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Marxismo-Leninismo

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Il Marxismo-Leninismo è quella dottrina politica marxista in cui sono stati innestati degli apporti economici, politici e filosofici dal leader bolscevico Vladimir Il'ic Ul'janov (Lenin). Viene chiamata anche semplicemente Leninismo.

Peculiarità  del leninismo[modifica]

Il Leninismo nasce nel 1902 con l’opuscolo Che fare?, in cui Lenin scrisse che «la coscienza politica di classe può essere portata all'operaio solo dall'esterno»; questo principio, influenzato anche dal populismo russo e dal giacobinismo europeo, portò allo sviluppo di una nuova interpretazione del marxismo, decisamente più autoritaria dell'originale, che verrà  appunto definito marxismo-leninismo.

Due sono i principali apporti del leninismo al marxismo:

a) La questione organizzativa del partito comunista rivoluzionario

Lenin, rifacendosi alla dialettica hegeliana (tesi, antitesi e sintesi), respinse la concezione di Marx secondo cui la classe operaia sarebbe per sua natura rivoluzionaria (rivoluzione che avrebbe condotto alla fisiologica estinzione dello Stato), affermando che la consapevolezza rivoluzionaria deve essere introdotta nel proletariato da una minoranza colta (avanguardia) che abbia compreso le leggi della storia.

Karl Marx, principale fonte di ispirazione di Lenin

Già  Stalin nel 1924, in I principi del leninismo, definì le idee di Lenin come l'«applicazione del marxismo alle condizioni particolari della situazione russa [...] rigenerazione degli elementi rivoluzionari del marxismo degli anni 1840-50 [...] marxismo dell'epoca dell'imperialismo e della rivoluzione proletaria [...] teoria e tattica della rivoluzione proletaria».

Lenin pose quindi al centro del proprio pensiero la questione organizzativa dei comunisti, innestando nel marxismo un principio dirigista e autoritario. Il leninismo fu adottato dalla Terza Internazionale dopo la morte di Lenin, stabilendo così una continuità  tra Marx e Lenin secondo cui il primo fu il teorico ed il secondo colui che attuò la prassi. Sotto Stalin il marxismo-leninismo divenne un vero e propria dogma, ogni concezione del marxismo non in linea con il leninismo fu considerato falso, controrivoluzionario, e quindi da estirpare a tutti i costi. Ancora oggi il marxismo è il leninismo sono ritenuti la medesima cosa, ma così non è; se è vero che non esiste leninismo senza marxismo, non è vero che non esistono altre interpretazioni dello stesso che ripudiano l'autoritarismo leninista, proponendo invece una concezione più spontaneista e libertaria (consiliarismo, luxemburghismo, per alcuni aspetti il trotskismo ecc.)

La falce e il martello, simbolo del comunismo adottato dai partiti marxisti leninisti a partire dalla Terza Internazionale, esattamente come appare nella bandiera nazionale dell'Unione Sovietica.

b) La teoria dell'imperialismo

L'altro aspetto impotantissimo del leninismo è la teoria dell'imperialismo, secondo cui all'inizio del XX secolo le grandi nazioni capitaliste non avendo più terre da spartirsi, diedero avvio alla colonizzazione delle zone del terzo mondo. Il capitalismo diventò quindi un sistema globale. Queste "potenze, per evitare la rivoluzione, crearono un blocco nazionale di natura politico-economico-militare, dato dalla fusione del capitale finanziario e industriale con l'apparato dello Stato. Inoltre, stimolando la sovrapproduzione ed incrementano i redditi dei proletari, si costituì un'"aristocrazia operaia", divenuta tale in quanto capace di poter godere dei privilegi indotti dai profitti prodotti dalla sovrapproduzione capitalista. Quest' "aristocrazia" è quella che poi guiderà  le politiche riformistiche e anti-rivoluzionarie (social-demmocrazia). Per questo Lenin pensa che la rivoluzione non avrebbe avuto luogo nei paesi avanzati (come previsto da Marx), bensì nei paesi poveri e sottosviluppati: la Russia appunto. Ma se la rivoluzione può avvenire solo in un paese in via di sviluppo, questo non sarà  in grado di portare a termine il percorso socialista, per questo Lenin auspicava che la rivoluzione russa stimolasse la rivoluzione in Germania (paese sviluppato); in questo modo si sarebbe instaurato un rapporto mutualistico tra le due nazioni. L'altro auspicio leninista è l'unione federativa dei paesi sottosviluppati rivoluzionari (questa fu l'idea originaria che diede avvio alla nascita dell'URSS).

