propaganda col fatto
Da Anarcopedia.
La propaganda con il fatto è un principio che sarà lanciato dal movimento anarchico come associazione alla propaganda verbale e scritta, consistente nel realizzare dei fatti che avrebbero potuto dar luogo all'anarchia.
Indice |
[modifica] Definizione
La propaganda col fatto è un mezzo d’azione diretta attraverso il quale si intende comunicare idee e pensieri, ma non solo con la parola bensì anche e soprattutto con il “fatto”. Sono così definibili anche tutte quelle azioni dirette volte anche a vendicare un determinato episodio, nella speranza anche di dare inizio ad una rivolta di più ampio respiro: es. Gaetano Bresci che colpisce a morte Umberto I per vendicare la strage dei moti di Milano del 1898 e nella speranza che da ciò si ingenerasse una rivolta popolare.
[modifica] Origine storica
La repressione che i comunardi subiranno alla caduta della Comune di Parigi (1871), portò Bakunin, poco prima della sua morte (1876), a pensare che era finito il tempo delle parole e fosse necessario agire.
Nei 1876, nel congresso internazionale di Berna, Malatesta lanciò "la guerra continua alle istituzioni stabilite, ecco ciò che chiamiamo la rivoluzione in modo permanente!" . Ciò di fatto presagiva la "propaganda col fatto". Quattro anni più tardi, il 25 dicembre 1880, Kropotkin dichiarò in "Révolté" : “la rivolta permanente mediante la parola, lo scritto, il pugnale, il fucile, la dinamite (...), tutto è buono per noi quello che non è la legalità”. E’ nel 1881, al congresso internazionale anarchico di Londra (dove erano presenti anche Louise Michel ed Emile Pouget) che questa nuova strategia sarà proclamata ed enunciato come "propaganda col fatto” (per aggiungersi agli scritti ed alle parole). Per molti di questi pensatori, in primis Kropotkin, l’azione col fatto avrebbe scatenato una serie di eventi tra loro legati indissolubilmente (determinismo) che sarebbero sfociati nell’anarchia. Più avanti, nel 1887, sempre in Révolté, Kropotkin cambierà posizione denunciando l’illusione di tale metodo.
[modifica] Esempi di propaganda col fatto
- Il 6 agosto 1874 circa duecento rivoluzionari (tra cui Errico Malatesta, Carlo Cafiero, Andrea Costa e Napoleone Papini), anzichè i mille previsti (stesso “equivoco” capitò tre anni dopo alla Banda del Matese), partendo da Imola si diressero verso Bologna, abbattendo la linea telegrafica, rompendo i binari e fermando i treni. Il piano non andò a buon fine perchè la polizia, essendo stata messa al corrente dei preparativi da alcuni suoi informatori, intervenne in forze e bloccò sul nascere l’iniziativa degli anarchici.
- Ai primi di aprile del 1877 la "Banda del Matese" (Carlo Cafiero, Errico Malatesta, Napoleone Papini, Cesare Ceccarelli e altri) attaccarono un piccolo paesello, San Lupo (Benevento), occuparono il Municipio, staccarono immediatamente il ritratto del re Vittorio Emanuele, proclamarono decaduta la monarchia, dichiararono abolita la tassa sul macinato e bruciarono tutte le carte comunali e catastali. La rivolta però dopo breve tempo fu soppressa.
- Il 5 marzo 1886, Charles Gallo, che allora aveva 27 anni, lanciò una bottiglia d’acido cianidrico nella Borsa di Parigi al grido di "Viva la rivoluzione sociale! Viva l’anarchia! Morte alla magistratura borghese ! Viva la dinamite!" . La "bomba" piuttosto che esplodere lasciò un odore nauseabondo, seminando il panico tra gli operatori. Charles allora tirò fuori la pistola e spara cinque colpi senza uccidere nessuno.
- Il 9 dicembre 1893, in Francia, Auguste Vaillant lanciò un piccolo ordigno esplosivo (riempito di chiodi) nella Camera dei Deputati, al grido di :<< Morte alla borghesia! Lunga vita all'anarchia!>>. Un gesto simbolico, fatto per protestare contro la repressione degli anarchici, ordita dal capo del governo Jean Casimir-Perier, piuttosto che per uccidere (non ci fu alcuna vittima). Vaillant fu condannato ugualmente a morte e ghigliottinato il 5 febbraio 1894.
[modifica] Voci correlate
Dichiarazione degli anarchici al processo di Lione (1883)

