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Scientismo

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Lo scientismo è un termine che indica un'ideologia emersa nel XIX secolo, secondo la quale la scienza sperimentale è l'unico modo valido di conoscenza o, quantomeno, superiore a tutte le altre forme di interpretazione del mondo. Scientismo vuol dire, nelle parole di Ernest Renan, «organizzare scientificamente l'umanità ».

Secondo questa prospettiva, non ci sono verità  filosofiche, religiose o morali superiori alle teorie scientifiche, in quanto la veridicità  di queste possono essere dimostrate "scientificamente" (matematica, fisica, biologia, o altro). L'idea scientista arriva a sostenere la tesi che i problemi sociali possono essere risolti solo attraverso un approccio "scientifico". «Oggi il termine è usato nel suo significato negativo, per indicare l’indebita estensione di metodi scientifici validi nell’ambito di scienze particolari (come quelle naturali) ai più diversi aspetti della realtà , con pretese di conoscenza altrettanto rigorosa» [1]

Definizione ed origine del termine[modifica]

Il termine compare per la prima volta nel 1911 per merito del biologo francese Félix le Dantec, che nella Grande Revue scrive:

«Credo nell'avvenire della Scienza: credo che la Scienza e la Scienza sola possa risolvere tutte le questioni dotate di senso; e che la scienza possa penetrare negli arcani della nostra vita sentimentale spiegandoci persino l'origine e la struttura del misticismo ereditario anti-scientifico che coabiti in noi con lo scientismo più assoluto.»[2]

Il Vocabolario Devoto Oli così definisce lo scientismo:

«Movimento intellettuale (...) tendente ad attribuire alle scienze fisiche e sperimentali e ai loro metodi, la capacità  di soddisfare tutti i problemi e i bisogni dell'uomo» [3]

Nonostante il termine compaia solo all'inizio del XX secolo, lo scientismo è ben radicato nelle filosofie più antiche:

  • XVII secolo: il razionalismo di Cartesio già  vedeva nella scienza una fonte universale del sapere;
  • XVIII secolo: si diffondono le idee di Condorcet sulle scienze positive;
  • XIX secolo: le idee di Saint-Simon e il positivismo di Auguste Comte sostenevano rispettivamente, la riorganizzazione scientifica della società  e l'esaltazione del progresso e del metodo scientifico (positivismo).

Descrizione[modifica]

Lo scientismo rimanda a tre idee [4]:

  • la scienza intende la filosofia come la metafisica, ovvero va alla ricerca di soluzioni ai grandi problemi etici o morali;
  • la scienza porta in sé tutte le soluzioni per combattere le sofferenze dell'umanità ;
  • i metodi delle "scienze esatte" [5] sarebbero i soli metodi scientifici veri, e bisogna applicarli e intenderli nell'ambito delle scienze umane e sociali.

Popper ritiene che sia scientista colui che, non percependo le condizioni limitate di applicabilità  delle "scienze esatte", fa un uso ingenuo delle scienze umane e sociali. (Si può pensare a Kurt Lewin, il quale descrive le relazioni umane attraverso equazioni matematiche).

Con un accezione meno tecnica, lo scientismo può essere associato all'idea che solo le conoscenza scientifiche approvate siano veritiere, oppure rinviare all'idea di un eccesso di fiducia nel campo della scienza, che si trasforma così in un nuovo dogma o religione sostitutiva.

«Un'insidia perniciosa deriva dalla pretesa di alcuni scienziati, anche di rilievo, che la scienza presto possa fornire una spiegazione completa di tutti i fenomeni del mondo naturale e di tutte le nostre esperienze soggettive, non solo delle percezioni e delle esperienze di bellezza, ma anche dei nostri pensieri, fantasie, sogni, emozioni e credenze [...] È importante riconoscere che, quantunque uno scienziato possa formulare simili affermazioni, egli non agisce come uno scienziato ma come un profeta travestito da scienziato. Questo è lo scientismo, non la scienza, ma impressiona fortemente il laico, convinto che la scienza somministri la verità . Al contrario, lo scienziato non dovrebbe far finta di possedere una sicura conoscenza di tutta la verità . Il massimo che gli scienziati possono fare è di avvicinarsi quanto maggiormente possibile alla comprensione dei fenomeni naturali, eliminando gli errori nelle nostre ipotesi. È della massima importanza per gli scienziati comparire dinanzi al pubblico come sono realmente: umili ricercatori della verità .» (John Carew Eccles in La psiche umana, 1986).