L'imperialismo moderno, per Lenin, rappresenta quindi una nuova (e "suprema") fase del capitalismo. La concezione dell'imperialismo come "fase suprema del capitalismo", e la sua intuizione delle conseguenze legate al prepararsi dello scoppio della Prima guerra mondiale, portarono Lenin a dire che il capitalismo era ormai « [...] un involucro non più corrispondente al contenuto, involucro che deve andare inevitabilmente in putrefazione qualora ne venga ostacolata artificialmente l'eliminazione, e in stato di putrefazione potrà  magari durare per un tempo relativamente lungo [...], ma infine sarà  fatalmente eliminato. » (L'imperialismo, fase suprema del capitalismo).

Altri apporti del leninismo all'ideologia marxista:

  1. le condizioni e i modi per realizzare la dittatura del proletariato; Lenin sviluppò anche la tattica del proletariato nell'epoca delle guerre imperialistiche e della rivoluzione mondiale.
  2. l'importanza, per la rivoluzione mondiale della questione nazionale; nello specifico analizza i movimenti nazionali nei paesi colonizzati, ritenendo che debbano essere appoggiati in quanto tatticamente funzionali alla rivoluzione proletaria; nei paesi colonizzati la questione nazionale è quasi sempre legata alla questione dei contadini, a cui Lenin attribuisce grande importanza.
  3. il ruolo dello Stato nel periodo transitorio; il ruolo del regime sovietico come esemplificazione concreta di Stato proletario.
  4. la lotta contro l'estremismo politico - ben delineato nel suo L’estremismo, malattia infantile del comunismo - di chi non voleva scendere a compromessi con il parlamentarismo, lo Stato, i sindacati, l'organizzazione politica ecc. (es. anarchici e comunisti di sinistra).

Considerazioni Anarchiche sul Marxismo-Leninismo[modifica]

Come qualsiasi corrente del socialismo, il marxismo-leninismo auspica la creazione di una società  senza classi, proprietà  privata, denaro, discriminazioni, ecc. I leninisti sostengono che lo Stato deve permanere necessariamente, però non come Stato borghese, bensì come dittatura del proletariato, e che in questo modo si creano due classi sociali: la classe proletaria politica (governante) e la classe proletaria sociale (governata).

Quest'idea differisce totalmente dall'anarchismo, in quanto gli anarchici accusano il leninismo di non proporre una rivoluzione politica (tanto meno una rivoluzione sociale), soprattutto in quanto essi ritengono che lo Stato sia "necessario" (borghese o proletario); i partigiani della società  libertaria, invece, auspicano una rivoluzione sociale dove l'unica classe presente sia una classe sociale autogovernata e orizzontale, senza Statodittatura del proletariato.

Marxismo-Leninismo e Anarchismo nella Rivoluzione Ucraina[modifica]

Exquisite-kfind.png Vedi, Ucraina libertaria.

Non è certo un mistero che durante la rivoluzione russa i marxisti-leninisti russi (bolscevichi) tradirono la rivoluzione sociale attaccando e reprimendo i rivoluzionari libertari ucraini. Questa va detto che accadde dopo che gli anarchici, riuniti nell'Esercito Nero, avevano sostenuto l'Armata Rossa contro l'Armata Bianca (zarista, conservatrice e reazionaria) e verde (nazionalista, capitalista). L'Esercito Nero fu in grado di creare un territorio libero in Ucraina affrancato dalle influenze dei bolscevichi e dei reazionari. Dopo la guerra mondiale, i principali leader bolscevichi (Lenin, Stalin e Trotsky) dichiararono controrivoluzionario l'esercito nero, per questo i libertari ucraini (tra cui Nestor Makhno) furono inseguiti, perseguitati e in molti casi uccisi.

