voto di obbedienza
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Il voto di obbedienza è espressione tipicamente utilizzata in ambito religioso per identificare l'obbedienza aprioristica che si deve alle gerarchie religiose e ai suoi dogmi. Pur se non si parla espressamente di "voto", anche la democrazia rappresentativa si fonda sulla tacita obbedienza alle leggi e alle regole che impone.
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[modifica] Voto di obbedienza nella religione cristiana
Il voto di obbedienza fa parte dei 3 voti canonici in uso nella religione cristiana (povertà, castità, obbedienza), in particolare all'interno alcuni ordini religiosi.
Questi voti sono importanti per contenere quelli che, secondo la Chiesa, sono i tre bisogni fondamentali dell'uomo:
- bisogno di possedere
- bisogno di piacere
- bisogno di potere
Questi bisogni possono essere vissuti in una ottica ordinata: -faccio ciò che è bene per me-, o in una ottica disordinata: -faccio ciò che mi va-.
Per la Chiesa, se vissuti in maniera disordinata, questi bisogni diventano dei veri e propri tiranni e portano all'annientamento dell'essere umano. Di conseguenza, il voto di obbedienza permetterebbe di vivere ordinatamente il proprio bisogno di potere.
[modifica] Punto di vista critico
Il voto di obbedienza all'interno della Chiesa viene spesso inteso come obbedienza alla gerarchia ecclesiale. I vangeli parlano spesso dell'obbedienza rispetto al volere di Dio, ma mettono in guardia da forme di ossequio verso i potenti e verso le autorità.
- "Non chiamate nessuno sulla terra vostro padre, perché uno solo è il padre vostro, quello che è nei cieli". (Matteo 23, 9)
Vedi anche: Gesù anarchico
[modifica] Obbedienza allo Stato
Lo "Stato democratico" ha i suoi fondamenti nell'obbedienza che i cittadini devono avere nei confronti delle leggi che emana (la "legalità"). L'obbedienza troverebbe la sua "giustificazione" nel fatto che il cittadino, proprio perché nato in quel determinato paese, è come se avesse pattuito un contratto con le istituzioni a cui quindi sarebbe indissolubilmente legato. La violazione di questo rapporto viene quindi considerata come un non-rispetto dell'"obbedienza", da cui scaturisce la punizione carceraria.
[modifica] L'antitesi dell'obbedienza: la disobbedienza civile
La disobbedienza civile è un mezzo di protesta sociale che consiste nel negare obbedienza alle leggi e ai decreti di qualsiasi governo. La disobbedienza può essere pacifica o anche violenta, in entrambi i casi però mantiene la sua "vena" radicalmente contestatoria dell’autorità. In sostanza è una pratica di lotta attraverso la quale il diritto individuale viene anteposto al diritto legislativo, quando questo entra in conflitto con "la propria coscienza".
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
- Don Lorenzo Milani - L'obbedienza non è più una virtù (in favore dell'obiezione di coscienza)

