media
Da Anarcopedia.
Con il termine media s’intende il complesso non solo dei giornali, della radio e della televisione, ma anche di Internet e di tutti i mezzi d’informazione alternativi. Il termine mass-media viene invece utilizzato per indicare quegli strumenti informativi (stampa, radio e TV) di diffusione di massa.
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[modifica] Critica dei mass-media
I mass-media possono essere controllati dallo Stato (la RAI in Italia, la BBC in Gran Bretagna, la CBC in Canada ecc.) o da imprenditori capitalisti (Silvio Berlusconi, Rupert Murdoch ecc.). Nonostante tra questi due gruppi di potere non manchino i conflitti, entrambi si sostengono vicendevolmente in maniera più o meno palese: senza il sostegno delle autorità (che concedono le "licenze") i mass-media sparirebbero, senza i mass-media commerciali i governi avrebbero maggiori difficoltà a controllare l’informazione e a mantenere così la propria legittimità di dominio.
[modifica] La pubblicità
I media sono organizzati secondo una rigida gerarchia che permette solo a pochissimi di gestire questo potere. Gli "utenti-cittadini" vengono relegati ai margini di questo sistema, essi possono solo assistere e consumare la notizia (al massimo possono spedire le "Lettere al Direttore") ma non hanno alcuna possibilità di partecipare alla gestione dei media.
La pubblicità esercita una grande influenza sia sui media commerciali che su quelli istituzionali. I funzionari della pubblicità possiedono l’enorme potere di indicare quali storie raccontare e quali censurare, contribuendo direttamente all’elaborazione di una realtà fittizia e illusoria. La pubblicità è particolarmente efficace nelle televisioni poiché è scientificamente dimostrato che essa riduce nello spettatore il numero di onde cerebrali veloci, caratteristica del pensiero attivo, incrementando quello delle onde corte, caratteristica degli stati di rilassamento. Questo spiega perché la televisione è così efficace nel comunicare i messaggi commerciali e nel fabbricare nuovi bisogni ("bisogni indotti").
[modifica] La TV spazzatura
La Tv attualmente è strutturata su due livelli: la TV a pagamento, che fornisce spesso “prodotti” di buona qualità (film, documentari, informazione ecc.), anche se comunque finalizzati al consumo della cultura e all'accettazione della gerarchia, della sottomissione all’autorità e della passività; la Tv generalista, che produce generalmente programmi di scarsissima qualità (la cosidetta «TV spazzatura») il cui scopo è distrarre, istupidire, disinformare, creare allarmismi (allarme immigrati, allarme criminalità ecc.).
La TV spazzatura costruisce irrealtà, ad uso e consumo dei sistemi di potere, che incoraggiano l’insicurezza (e quindi la sottomissione alle autorità) e il consumismo.
In Italia, lo "stile" della TV spazzatura è stato lanciato dalle TV commerciali ed in particolare da Mediaset, a cui la RAI ha saputo velocemente adeguarsi.
Es. di Tv spazzatura sulle TV italiane
- L'Italia sul 2 è un talk-show pomeridiano di Rai 2, vera e propria rappresentazione del luogo comune della realtà italiana. Nello studio vi é il pubblico che assiste in studio alle miserevoli discussioni sui fatti quotidiani, fatte da ospiti di turno che ben incarnano tale realtà.
- Porta a Porta è una rubrica televisiva di RAI 1 che affronta in maniera approssimativa e volutamente confusa tematiche politiche, di cronaca e di attualità. E’ un programma che dal 1996 va in onda in seconda serata, condotto da Bruno Vespa, diffondendo disinformazione, allarmismo e propaganda politica volta a celare verità scomode.
[modifica] Media alternativi
Gli scopi principali dei media alternativi sono quelli di fornire un mezzo di comunicazione a singole individualità e\o gruppi autogestiti, in modo che possano svolgere un ruolo di controinformazione, favorire il dialogo e il confronto tra persone distanti fisicamente e funzionare da archivio per materiali che altrimenti scomparirebbero in breve tempo.
Già nel 1973 Ivan Illich propone il concetto di «strumenti conviviali» (cioè di "media partecipativi"). Questi comprendono quelle tecnologie che incentivano le interazioni anonime e creative tra gli individui, permettendo e favorendo la partecipazione delle persone alla gestione degli stessi. Undici anni dopo David Andrews diffonde l’idea di information routing groups (IRG), ovvero «gruppi di spedizione delle informazioni», costituiti da decine o centinaia di persone, ognuna delle quali può proporre e diffondere notizie e\o commenti su argomenti che maggiormente gli aggradono. Andrews non fa altro che anticipare ciò che poi si sarebbe realizzato con Internet, ovvero proporre una rete di individui capaci di diffondere notizie e\o pareri personali in grado di scavalcare i media ufficiali.
La diffusione della rete Internet, a partire da metà degli "anni 90", ha favorito la nascita e lo sviluppo di siti, forum, chat e network aperti al pubblico senza restrizioni rilevanti, dove ognuno è più o meno libero di postare e diffondere commenti e notizie attinenti al progetto del sito in questione. Il più importante di questi progetti autogestione|autogestiti è sicuramente quello di Indymedia (Indy è una rete di collettivi che si autogestiscono e fanno controinformazione dal basso, senza alcuna speculazione economica e in maniera indipendente dai media istituzionali e commerciali), ma ve ne sono tantissimi più o meno simili.
[modifica] Citazioni
- «I media fanno parte di un sistema di propaganda ben congegnato. Il modo più abile per mantenere la gente passiva e obbediente è limitare rigorosamente lo spettro delle opinioni accettabili, ma permettere dibattiti molto vivaci all’interno di questo spettro incoraggiando perfino le posizioni più critiche e dissenzienti». (Noam Chomsky)

