Razzismo
Da Anarchopedia.
Il razzismo è un insieme di teorie e credenze che stabiliscono una gerarchia tra le etnie; nello specifico è una dottrina politica che preconizza il dominio di una razza (definita superiore) sulle altre e la sottomissione degli interessi individuali a quelli della razza.
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[modifica] Definizione
Con il termine razzismo si intende il pensiero secondo cui il genere umano sarebbe suddiviso in una serie di razze, tra loro diverse, avallando quindi l'idea che esistano razze superiori e razze inferiori. Questo pensiero si traduce essenzialmente in una discriminazione degli individui ritenuti appartenenti alla supposta razza "inferiore", giustificando comportamenti sociali aberranti quali la schiavitù, l'apartheid, il genocidio ecc. Le teorie razziste sono state spesso avallate e giustificate dal nazionalismo, l’imperialismo, dottrine religiose ecc.
Per estensione del termine si definisce razzismo anche ogni atteggiamento di intolleranza verso individui o gruppi di individui appartenenti ad una diversa religione,etnia, sesso, lingua ecc.
L'antirazzismo è l'antitesi del razzismo ed è comune a tutti gli anarchici.
[modifica] Breve storia del razzismo
Prima del razzismo « moderno » ed europeo, che ha avuto l’ assurda pretesa d’essere scientifico, alcuni “teorici” giustificavano la discriminazione razziale secondo il principio dell’ereditarietà dei caratteri genetici, alcuni dei quali, essendo “negativi”, determinavano la presunta inferiorità di una razza. E’ evidente che questo sono nient’altro che teorie strampalate e prive di fondamento, tuttavia queste “idee” trovavarono riscontro in vari ambiti religiosi, politici e culturali:
- L’induismo: è basato sulle caste ereditarie. Gli ultimi, gli "intoccabili", sono trattati in maniera umiliante e considerati esseri inferiori.
- Le culture greche e romane: erano strutturate su sistemi di caste semplificate.
- La monarchia: i diritti sono funzione della nascita: si diventa Re\Regina con il diritto di primogenitura. Anche la nobiltà è un carattere trasmissibile solo ed esclusivamente con l'ereditarietà.
Il razzismo, per come noi lo intendiamo, si sviluppa principalmente dal XVII secolo, in seguito alle scoperte geografiche e al colonialismo. In questo periodo si affermò la convinzione che il progresso fosse un'esclusiva particolarità dei bianchi e che gli altri popoli non potessero conseguire gli stessi risultati proprio a causa di una differenza biologica.
Sino a quella fase storica si pensava che il determinarsi delle varie razze era stata “funzione del clima” (l’evoluzione climatica avrebbe originato razze diverse e quindi inferiori o superiori), dal XVIII secolo si affermò la “teoria poligenetica” che fa risalire le popolazioni del mondo a progenitori diversi.
[modifica] Razzismo scientifico
Il Razzismo scientifico è una forma storica di razzismo organizzato, fondata a partire dal XIX secolo in Europa e nelle Americhe, che nasce in ambito universitario tra le scienze naturali e sociali dell'epoca, prendendo spunto dalla biologia, dall'antropologia, dalla genetica ecc., ma in particolar modo ispirandosi, in maniera distorta a dire il vero, alla teoria evoluzionista di Charles Darwin.
Il “razzismo scientifico” è legato ad un assurdo diritto di una razza superiore (generalmente quella bianca) di dominare, più o meno temporaneamente, le altre razze, solitamente in un quadro coloniale.
A metà dell’800 il conte Joseph-Arthur de Gobineau fa pubblicare il “Saggio sull’innegabilità delle razze umane” (pubblicato nel 1853). Questo testo pseudo-scientifico teorizzò idee razziste in cui si attribuivano i meriti di tutte le civilizzazioni solo ed esclusivamente alla razza bianca. Nella scuola antropologica di Parigi, nello stesso periodo, si studiò un metodo di classificazione delle razze sulla base del peso del cervello.
La superiorità di una razza sulle altre è generalmente assimilata ad una ideologia fondata su ipotesi razziali, attraverso le quali si giustifica una barbara classificazione degli esseri umani, legittimando allo stesso modo la discriminazione razziale, culturale e politica.
Il razzismo si è arrogato, in alcuni casi, anche il diritto di praticare l’eugenetica, in maniera tale da proteggere la propria razza dal meticciamento, che secondo loro porterebbe conseguenze nefaste per i "popoli eletti". Ancora oggi i razzisti si oppongono all’immigrazione per evitare lo stesso mescolamento dei geni e delle culture.
Chiaramente il razzismo scientifico è oggi ritenuto priva di fondamento ed è definibile come una teoria pseudoscientifica.
[modifica] Alcuni crimini razzisti
In nome del razzismo, sono stati compiuti, nel corso della storia, numerosi massacri e trattamenti discriminatori.
Schiavitù: in numerosi paesi nel XIX secolo (per esempio negli USA).
[[Seconda Guerra Mondiale]]: i nazisti deportarono, schiavizzarono e uccisero milioni di ebrei e rom (oltre ad altri esseri umani in funzione della religione, il credo politico ecc.).
Il fascismo: sono tristemente note le [[leggi razziali (1938)|leggi razziali fasciste]] del 1938 (una serie di restrizioni che discriminavano individui appartenenti ad alcune razze, in particolare quella ebraica, tra cui il divieto di matrimonio, limitazioni nelle attivita' commerciali ecc.) che di fatto furono legittimate dalla pubblicazione di un Manifesto della razza, firmato da un gruppo di (presunti) intellettuali fascisti.
Apartheid: sistema segregazionale del SudAfrica rimasto in vigore fino al 1990.
Segregazione razziale: negli USA (fino agli "anni ’60").
Epurazioni etniche: negli USA (genocidio dei pellerossa),in Turchia il genocidio degli Armeni ( 1915-1916) in Nigeria, Kossovo, Rwanda, Kurdistain ecc.
Darfour: conflitto su basi etniche.

