sciopero
Da Anarchopedia.
Lo sciopero (in francese grève [1], in spagnolo huelga, in inglese strike) è principalmente una forma di lotta sindacale attraverso il quale ci si astiene dal lavoro con lo scopo di rivendicare maggiori diritti, manifestare solidarietà o protestare per una serie di svariate motivazioni.
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[modifica] Generalità
- <<Gli operai hanno in mano il potere più enorme: se ne diventassero davvero consapevoli e l’adoperassero, niente potrebbe resistere loro: basterebbe che essi sospendessero il lavoro, considerassero come proprio il prodotto del lavoro compiuto fino a quel momento e se lo godessero. Questo è il significato delle rivolte operaie che affiorano qua e là >> (Max Stirner, L'Unico e la sua proprietà).
Lo sciopero può essere di varie tipologie in funzione delle modalità, dell’ampiezza e dell’intensità della protesta dei lavoratori:
- Sciopero generale: quando riguarda tutti i lavoratori di un paese;
- Sciopero settoriale: quando interessa un solo settore economico;
- Sciopero locale: quando sono interessati i lavoratori di una determinata zona;
- Sciopero a gatto selvaggio: quando lo sciopero avviene senza alcun preavviso e\o, se si tratta si settori lavorativi tra loro interdipendenti, in tempi diversi in maniera da garantire il massimo danno economico al padronato.
Una forma di sciopero particolare è quello della fame, da considerare come una forma di protesta non violenta caratterizzata dall’astensione dal cibo da parte degli scioperanti. Questa forma di sciopero è utilizzata come mezzo di protesta e per denunciare ingiustizie di ogni tipo. Se portata alle estreme conseguenze, lo sciopero della fame può condurre anche alla morte degli scioperanti: es. sciopero della fame di Barry Horne e Bobby Sands, i quali, per ragioni diverse (antispecista il primo e militante dell’IRA il secondo), prolungarono l’astensione dal cibo sino alla loro stessa morte.
[modifica] Origine storica
Dell’utilizzo dello sciopero come arma di rivendicazioni sindacali si possono riscontrare tracce sia nell’epoca schiavista (es. sciopero degli addetti al recinto funerario in Egitto nel 1300 A.C; quello degli addetti alle miniere greche nel 650 A.C; quello dei flautisti di Roma nel 309 A.C ecc.) sia nel medioevo e sia nell’epoca moderna (Il primo sciopero moderno è stato con ogni probabilità quello del 1768 a Londra, quando un gruppo di marinai, per protesta contro proprietari dei mercantili, passarono di nave in nave ad ammainare le vele). Agli scioperi dei lavoratori le istituzioni hanno spesso risposto con misure restrittive e repressive (n.d.r vedi norme dettate dall’imperatore Zenone nel 470 e poi da Federico I, proibizioni varie imposte in vari stati moderni ecc.).
Con la nascita del movimento operaio i lavoratori sono via via divenuti più consapevoli dell’importanza dello sciopero. La nascita dell’AIT ha poi sancito che il diritto allo sciopero è uno dei mezzi legittimi fondamentali di cui dispongono i lavoratori, e le loro organizzazioni, per la promozione e la difesa dei loro interessi economici e sociali.
L' Italia, tra la fine dell'800 e l’inizio del 900, è stata attraversata da una serie di scioperi, spesso soffocati col sangue dei lavoratori. Nel 1904, in risposta all’eccidio di Buggerru (Ca) del 1904, viene indetto il primo sciopero generale della storia italiana. Altri scioperi imponenti verranno poi indetti nel primo dopoguerra (vedi settimana rossa e consigli ed occupazioni di fabbrica in Italia (1919-20)), nel 1944 contro il fascismo e dal 1945 ai giorni nostri, anche se ultimamente esso sembra aver perso la sua carica rivoluzionaria per divenire, talvolta, una specie di stanco rituale.
[modifica] Collegamenti esterni
Il movimento degli scioperi in Italia
[modifica] Voci correlate
[modifica] Note
- ↑ La lingua francese utilizza il termine grève, cioé la Piazza dove gli operai francesi si riunivano per manifestare contro il padronato

