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Aldino Felicani

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Aldino Felicani

Aldino Felicani (Vicchio, 15 marzo 1891 - Boston, 20 aprile 1967) è stato un tipografo, giornalista e anarchico italiano. Direttore e collaboratore di diverse riviste a sfondo anarchico sociale e antifascista ha legato indissolubilmente il suo nome alla nota vicenda degli italiani immigrati in USA, Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti.

Biografia[modifica]

Aldo Felicani, detto Aldino, nacque a Vicchio, nella frazione di Caselle, provincia di Firenze il 15 Marzo 1891 da Torquato Felicani e Vittoria Casini. All'età  di 15 anni lasciò il suo paese d'origine a causa della morte della madre e si trasferì assieme al padre a Sant’Agata Bolognese, a casa dei fratelli di Torquato. Incominciò a lavorare come sarto e barbiere, ma ben presto venne in contatto con il mondo socialista - sindacale essendo la casa degli zii spesso frequentata da esponenti di spicco del socialismo romagnolo, come Guido Podrecca, Camillo Pamprolini ed Enrico Ferri.

Dopo una brevissima esperienza nelle file del sindacalismo rivoluzionario aderì al movimento anarchico. Collaborando col foglio modenese «La Bandiera rossa», il quindicinale antimilitarista «Rompete le file!» e col settimanale bolognese «L'Agitatore», dove trovò un impiego stabile presso la tipografia La Scuola Moderna (sede dove veniva stampato il settimanale) gestita dall'anarchico Domenico Zavattero.

A seguito dell'arresto di Maria Rygier, giornalista di «Rompete le file!» causato dalla polemica per il caso Augusto Masetti (soldato che nel novembre 1911 sparò al suo colonnello in segno di protesta per il conflitto libico), Felicani si fece promotore di una campagna a sostegno di Rygier e Masetti contro l'impresa Tripolina. Ne conseguì che venne incriminato per reati di stampa, ricercato nel 1914 fuggì in Svizzera poi in Francia ed infine trovò rifugio a Cleveland, negli Stati Uniti.

A Cleveland il 23 aprile 1914 fondò il settimanale «La Gioventù Libertaria», ma solamente dopo tre edizioni chiuse i battenti a causa di continue divergenze con i finanziatori anarchici americani, si spostò a New York dove lanciò il periodico «La Questione Sociale» ed infine a Boston dove si stabilì definitivamente. Nel Massachusetts curò numerose riviste fra le quali «L'Agitazione» e «La Protesta Umana» legando il suo nome in modo indissolubile alla tragica vicenda che coinvolse i due immigrati anarchici italiani Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti. Diventato promotore del comitato a loro difesa insieme a personaggi di spicco del mondo intellettuale americano, tramite gli articoli de «L'Agitazione» il caso diventò internazionale suscitando polemiche, campagne e manifestazioni in tutto il mondo. Ogni sforzo fu vano e il 9 aprile 1927 i due anarchici furono condannati a morte e successivamente giustiziati sulla sedia elettrica.

Nonostante la loro condanna, Felicani continuò a sostenere la loro innocenza tramite la stampa e successivamente si dedicò a campagne antifasciste, acquistando nel 1925 una piccola azienda tipografa, fondò «L'Aurora» nel 1929 e nel 1938 «La Controcorrente» a cui collaborarono l'amico Gaetano Salvemini, Ernesto Rossi e Piero Calamandrei. Dopo la Seconda Guerra Mondiale fino al 1966 anno di chiusura definitiva della rivista «Controcorrente» continuò ad interessarsi delle vicende italiane, pubblicando soprattutto biografie dei combattenti della Resistenza.

Morì all'ospedale Beth Israele di Boston il 4 maggio 1967, il suo archivio è stato donato dalla famiglia alla Boston Pubblic Library.

Curiosità [modifica]

Il giornalista e commentatore televisivo Louis Lyon annunciò la morte di Felicani al pubblico americano come segue:

«Aldino Felicani è morto all’ospedale Beth Israele di Boston. Ebbe compagno di prigionia Benito Mussolini; più tardi ebbe a dire: "Mi dispiace di non averlo strozzato"».

Bibliografia[modifica]

  • Biblioteca americana della facoltà  di magistero dell'Università  di Firenze;
  • Ricordi, Pagine di diario del Felicani nei nn. 50-52 di Controcorrente (Boston 1966-1967);
  • Archivio centrale dello Stato, Casellario politico centrale, b. 1991, fasc. 8929, Roma;
  • F. Russell, La tragedia di Sacco e Vanzetti, Milano 1966, pp. 37 ss., 143 s., 150, 155-158, 24, 271, 388, 473 s., 479;
  • «Umanità  Nova», 29 apr. e 27 maggio 1967; IlPonte, XIII (1967), 6, pp. 700 ss.;
  • Gino Cerrito, L'antimilitarismo anarchico in Italia nel primo ventennio del secolo, Pistoia 1968, pp. 13 n., 15 n., 23 n., 30 n., 32 n.;
  • Id., Sull'emigrazione anarchica italiana negli Stati Uniti d'America, in «Volontà », XXIII (1969), 4, pp. 275 s.;
  • J. P. Diggins, L'America, Mussolini e il fascismo, Roma-Bari 1972, ad Indicem;
  • L. Bettini, Bibliografia dell'anarchismo, I-II, Firenze 1972-1976, ad Indices;
  • Gino Cerrito, Dall'insurrezionalismo alla settimana rossa. Per una storia dell'anarchismo in Italia (1881-1914), Firenze 1977, ad Indicem.
  • Una vita per la causa di Sacco e Vanzetti. Ricordo di Aldino Felicani, in «Umanità  Nova», 27.5.1967;
  • Dizionario biografico degli anarchici italiani, Pisa, BSF, 2004/2005, 2 voll., pp.597-598;
  • Sfogliando Apertamente. Notiziario fotocopiato in proprio a cura dell’associazione Apertamente di Vicchio, Vicchio, gennaio 2001, pp.6-7;
  • Bruno Confortini, Vicchio. Una vita per la causa. Aldino Felicani, l’anarchico amico di Sacco e Vanzetti, in Microstoria. Rivista toscana di storia locale, anno VII, n.44, novembre-dicembre 2005, pp.18-19)

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]