Ribellione di Kronstadt[modifica]

Exquisite-kfind.png Vedi, Kronstadt.

La ribellione di Kronstadt fu attuata nei primi giorni di marzo 1921 dai marinai e dagli abitanti dell'isola di Kronstadt. Molti di questi erano socialisti e pretendevano di applicare alla lettera il diktat di Lenin stesso: «Tutto il potere ai soviet!». I bolscevichi si erano però rimangiati la parola e pretendevano stroncare ogni forma di eresia rivoluzionaria. L'anarchismo e il socialismo libertario per i marxisti-leninsiti non erano altro che teorie controrivoluzionarie, per questo le loro idee di libertà  e uguaglianza furono represse nel sangue.

Prima dell’assalto la popolazione fu avvisata con un manifesto, firmato da Lenin e Trotzkij, che recitava quanto segue: «Arrendetevi o sarete mitragliati come conigli!». [1] Lettera aperta al compagno Lenin, 1920) di Herman Gorter]]

Leninismo, Ideologia Fascista[modifica]

Lenin e Stalin insieme
Offener Brief an Lenin (Prima edizione di Lettera al compagno Lenin) di Herman Gorter, una critica comunista al leninismo

Per alcuni anarchici (principalmente di radice makhnovista) [2], il marxismo-leninismo mette in pratica una sorta di fascismo, il quale sopprime la libertà  in favore della eguaglianza (formale) delle classi di fronte allo Stato, instaurando una dittatura corporativista che limita il capitalismo privato per istituire il capitalismo di Stato.

Come è risaputo, esattamente come il Fascismo, il leninismo ha commesso diversi genocidi diversi nella storia (come la Grande Purga o il genocidio in Cambogia) e soppresso la libertà  (sistema autocratico) in favore della promozione dell'uguaglianza (uguaglianza intesa come un sistema in cui tutti devono avere gli stessi beni, tranne i "proletari al governo", e non come uguaglianza sociale). La lotta del leninismo contro il Fascismo è il paradigma della storica lotta tra ultrasinistra e ultradestra, tuttavia senza dubbio entrambi non sono per nulla in sintonia con il pensiero anarchico. Pur essendo evidenti le differenze formali e sostanziali (es: il leninismo auspica alla fine l'estinzione dello Stato, mentre il fascismo idolatra lo Stato), entrambe le ideologie limitano la libertà  in nome di altri interessi superiori: per il leninismo l'interesse primo è non interrompere il percorso rivoluzionario che condurrà  alla società  egualitaria; per il fascismo gli interessi superiori sono quelli dello Stato e della patria, che guarda caso coincidono con quelli delle classi dominanti.

Marxismo e Comunismo NON Leninista[modifica]

Dopo la nascita dell'URSS molti comunisti abbandonarono ogni illusione sulla rivoluzione, disgustati principalmente dall'autoritarismo del Leninismo. Questo sentimento si accentuò specialmente dopo la repressione degli anarchici ucraini e di Kronstadt, nonché dopo la relativa repressione degli anarchici e di tutti i marxisti non allineati.

Compare in questo fase storica un importante distinguo volto ad elevare il marxismo-leninismo al rango di unica e legittima interpretazione del marxismo rispetto alle altre dottrine ispirate a Marx.
Manifesto con Marx, Engels, Lenin, Stalin e Mao
È risaputo che ci sono state, e ci sono ancora, molte teorie ed esperienze in chiave comunista NON leninista: es. consiliarismo (Repubblica dei Consigli di Baviera, Consigli in Italia), luxemburghismo, trotzkysmo, varie forme di socialismo libertario, autonomismo, ecc.

Movimenti Leninisti nel mondo[modifica]

Voci correlate[modifica]

Note[modifica]

  1. Victor Serge, Memorie di un rivoluzionario, pag 159
  2. Articolo "Leninismo" ideologia fascista pubblicato sul sito web alasbarricadas.org