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Propaganda col fatto

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Pëtr Kropotkin, fautore della "propaganda col fatto"

La propaganda con il fatto è un principio che sarà  lanciato dal movimento anarchico come associazione alla propaganda verbale e scritta, consistente nel realizzare dei fatti che avrebbero potuto dar luogo all'anarchia.

Definizione[modifica]

La propaganda col fatto è un mezzo d'azione diretta attraverso il quale si intende comunicare idee e pensieri, ma non solo con la parola bensì anche e soprattutto con il “fatto”. Sono così definibili anche tutte quelle azioni dirette volte anche a vendicare un determinato episodio, nella speranza anche di dare inizio ad una rivolta di più ampio respiro: es. Gaetano Bresci che colpisce a morte Umberto I per vendicare la strage dei moti di Milano del 1898 e nella speranza che da ciò si ingenerasse una rivolta popolare.

Origine storica[modifica]

La repressione che i comunardi subiranno alla caduta della Comune di Parigi (1871), portò Bakunin, poco prima della sua morte (1876), a pensare che era finito il tempo delle parole e fosse necessario agire.

Nei 1876, nel congresso internazionale di Berna, Malatesta lanciò «la guerra continua alle istituzioni stabilite, ecco ciò che chiamiamo la rivoluzione in modo permanente!». Il 9 giugno 1877, Andrea Costa animò a Genova una conferenza sulla « propaganda per il fatto ». Andrea Costa è considerato da James Guillaume come l'inventore di questo neologismo popolarizzato qualche settimana dopo da Paul Brousse in un articolo pubblicato nel Bulletin de la Fédération jurassienne.

Dalla sua comparsa in Francia, la stampa anarchica difese questa modalità  d'azione. La Révolution sociale inaugurò una rubrica di « Studi scientifici » sulla fabbricazione delle bombe. La Lutte, Le Drapeau noir, La Varlope e La Lutte sociale in seguito aprirono delle rubriche dai nomi evocatori come « Prodotti antiborghesi » o « Arsenale scientifico ». Quattro anni più tardi, il 25 dicembre 1880, Kropotkin dichiarò in Le Révolté : «la rivolta permanente mediante la parola, lo scritto, il pugnale, il fucile, la dinamite (...), tutto è buono per noi quello che non è la legalità ».

Nel 1881, durante il congresso internazionale anarchico di Londra (dove erano presenti anche Louise Michel ed Emile Pouget), questa nuova strategia sarà  proclamata ed enunciata come «propaganda col fatto» (per aggiungersi agli scritti ed alle parole). Per molti di questi pensatori, in primis Kropotkin, l'azione col fatto avrebbe scatenato una serie di eventi tra loro legati indissolubilmente (determinismo) che sarebbero sfociati nell'anarchia.

Nel 1887, cioè sette anni dopo l'articolo comparso su Le Révolté, Kropotkin cambiò sullo stesso giornale pubblicò un articolo in cui scrisse che «un edificio fondato su secoli di storia non si distrugge con qualche kg di esplosivo. ». La propaganda col fatto affascinò molti anarchici del movimento anarchico, soprattutto in Italia e Francia (vedi Sante Caserio, Gaetano Bresci o Emile Henry), ed in seguito, nei primi due decenni del 900, quando ormai in Europa aveva intrapreso una parabola discendente, prese a diffondersi negli Stati Uniti grazie a Johann Most, Giuseppe Ciancabilla e soprattutto Luigi Galleani

Anche molte azioni rivendicate ai giorni nostri dalla Federazione Anarchica Informale possono essere inquadrate nell'ambito della tradizione storica della propaganda col fatto.

Esempi di propaganda col fatto[modifica]

«Freiheit», di Johann Most, giornale a favore della propaganda col fatto.
Rappresentazione dell'attentato compiuto da Vaillant
  • 6 agosto 1874: circa duecento rivoluzionari (tra cui Errico Malatesta, Carlo Cafiero, Andrea Costa e Napoleone Papini), anzichè i mille previsti (stesso “equivoco” capitò tre anni dopo alla Banda del Matese), partendo da Imola si diressero verso Bologna, abbattendo la linea telegrafica, rompendo i binari e fermando i treni. Il piano non andò a buon fine perché la polizia, essendo stata messa al corrente dei preparativi da alcuni suoi informatori, intervenne in forze e bloccò sul nascere l'iniziativa degli anarchici.
  • Primi di aprile del 1877: la "Banda del Matese" (Carlo Cafiero, Errico Malatesta, Napoleone Papini, Cesare Ceccarelli e altri) attaccò un piccolo paesello, San Lupo (Benevento), occuparono il Municipio, staccarono immediatamente il ritratto del re Vittorio Emanuele, proclamarono decaduta la monarchia, dichiararono abolita la tassa sul macinato e bruciarono tutte le carte comunali e catastali. La rivolta però dopo breve tempo fu soppressa.
  • 17 novembre 1878: Giovanni Passannante, cuoco di 29 anni, tentò di accoltellare il re Umberto I a Napoli, che rimase leggermente ferito ad un braccio. Nella colluttazione si intromise anche il primo ministro Benedetto Cairoli, che subì un taglio non grave ad una coscia. Il gesto, più che un atto politico, era funzionale nel richiamare l'attenzione sulle miserrime ed ignorate condizioni sociali in cui versava il popolo italiano al tempo. L'anarchico venne prima condannato a morte e poi ad un ergastolo agghiacciante che lo rese insano di mente. Quello di Passannante fu il primo attacco ad un'alta carica dello stato dall'Unità  d'Italia, nonché il primo nella storia di Casa Savoia.
  • 5 marzo 1886: Charles Gallo, che allora aveva 27 anni, lanciò una bottiglia d'acido cianidrico nella Borsa di Parigi al grido di «Viva la rivoluzione sociale! Viva l'anarchia! Morte alla magistratura borghese! Viva la dinamite!». La "bomba" piuttosto che esplodere lasciò un odore nauseabondo, seminando il panico tra gli operatori. Charles allora tirò fuori la pistola e sparò cinque colpi senza uccidere nessuno.
  • 9 dicembre 1893, in Francia, Auguste Vaillant lanciò un piccolo ordigno esplosivo (riempito di chiodi) nella Camera dei Deputati, al grido di : «Morte alla borghesia! Lunga vita all'anarchia!». Un gesto simbolico, fatto per protestare contro la repressione degli anarchici, ordita dal capo del governo Jean Casimir-Perier, piuttosto che per uccidere (non ci fu alcuna vittima). Vaillant fu condannato ugualmente a morte e ghigliottinato il 5 febbraio 1894.

Scritti[modifica]

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]