1894. [1]
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[modifica] La vita
Alexander Atabekian nasce a Shusa in una famiglia di medici di etnia armena (Shusha è una cittadina nell'attuale Azerbaijan con una folta comunità armena).
La sua prima formazione politica avviene a cavallo del 1890, periodo in cui contribuisce tipograficamente alla pubblicazione di Hinchak (Il suono della campana), rivista diretta dal socialista armeno Avetis Nazarbekian ed organo ufficiale del Hinchakian Social Democratic Party, in cui trovano spazio un gran numero di scritti sul genocidio degli armeni operato dagli ottomani ed alla stessa resistenza armena [2]. Abbracciata l'ideologia anarchica, Alexander Atabekian prosegue la sua "missione" di propaganda politica sia nei villaggi ottomani che in quelli armeni, stringendo contatti con la Federazione Rivoluzionaria Armena (ARF) dopo che quest'ultima nel 1890 aveva aderito al movimento anarchico europeo.
[modifica] Alexander Atabekian e l'anarco-comunismo
Grande importanza nello sviluppo del pensiero di Atabekian hanno avuto i lavori di Kropotkin del 1879, comparsi su Le Revolt, i quali innescarono sia moti insurrezionali e sia dibattiti sull'opportunità strategica di trasformare gli scioperi in insurrezioni. Tutti questi saggi furono raccolti da Élisée Reclus, anarchico e scienziato come Kropotkin, e pubblicati nel 1885 a Parigi con il titolo Discorsi di un Ribelle. Questi lavori, tutti letti da Atabekian, lo accosteranno definitivamente agli ambienti del comunismo anarchico.
L'anarchico armeno inizia la sua militanza propagandatrice presso una vecchia stamperia ucraina, la stamperia Kuzman, punto di riferimento per gli anarchici che avevano riparato a Ginevra, in cui a partire dal 1890 si era trasferito per studiare medicina. L'obiettivo era quello di ristampare i lavori di Kropotkin in russo e anche in armeno; vengono editati: Ai contadini armeni e Lettera ai rivoluzionari armeni da una Organizzazione Internazionale Anarchica [3], di Bakunin ed Errico Malatesta. Nel contempo Atabekian instaura stretti rapporti di collaborazione con gli anarchici di Ginevra, di Parigi e con gli italiani. In un breve lasso di tempo si incontra con Kropotkin, Max Nettlau, Stoianoff, Paraskev, Jean Grave e J. Gross, con i quali nel proseguo avrà anche rapporti epistolari. Nel frattempo Luigi Galleani, P. Stoianoff ed Élisée Reclus, essendo ricercati per le dimostrazioni di tipo insurrezionale del 1 Maggio 1890 a Parigi, decidono di riparare a Ginevra dove Atabekian rappresentava un punto di riferimento sicuro.
Nella tipografia Kuzman viene editato ed affisso per le strade di Ginevra il manifesto dedicato alla memoria degli anarchici condannati a morte a Chicago nel novembre 1887. Atabekian con Stoinoff si reca quindi a Londra per incontrare Kropotkin, onde organizzare la struttura clandestina che avrebbe permesso di spedire opuscoli e materiale di propaganda alla prima organizzazione anarchica nata nella Russia meridionale. Tornato a Ginevra, Atabekian, ormai divenuto un eccellente ed esperto tipografo, decide di trasferire i macchinari e quant'altro serviva per il suo mestiere dalla tipografia Kuzman a casa sua, che diventa una vera e propria biblioteca (Anarchiceskaya Biblioteka) in cui saranno conservati anche alcuni manoscritti di Bakunin, alcuni dei quali saranno poi pubblicati anonimamente dall'anarchico armeno su Les Temps Nouveaux.
Partecipa anche attivamente alle iniziative della Federazione Rivoluzionaria Armena (ARF) inviando al Congresso Internazionale di Londra, il 18 Luglio 1896, una dichiarazione intitolata Ai socialisti rivoluzionari e libertari e firmata come "Libertari Armeni"[4], in cui viene denunciata la terribile condizione di oppressione inflitta dagli ottomani al popolo armeno.
[modifica] Edizioni in russo ed armeno per l'Anarchiceskaya Biblioteka
L'Anarchiceskaya Biblioteka editò i seguenti opuscoli di Kropotkin: Diritti Politici (1893), Decomposizione dello Stato (1892), Anarchismo (1893), Le Minoranze Rivoluzionarie (1894), Lo Spirito di Rivolta (1893); di Bakunin: il primo volume di "La Comune di Parigi" e "L'idea dello Stato. [5]; di Élisée Reclus: Ai nostri fratelli contadini; di Errico Malatesta: Tra contadini (articolo con prefazione per gli Armeni del 1893); di Jean Grave: Perché siamo rivoluzionari? (1894) [6].
