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Marxismo

Da Anarcopedia.

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Il marxismo è una dottrina politica, economica e sociale basata sul pensiero di Karl Marx.

Indice

[modifica] Generalità sul pensiero di Karl Marx

Il pensiero di Karl Marx é caratterizzato da alcuni punti essenziali: il materialismo (storico e poi dialettico), quale strumento di analisi e di cambiamento della realtà; la società divisa in classi; la teoria del valore (distinto in valore d’uso e di scambio, dove quest’ultimo è considerato una merce dalla “quantità di lavoro sociale occorrente a produrla”); la teoria del plusvalore (differenza tra valore reale del lavoro e il salario pagato al lavoratore, che permette l’accumulazione del capitale); il lavoro alienato e la legge di sviluppo dell’economia capitalista ( il capitalista è costretto ad investire e ad espandersi, ciò determina la concentrazione del capitale sempre più in poche mani); la caduta tendenziale del saggio di profitto (rapporto tra plusvalore e tutto il capitale); le contraddizioni del sistema capitalista (sviluppo del proletariato, ossia della classe antagonista dei capitalisti); la scientificità del socialismo (il capitalismo necessariamente imploderà nei paesi a capitalismo sviluppato), che preannuncia la rivoluzione e alla dittatura del proletariato (dittatura necessaria sino alla naturale estinzione dello Stato)

[modifica] Correnti di pensiero marxista

La diffusione del marxismo nel movimento socialista mondiale portò alla nascita e alla diffusione di diverse versioni dello stesso, in funzione del tempo e del luogo fisico in cui attechì, dando dunque luogo a più marxismi.

[modifica] Marxismo-leninismo

Le tematiche sviluppate da Lenin riguardarano principalmente il ruolo egemonico del partito, visto come avanguardia e guida centrale delle masse, le quali non possono essere abbandonate allo spontaneismo e al riformismo. Grande importanza è il riferimento all’imperialismo (considerata la "fase suprema del capitalismo"), alla funzione dello Stato nel dominio di classe e al suo utlizzo dopo la presa rivoluzionaria. Stalin per questo definì il leninismo come «il marxismo dell’epoca dell’imperialismo e della rivoluzione proletaria...(…)...il leninismo è lo sviluppo ulteriore del marxismo».

[modifica] Revisionismo di Bernstein e radicalismo di Kautsky

Eduard Bernstein ritenne infondata la teoria marxiana del valore. Egli quindi di conseguenza rifiutò anche la teoria del crollo inevitabile del capitalismo, dell’accumulazione del capitale e della pauperizzazione del proletariato. Bernstein in pratica riteneva che il capitalismo potesse trovare in sé i correttivi che gli permettono di sopravvivere alle crisi, per questo abbandonò ogni idea rivoluzionaria. Karl Kautsky, rispondendo a Bernstein, difese ed accentuò il meccanicismo del materialismo, descrivendo il marxismo come «la scienza della società» e preannunciando la «bancarotta del modo di produzione capitalistico».

[modifica] Luxemburghismo

Rosa Luxemburg analizzò la teoria dell’accumulo del capitale e sviluppa un’ipotesi di democrazia consiliare con forti tendenze libertarie. Ella contestò le idee di Bernstein, ribadendo la validità dell’accumulazione del capitale in quanto esso poteva espandersi attraverso l’imperialismo. Quest’espansione però avrebbe determinato una tensione tale tra le classi da dover per forza sfociare nella rivoluzione sociale. Grande importanza dedicò alla funzione economica del militarismo, alla critica del centralismo burocratico del partito e quindi allo sviluppo di una "democrazia dal basso" ed è inoltre sua la definizione di classe come «io collettivo».

[modifica] Trotzkismo e stalinismo

Il concetto principale della teoria trotskista è quello dell’estensione della rivoluzione a tutto il mondo e a non restringerla entro i confini di un solo paese. Da qui deriva anche l’idea della rivoluzione permanente sostenuta da Lev Trotskij, peraltro fortemente osteggiata da Josif Stalin (favorevole invece alla teoria del comunismo in un solo paese). Trotzkij credeva che un nuovo Stato socialista non sarebbe stato capace di resistere contro la pressione del mondo capitalista ostile, a meno che la rivoluzione socialista non si fosse rapidamente sviluppata anche negli altri Paesi. Contro questa tesi, subito dopo la morte di Lenin, Stalin si schierò per la costruzione del «socialismo in un solo Paese» entro il territorio dell'Unione Sovietica.

[modifica] Maoismo

Il Maoismo è la dottrina politica fondata sul pensiero e la strategia di Mao Zedong, considerato come uno sviluppo e un adattamento del pensiero marxista-leninista alla specificità cinese. Mao, per esempio, sostenne il ruolo dei contadini nell’ambito rivoluzionario, contrariamente all’egemonia che il marxismo classico attribuisce alla classe operaia. Mao puntava sulla guerra di popolo, la guerriglia di movimento (strategia suddivisa in tre fasi: 1) mobilitazione e organizzazione dei contadini 2) creazione di basi rurali (soviet) e truppe di guerriglieri 3) transizione verso una guerra più convenzionale) e la Rivoluzione culturale. Questa era un modo per far sì che i giovani, soprattutto quelli non iscritti al partito, intervenissero per impedire l’imborghesimento del Partito stesso.

[modifica] Analogie e differenze tra anarchici e marxisti

Camillo Berneri, anarchico italiano assassinato dagli stalinisti in Spagna

Anarchici e marxisti hanno spesso perseguito e condiviso medesimi fini (il fine ultimo del marxismo è l’estinzione dello Stato), combattendo fianco a fianco nelle stesse lotte sociali (es. Consigli ed occupazioni di fabbrica del 1920) e rivoluzioni (es. Rivoluzione spagnola), e militando nelle stesse organizzazioni (es. I Internazionale).

Altrettanto frequentemente anarchici e marxisti si sono scontrati violentemente, nonostante avessero alla fin fine gli stessi obiettivi da raggiungere, a causa delle divisioni ideologiche e soprattutto sull’utilizzo dei mezzi da impiegare per giungere ai fini preposti. Un caso emblematico fu quanto accadde in Spagna durante la rivoluzione, quando molti anarchici (e anche marxisti non allineati alla strategia dell’Unione Sovietica) furono assassinati (es. Camillo Berneri) da sicari stalinisti. Un altro esempio di divisione è quello ingeneratosi tra anarchici e marxisti durante i lavori dell'Associazione Internazionale dei Lavoratori, che portò nel 1872 alla nascita dell'Internazionale anarchica: l'Internazionale antiautoritaria.

Le differenze ideologiche principali tra anarchici e marxisti sono quelle che riguardano il ruolo dello Stato nel periodo di transizione rivoluzionaria, il ruolo dell’avanguardia rivoluzionaria, le classi sociali, la dittatura del proletariato, ecc..

[modifica] Voci correlate

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