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Émilienne Morin

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Emilienne Morin

Émilienne Morin (Angers, Francia, 1901 – Quimper, Francia, 14 febbraio 1991) è stata un’anarchica francese conosciuta anche per essere stata la compagna del celebre anarchico spagnolo Buenaventura Durruti.

Biografia[modifica]

Émilienne Morin nasce ad Angers (Francia) nel 1901. Figlia di Etienne Morin, un militante anarco-sindacalista di Bâtiment, fin da ragazza frequenta i circoli rivoluzionari. Dal 1916 collabora come segretaria per il giornale pacifista «Ce Qu’il faut dire». Milita anche nel gruppo di Parigi denominato Jeunesses syndicalistes de la Seine (Giovani Sindacalisti della Senna) e nel 1923 entra a far parte del loro direttivo.

Nel 1924 si sposa a Yerres (Francia) con il militante anarchico italiano Mario Cascari, conosciuto anche come Cesario Tafani e Oscar Barodi, da cui divorzierà  dopo due-tre anni di matrimonio.

L'incontro con Durruti[modifica]

Il 14 luglio 1927, alla Libreria Internazionale anarchica di Parigi, fa la conoscenza di Buenaventura Durruti, divenendone immediatamente la compagna. Così, la stessa Morin, racconterà  il loro incontro:

«Ci eravamo conosciuti a Parigi. Dev'essere stato il 1927. Lui usciva proprio allora di prigione. In tutta la Francia c'era stata un'enorme campagna, il governo aveva ceduto, i tre moschettieri [1] - era un nomignolo che aveva trovato la stampa - erano stati rilasciati. Durruti uscì, la sera stessa fece visita a qualche amico, io ero presente, ci vedemmo, ci innamorammo a rotta di collo e le cose rimasero così.» [2]

In quello stesso giorno, e nella stessa libreria, si formerà  un'altra coppia: la sua amica Berthe Fabert incontra Francisco Ascaso, anarchico e amico di Durruti, diventando la sua compagna.

Nel luglio 1927, dopo la sua espulsione dalla Francia, Durruti si trasferisce in Belgio. Emilienne abbandona il suo impiego di stenotipista, parte in direzione di Bruxelles per ricongiungersi con il suo compagno e con gli altri numerosi esuli anarchici spagnoli. Morin, all’inizio del 1928, fa la conoscenza di Lola Iturbe, anarchica spagnola e compagna di Juan Manuel Molina, che così la descriverà  in seguito :

« Émilienne era allora una giovane ragazza molto bella con una carnagione chiara e occhi blu, con i capelli tagliati alla maschietto. Il suo carattere energico, le sue convinzioni ideologiche e il suo dono oratorio si manifestava in controversie pubbliche — specialmente con i comunisti — che si svolgevano alla Casa del Popolo, a Bruxelles. » [3]

La giovane coppia vive una vita assai difficile sino al 1931, anno in cui fanno rientro in Spagna in seguito alla proclamazione della nascita della Repubblica. I due riprendono la loro attività  militante, Émilienne collabora con il periodico della CNT e partecipa a numerose manifestazioni e riunioni di rivoluzionari. Il 4 dicembre 1931, Emilienne dà  alla luce a Barcellona una figlia, Colette, che sostanzialmente dovrà  allevare sempre da sola perché Durruti era spesso in carcere. I compagni e le compagne le riescono a trovare un lavoro d’usciere al teatro Goya ed aiutandola in svariati modi. Spesso è Teresa Margaleff ad accudire la piccola Colette, provvedendo anche ad allattarla quando la madre si trova al lavoro.

La rivoluzione spagnola, morte di Durruti e periodo successivo[modifica]

Durante la rivoluzione spagnola, Emilienne Morin si unisce alla Colonna Durruti nel fronte di Aragón e lavora come segretaria nel quartier generale di cui è responsabile del dipartimento della stampa. L'attenzione che però deve anche alla sua piccola Colette, la obbliga a lasciare il fronte, nello stesso momento in cui il suo compagno marciava verso Madrid, con una parte della colonna, per portare il suo aiuto alla difesa della capitale, dove sarà  assassinato il 20 novembre 1936.

Émilienne, che evidentemente subì un notevole contraccolpo psicologico dalla morte del suo compagno, lavora per un pò nel consiglio di difesa, poi decide di rientrare in Francia nel 1938, dove comincia un'intensa attività  propagandistica in favore dei rivoluzionari spagnoli. Collabora attivamente con Solidarité internationale antifasciste (SIA, Solidarietà  Internazionale Antifascista), animata principalmente da Louis Lecoin e Nicolas Faucier, e all'organo propagandistico dell'Union anarchiste, «Le Libertarie», nel quale pubblica alcuni resoconti sulla sua esperienza al fronte (cf. n° del 7 luglio 1938). Al momento dell'esodo del 1940, Emilienne risiedeva in Villa Stendhal, a Parigi (20 arrondissements).

Dopo la rivoluzione mantiene relazioni strette con numerosi militanti anarchici spagnoli, anche se nel tempo si accentueranno le divisioni sul modo di portare avanti le idee rivoluzionarie:

«Forse è una parola dura, ma dico quello che penso: non posso seguirli. La maggior parte si figura che basterebbe loro tornare in Spagna, quando sarà  il momento, e poi ricominciare dal punto in ui hanno smesso nel 1936. Ma quello che è finito, è finito. Non si fa due volte la stessa rivoluzione». [4]

Emilienne Morin è deceduta a Quimper, in Francia, il 14 febbraio 1991.

Note[modifica]

  1. Durruti, Ascaso, Jover
  2. H.M. Enzensberger, La Breve estate dell'anarchia, pag. 73
  3. Biografia (in francese) di Emilienne Morin
  4. Emilienen Morin in La breve estate dell'anarchia, di H.M. Enzensberger, pag 285

Voci correlate[modifica]