La diffusione di questi e altri opuscoli fu possibile grazie a Paraškev Stoianoff che fece ripetuti viaggi in Caucaso, Istanbul e Bulgaria dopo che era stato allontanato da Parigi.
Da notare come curiosità che l'articolo Anarchismo e Movimenti Armeni nell'Impero Ottomano, di Anahide Ter Minassian, presenta una singolarità inerente i lavori editati da Alexander Atabekian: nelle prime pagine degli opuscoli si nota il timbro "pubblicato con l'autorizzazione del Ministero dell'Istruzione" in ottomano [7].
[modifica] Un giornale libertario: Hamayankh (La Comune)
Trasferitosi in Francia per proseguire gli studi (a Parigi e Lione), Atabekian riesce a stampare e pubblicare nella capitale francese il primo periodico anarchico in lingua armena: Hamayankh (La Comune). In totale i numeri stampati saranno 5, tutti costituiti da 8 pagine contenenti articoli sull'anarchismo e sul movimento rivoluzionario armeno in generale, oltre a brevi informazioni sui movimenti anarchici nel mondo. La sezione intitolata Movimento Rivoluzionario Internazionale conteneva invece informazioni su eventi politici internazionali.
Hamayankh riesce ad attirare l'attenzione degli immigrati armeni in occidente e nei Balcani, Stoianoff proverà ad esportarlo tra i rivoluzionari armeni dei Balcani, del Caucaso meridionale e della Turchia.
In questo giornale non vi è alcun lavoro a firma Atabekian, ma pare che alcuni di questi siano stati da lui firmati con uno pseudonimo a causa degli strascichi dopo l'avvenuta espulsione da Parigi. Questa è l'ipotesi di Anahide Ter Minassian, il quale aggiunge che in linea di massima era pure una precauzione doverosa per prevenire il sistema repressivo messo in atto a danno degli anarchici. Quando qualche anno dopo Atabekian emigrerà in Iran, Hamayankh sarà distribuito pure nella zona di Reshd.
[modifica] Il periodo russo
Laureatosi in medicina a Ginevra, Atabekian, che già era stato espulso da Parigi, decide di lasciare l'Europa passando prima per la Bulgaria per poi raggiungere l'Iran [8], dove si fermerà per circa 15/16 anni nella regione di Reshd. Impegnato principalmente nell'attività medica, Atabekian trova anche il tempo per incontrarsi con il comunista iraniano-armeno Ardeshir Avanessian, che viene assunto nella farmacia da lui gestita in quelle zone [9]. Nel 1917 decide di trasferirsi a Mosca, dove era in atto la Rivoluzione Russa. Partecipa a quegli eventi scrivendo una trentina di articoli per Anarxia, giornale della Federazione Anarchica Russa e pubblicando numerosi opuscoli - Contro il potere, La Grande esperienza e La settimana sanguinante a Mosca -, in cui coraggiosamente critica le prese di posizione del governo sovietico che stavano dimostrando sempre più l'impossibilità di trasformare la Rivoluzione d'Ottobre in una rivoluzione libertaria. Quando nel novembre 1917 i bolscevichi hanno ben saldo in pugno il governo, Kropotkin amaramente scrive al compagno ed amico Atabekian: <<E' la fine della rivoluzione>>.
Desideroso di mettere in pratica le proprie idee, Alexander Atabekian e Sandomirsku aprono nel 1918 una tipografia cooperativista, in cui viene editato Pocin, giornale anarchico che propugna il sistema sociale cooperativistico. Avvalendosi anche della collaborazione dei figli, vengono stampati gli opuscoli "L'etica e la politica", "La situazione degli anarchici in Russia" e le memorie di Kropotkin, di cui è intimo amico. In tutto vengono pubblicati 11 numeri del giornale, in 5 dei quali compaiono lavori di Atabekian inerenti l'Iran e il Medio Oriente.