Critiche[modifica]

La scienza moderna include nel proprio campo d'indagine solo ed esclusivamente ciò che è misurabile. Le nuove teorie, per essere "approvate" dalla comunità  scientifica devono seguire le regole imposte dal metodo scientifico [6]:

  1. osservazione empirica;
  2. esperimento in laboratorio (in modo che si possa riprodurre il fenomeno che si vuole studiare); l'esperimento ha lo scopo di convalidare o rigettare l'ipotesi;
nel primo caso (convalida dell'ipotesi) si procede con numerosi esperimenti e si elabora un'analisi statistica;
nel secondo caso (rigetto dell'ipotesi), vengono fatti nuovi esperimenti e si procede ricominciando da capo.

Contrariamente a quanto si immagina, la legge scientifica non ha carattere assoluto, infatti col tempo, assai frequentemente, essa viene sostituita in toto o parzialmente da un'altra legge ritenuta più esatta (almeno sino a quando anche questa non sarà  sostituita da un'altra). La provvisorietà  delle leggi scientifiche, frutto di convenzioni [7], non impediscono al capitale di indirizzare le proprie ricerche negli ambiti maggiormente funzionali rispetto al dominio ideologico del capitalismo e dell'eurocentrismo.

Non è un caso che, alla fine dell'ottocento, nell'Europa evoluzionista e positivista, il sottosviluppo, le differenze sociali e di classe, l'emarginazione, la devianza, ecc. venivano spiegati "biologicamente", di modo che la repressione politica e sociale potesse essere esplicata contro tutti coloro che venivano considerati una minaccia dell'ordine sociale (anarchici, agitatori politici, devianti, malati mentali, vagabondi, ecc.). Nell'Italia post-risorgimentale le differenze sociali ed economiche fra Nord e Sud vennero legittimate, assieme alla brutalità  repressiva contro il fenomeno del brigantaggio (dietro il quale si nascondeva spesso la repressione delle classi sociali maggiormente umili e sfruttate), anche grazie a alle teorizzazioni antropologiche di Cesare Lombroso (a cui in seguito si aggiungeranno Niceforo, Sergi, Ferri, Orano).

La scuola antropologica scientifica e scientista dell'epoca (oggi definita pseudo-scienza, ma che all'epoca era rispettata sostanzialmente sa tutti gli studiosi), giustificò e avvalorò la subalternità  e l'inferiorità  non solo del Sud Italia ma anche dell'Africa, un continente sul quale si stava abbattendo tutta la violenta ferocia del colonialismo e sul quale anche l'Italia aveva messo gli occhi (vedi la guerra in Libia).

Più avanti, nel XX secolo, l'idea scientista fu adoperata dai fascisti e nazisti per giustificare le teorie razziste (razzismo scientifico), secondo le quali esisterebbero razze inferiori e razze superiori; ciò sarebbe dimostrabile attraverso la misurazione e il confronto di una serie di parametri fisici (attualmente il neofascismo sembra aver un pò abbandonato queste fallaci teorie e pare maggiormente indirizzato a giustificare il razzismo con argomenti "spirituali" e aleatori.).

Nonostante col tempo il termine abbia prevalentemente assunto una connotazione negativa, per criticare il dogmatismo scientifico e la sfiducia nel metodo scientifico, la scienza tuttavia non ha certo perso il suo carattere divino, infatti continua ancora oggi ad imporre il suo punto di vista per indirizzare la ricerca verso i settori maggiormente funzionali agli interessi del capitalismo (OGM, nucleare, industria bellica, ecc.).

Note[modifica]

  1. Enciclopedia Treccani
  2. Scientisme
  3. Edizione 1990, a pag. 1722
  4. Vedere l'articolo "scientismo" di R. Nadeau, Vocabulaire technique et analytique de l'épistémologie, PUF, 1999
  5. Scienze esatte
  6. Scienze a scuola
  7. Positivismo matematico e convenzionalismo

Bibliografia[modifica]

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]