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Parlamentarismo

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Ricostruzione dell'attentato di Auguste Vaillant al parlamento francese (9 dicembre 1893).
Illustrazione comparsa in Le Petit Parisien.

Il Parlamentarismo è un sistema politico in uso nelle moderne liberaldemocrazie che si fonda sulla centralità  del parlamento eletto dai cittadini. Questo sistema si è sviluppato in epoca moderna (a partire dal XVII secolo in Inghilterra, dalla fine del XVIII nel resto d'Europa). Il parlamento, attraverso la concessione o il ritiro della fiducia al governo, controlla teoricamente l'esecutivo e ne indirizza l'attività . Il parlamentarismo indica quindi il sistema costituzionale fondato sul predominio del potere legislativo su quello esecutivo e giudiziario.

In un'accezione negativa, il parlamentarismo è un concetto che indica la degenerazione del sistema parlamentare, dovuta all'inefficacia dei rappresentanti che siedono nel parlamento o ad intrinseche difficoltà  del sistema. In alcune esperienze storiche (l'Italia liberale e repubblicana, la Repubblica di Weimar in Germania), il parlamentarismo degenerò in una vera e propria tirannia: fascismo e nazismo. Senza arrivare a simili eccessi, il parlamentarismo ha sempre dato luogo a fenomeni degradanti e anti-democratici, come il trasformismo (i repentini cambiamenti di linea all'interno di uno schieramento politico) e la partitocrazia (potere dei partiti anziché del popolo). Ciò è intimamente legato al meccanismo del voto popolare, fondato sulla delega, cioè sull'elezione di rappresentanti in Parlamento ai quali ogni elettore delega le proprie istanze.

Il parlamento[modifica]

Il parlamento non è altro che il corpo legislativo dello Stato, cioè un organo complesso, costituito sostanzialmente da uno o più organi collegiali di tipo assembleare (camere), la cui funzione principale (ma non l'unica) è quella di emanare leggi. Il nome deriva dalla parola francese parlement, riferita all'azione di parlare: il parlamento è un luogo in cui si discute per giungere a delle decisioni. Nelle repubbliche presidenziali, secondo l'esempio statunitense, il parlamento è tradizionalmente denominato congresso.

Manifesto astensionista anarchico

Critiche anarchiche al sistema parlamentare[modifica]

Nuvola apps xmag.png Per approfondire, vedi Astensionismo elettorale anarchico.

Gli anarchici storicamente hanno sempre portato feroci critiche alla democrazia parlamentare, che nacque e si sviluppò con caratteristiche profondamente autoritarie e repressive. Inoltre il meccanismo della delega, su cui si impernia la democrazia rappresentativa, non fa altro che spogliare la stessa del suo reale significato: nella democrazia il potere è del popolo, ma nella forma rappresentativa esso viene delegato ai rappresentanti eletti e ai loro partiti di riferimento.

«Il sistema rappresentativo, ben lungi dall'essere una garanzia per il popolo, crea e garantisce, al contrario, l’esistenza permanente di una aristocrazia governativa contro il popolo stesso ed il suffragio universale è unicamente un mezzo eccellente per opprimere e rovinare un popolo in nome proprio di una pretesa volontà  popolare, presa come pretesto, o un gioco di prestigio grazie al quale si nasconde il potere realmente dispotico dello Stato, basato sulla Banca, la Polizia e l’Esercito.». (Michail Bakunin)

Per questo, quantunque talvolta gli anarchici abbiano fatto ricorso alla tattica elettorale,[1] [2]essi si schierano ostinatamente contro il voto e le elezioni parlamentari. Infatti, «ogni votazione è una sorta di gioco d'azzardo, come la dama o il "backgammon", con una lieve sfumatura morale, un gioco con il giusto e l'ingiusto, con le questioni morali; e naturalmente le scommesse lo accompagnano. Il buon nome dei votanti non è in discussione [...] Un uomo saggio non lascerà  il giusto alla mercé del caso, né desidererà  che esso prevalga mediante il potere della maggioranza». (Henry David Thoreau)

Note[modifica]

  1. Alle elezioni del febbraio 1936, la CNT, organizzazione anarco-sindacalista spagnola che allora aveva un peso rilevantissimo tra i lavoratori, non si appellò all'astensionismo e così molti anarchici andarono a votare per il Fronte Popolare (che aveva promesso la liberazione dei detenuti politici se avesse vinto le elezioni), che infatti vinse le elezioni. (Si veda Gli anarchici nel secondo governo Caballero)
  2. Michail Bakunin nel 1870 si dichiarò possibilista riguardo all'elezione di membri della I Internazionale, purché questo fosse un modo strategico per diffondere tra le masse i principi dell'anarchismo, grazie alle agevolazioni materiali (es. viaggi gratis) e a tutte una serie di vantaggi (es. maggiori possibilità  di propaganda politica)

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]