Nel gennaio 1921, venuto a sapere che Kropotkin è oramai moribondo, Alexander Atabekian raggiunge l'amico nella sua casa di Dimitrov, assistendolo amorevolmente insieme al dottore personale del "principe anarchico". Quando Kropotkin muore il mese seguente, l'8 febbraio 1921, la cerimonia funeraria é gestita dalla famiglia e dagli anarchici. Atabekian è nel comitato organizzatore delle esequie, che sarà l'ultima e grande manifestazione anarchica nella Russia bolscevica (13 febbraio 1921). Il mese seguente alla morte di Kropotkin, i bolscevichi ordinano la repressione feroce degli insorti di Kronstadt e di tutti gli anarchici in Russia. Ne verranno catturati non pochi, molti di loro saranno fucilati nelle carceri gestiti dalla Ceka, altri ripareranno in Cecenia e Kyrgyzstan. Catturato, Alexander Atabekian é imprigionato dagli agenti della Ceka nel 1920 ed accusato di aver violato le vigenti leggi inerenti la stampa. Dopo aver scontato 6 mesi di campo di concentramento, nel 1921 é tratto nuovamente in arresto e spedito in esilio nel Caucaso, ma la pena sarà sospesa per intercessione diretta della famiglia di Kropotkin[10]. Kropotkin infatti aveva mantenuto legami di reciproco rispetto con Lenin, come traspare da due lettere[11] in cui lo stesso si lamenta dei sistemi repressivi usati a sproposito da alcuni bolscevichi. Alla sua morte evidentemente la famiglia del "principe" mantiene ugualmente rapporti ottimali con Lenin, provvedendo di conseguenza ad esercitare la propria influenza per proteggere Atabekian, anche se la sua tipografia é chiusa dai bolscevichi per ben 5 volte. Tuttavia, in qualche maniera, egli riesce ad editare il suo giornale fino al 19.3.1923, quando la GPU gli perquisisce e confisca tutte le attrezzature necessarie per l'attività tipografica [Pare che la casa editrice del Golos Truda, con relativa biblioteca, sia riuscita a sopravvivere sino al 1929, ma le notizie non sono del tutto attendibili (N.d.R)].
L'avvento di Stalin e la morte di Lenin, mette però fine al peso che la famiglia di Kropotkin poteva esercitare sui bolscevichi, ammesso e non concesso che il partito di Stalin si potesse ancora definire bolscevico [12]. Non potendo più godere della loro protezione, Alexander Atabekian è internato in un gulag stalinista, da cui si perdono le tracce nel 1940, anno probabilmente della sua morte.
[modifica] Bibliografia
- George Woodcock, Ivan Avakumović, The anarchist prince, ISBN: 9780805203059
- George Woodcock, Ivan Avakumović, Peter Kropotkin, Montréal , Black Rose Books , 1990.
- Dimitri Sergius Von Mohrenschildt, Toward a United States of Russia : plans and projects of federal reconstruction of Russia in the 19. centuryRutherford , Fairleigh Dickinson Univ. Pr. , 1981.
- George Woodcock, Anarchism, Peterborough, Ont. Orchard Park , 2004.
- David Shub Lenin: a biography Harmondsworth, Middlesex, Penguin, edizioni 1966 e 1976
[modifica] Collegamenti esterni
[modifica] Note
- ↑ Max Nettlau, Anarchisten und Syndikalisten Band V
- ↑ Sono stati storicamente molto numerosi i pogrom di cui furono vittime gli armeni, i georgiani e gli azeri. Per approfondimenti sul genocidio degli armeni
- ↑ Max Nettlau, Anarchisten und Syndikalisten Band V
- ↑ M. Nettlau, Anarchisten und Syndikalisten Band V, 482
- ↑ Jaap Kloosterman , Les papiers de Michel Bakunin a Amsterdam
- ↑ Max Nettlau, Anarchisten und Syndikalisten Band VS. 481.82
- ↑ Osmanii Imparatorlugu’nda Sosyalizm ve Milliyetcilik (1876-1923), ed. Tuncay, Mete - Jan Zurcher, Erik
- ↑ Non è certa la data in cui raggiunse l'Iran, ma probabilmente dovrebbe trattarsi di una data a cavallo tra la fine dell'800 e l'inizio del 900
- ↑ Iran Socialist and Communist Parties, Organization and Groups 1917-1991
- ↑ Repression de I’anarchie en Russie sovietiste, Edizioni della "Librairie Sociale" Paris
- ↑ Due lettere di Pëtr Kropotkin a Lenin
- ↑ Nota dell'utente Lupo rosso: <<Stalin sterminò molti bolscevichi di spicco, compresi alcuni illustri capi della Armata Rossa, in modo da poter consolidare la sua dittatura. E' da ricordare inoltre, che numericamente é incerto se il maggior sterminatore di comunisti sia stato Hitler o Stalin, tanto per chiarire la differenza esistente fra stalinismo e comunismo, che invece genera molta confusione nell'opinione pubblica (confusione artatamente messa in atto proprio perché non si possa discernere tra i due termini)>>.


