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Adolph Fischer

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Adolph Fischer
Adolph Fischer (Brema, Germania, 1858 – Chicago, USA, 11 novembre 1887) è stato un anarchico e un sindacalista d'origine tedesca che fu condannato a morte negli USA con l'accusa di aver preso parte alla rivolta di Haymarket Square.

Biografia[modifica]

Nato a Brema, in Germania, Adolph Fischer è figlio di un fervente socialista, ma durante gli otto anni di scuola gli vengono inculcate idee profondamente antisocialiste. Tuttavia, dopo aver osservato le condizioni di lavoro in Germania, Fischer maturerà  idee opposte, ovvero che il socialismo sia l'unica soluzione per fronteggiare l'arroganza del capitalismo e lo sfruttamento del proletariato.

In cerca di fortuna, all'età  di 15 anni emigra negli USA, a Little Rock (Arkansas), dove apprende il lavoro di tipografo. Più tardi, nel 1879, si trasferisce a St. Louis, nel Missouri, dove scopre gli scritti di Proudhon ed inizia la militanza nell' Unione tedesca tipografica;[1] nel 1881 si unisce in matrimonio con Johanna Pfauntz, dal cui rapporto nasceranno tre figli (due maschi ed una femmina). Nel 1881 la coppia si trasferisce a Nashville, nel Tennessee, dove Adolph viene assunta come tipografo all'Anzeiger des Südens, un giornale per immigrati tedeschi dove è impiegato anche suo fratello.[2]

Disegno rappresentante gli scontri di Chicago

Nel 1883 un nuovo trasferimento famigliare, questa volta con destinazione Chicago, dove trova lavoro come tipografo all'Arbeiter-Zeitung, un giornale per lavoratori gestito da August Spies e Michael Schwab. Proprio grazie a queste frequentazioni si avvicina alle idee dell'Internazionale dei Lavoratori e del Verein Lehr-und-Wehr, una sezione radicale dell'AIT che insegna ai lavoratori i principi dell'autodifesa. Co-editore con George Engel del giornale Der Anarchist pubblicato a partire dal gennaio 1886, Fischer diviene anche un oratore di talento, stimato ed apprezzato per la sua sensibilità  e determinazione.[1]

Dopo la rivolta e gli scontri al McCormick Reaper Plant del 3 maggio 1886, in le forze dell'ordine avevano ucciso diversi lavoratori, Fischer partecipa ad un incontro al Greif Hall, in Lake Street, dove i convenuti decidono su come proseguire le agitazioni. Presenti anche George Engel e Godfried Waller (questi era un agente provocatore al servizio della polizia, sua sorella dichiarò successivamente che il capitano di polizia Shaak gli aveva consegnato una grossa somma di denaro), decidono per una nuova manifestazione per il giorno seguente ad Haymarket. Fischer partecipa alla manifestazione del giorno seguente ad Haymarket Square, dove assiste ai discorsi di August Spies, Albert Parsons e Samuel Fielden. Verso la fine del discorso di Fielden, si sposta alla Zepf's Hall, luogo in cui ancora si trovava al momento in cui una bomba scoppia tra i manifestanti presenti ad Haymarket Square. Fischer arrestato il giorno seguente, durante la perquisizione la polizia afferma di avergli trovato addosso un revolver, un coltello e una miccia per far esplodere bombe.

Durante il processo a carico degli anarco-sindacalisti, iniziato il 21 giugno 1886, l'accusa dichiara che le prove della cospirazione starebbero proprio nella riunione svoltasi il 3 maggio, durante la quale le esplosioni e gli scontri sarebbero stati programmati proprio per il giorno seguente.[3] Secondo Waller sarebbe stato proprio Fischer ad aver organizzato l'incontro; inoltre lo stesso Waller lo accuserà  di avergli procurato l'anno prima una bomba da utilizzare contro la polizia [4]. Fischer viene anche accusato di appartenere al Lehr und Wehr Verein e di aver scritto e stampato dei volantini in inglese e tedesco contenenti la frase «Lavoratori, armatevi e mostrate tutta la vostra forza». In realtà  August Spies lo aveva convinto a cancellare quella riga e a riscrivere un altro volantino privo di quella affermazione.

Il 19 agosto [5] sette degli otto imputati vengono condannati a morte. Oscar Neebe è l'unico ad essere condannato a 15 anni di carcere. A Samuel Fielden e Michael Schwab viene accettata la domanda di clemenza rivolta al governatore Richard James Oglesby, che trasforma la pena di morte in ergastolo. Nel 1893 il governatore dell'Illinois, John Peter Altgeld, concederà  loro la grazia ed i due usciranno definitivamente dal carcere (con loro anche Oscar Neebe). Adolph Fischer invece rifiuta di chiedere la grazia. Con lui anche August Spies, George Engel, Albert Parsons e Louis Lingg. Questi sfuggirà  alla forca suicidandosi in carcere il giorno prima dell'esecuzione, prevista per l'11 novembre 1887.

Pochi attimi prima dell'impiccagione Fischer urla orgogliosamente le sue ultime parole:

«Viva l'anarchia! Questo è il momento più felice della mia vita!»

Note[modifica]

Bibliografia[modifica]

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]