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La Rivoluzione spagnola (1936-39)

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Manifesto della CNT-FAI durante la Rivoluzione Spagnola

Il 18 luglio 1936 un sollevamento militare cercò di abbattere la repubblica spagnola. Il giorno seguente la popolazione spagnola - guidata dalla CNT (anarco-sindacalista) e dal POUM (marxista-libertaria) - insorse contro i golpisti del generale Francisco Franco. Inizia così la rivoluzione spagnola ...

La rivoluzione spagnola (luglio 1936- aprile 1939) vide in campo due fronti contrapposti, da una parte i reazionari nazionalisti di Francisco Franco (poi appoggiati anche da Hitler e Mussolini) e dall'altra il variegato fronte repubblicano (marxisti, anarchici, trotzkisty, stalinisti e socialdemocratici), nell'ambito dei quali gli anarchici ebbero una grande influenza e sostegno popolare, anche se dovettero confrontarsi con il violento ostracismo dei marxisti filo-sovietici.

Dopo tre anni di battaglie giunse la sconfitta dei repubblicani, tuttavia la rivoluzione libertaria spagnola è considerato il momento storico più importante dell'intera storia dell'anarchismo e ancora oggi rappresenta il maggior e più significativo esempio di realizzazione del comunismo anarchico.

Premesse rivoluzionarie[modifica]

[[Immagine:Durruti.jpg|left|thumb|Buenaventura Durruti, figura di spicco dell'anarchismo spagnolo, ebbe un ruolo fondamentale tanto nel periodo pre-rivoluzionario quanto in quello rivoluzionario vero eproprio. Morì assassinato in battaglia nel novembre 1936]] Dopo il periodo dittatoriale (1923-1930) del generale Miguel Primo de Rivera, nel 1931 fu proclama la nascita della Seconda Repubblica (1931-1939). Il governo repubblicano si adoperò per distruggere le conquiste sociali ottenute negli anni precedenti, specialmente quelle riguardanti la riforma agraria (1931), per questo ci furono scioperi generali e insurrezioni organizzate in dalla CNT-FAI nel 1932, nel gennaio 1933 - durante il quale successero i gravi fatti di Casas Viejas nel 1933: dopo una rivolta popolare, 22 contadini furono uccisi dai militari, tra cui il leader della rivolta, l’anarchico Francisco Cruz Gutiérrez detto Seisdedos, morto bruciato vivo insieme ad alcuni compagni e familiari nella sua casa, dove si era rifugiato in quanto non aveva accettato di arrendersi - e nel dicembre dello stesso anno. L'anno seguente nelle Asturie i minatori socialisti (anarchici e socialisti) riuniti nell'Uníos Hermanos Proletarios (socialisti e si rivoltarono contro sollevarono con l'intento di attuare una rivoluzione socialista che fu ben presto repressa con la forza. Dal 1934 al 1936, la Seconda Repubblica Spagnola fu governata da una coalizione di centro-destra (comprendente i conservatori cattolici).

Dopo una serie di crisi governative, le elezioni del 16 febbraio 1936 portarono al potere la coalizione di sinistra del Frente Popular (Fronte Popolare), violentemente osteggiata dai partiti conservatori, nazionalisti e ecclesiastici. La vittoria del Frente fu resa possibile anche grazie al mancato appello all'astensione elettorale della CNT, che tacitamente invitava quindi gli anarchici al voto per evitare che un governo reazionario trionfasse ancora una volta (nelle elezioni del 1933 gli anarchici si erano astenuti e aveva trionfato la destra...). Il governo del Frente subì duri attacchi da sinistra, dagli ambienti più rivoluzionari della CNT che li accusa di riformismo, e da destra, ricevendo altrettanti attacchi da chi li considerava comunisti.

Tesserino sportivo di Eduardo Vivancos, atleta ed anarchico spagnolo. Molti degli atleti che dovevano partecipare alle Olimpiadi Popolari Antifasciste furono tra i primi ad impugnare le armi contro il golpe militare.

Tra le varie misure adottate dal nuovo governo vi furono anche le Olimpiadi Popolari Antifasciste, che si sarebbero dovute svolgere dal 22 al 26 luglio 1936 a Barcellona, in contrasto ai Giochi Olimpici "ufficiali" fascisti di Berlino [1]. Le Olimpiadi Antifasciste saranno annullate a causa del precipitare degli eventi: tra il 16 e il 17 luglio 1936, con l'ammutinamento della guarnigione militare del Marocco, Francisco Franco, mettendosi alla guida delle forze reazionarie, iniziò il colpo di Stato militare (i franchisti conquistarono subito le Canarie, il Marocco, buona parte dell'Andalusia, la Castiglia–León, e quasi tutta la Galizia e a Saragozza). Il 18 luglio, mentre i militari golpisti proseguivano nella loro reazione conservatrice contro il recente governo del Fronte Popolare, si generò un vuoto di potere, come conseguenza della debolezza governativa (si succedettero 4 governi in un giorno), in cui si inserirono gli ambienti rivoluzionari della “sinistra” spagnola (soprattutto anarchici e trotzkysti). Ne scaturì quindi una Guerra Civile, i cui partecipanti coprivano l'intera gamma di posizioni politiche-ideologiche dell'epoca:

  • Le file nazionaliste, guidate dal "Caudillo" Francisco Franco, comprendevano i fascisti della Falange, i monarchici, i nazionalisti spagnoli e la maggior parte dei conservatori clericali (i cattolici baschi si schierarono con le forze progressiste I cattolici del partito rosso nella guerra civile). I capi del golpe furono i cuatro generales: Francisco Franco, Emilio Mola, Gonzalo Queipo de Llano e José Sanjurjo. Dopo la morte di Sanjurjo (incidente aereo del 20 luglio 1936) e di Mola, Franco divenne il comandante indiscusso di tutti i nazionalisti: assunse il grado di Generalísimo
  • Nello schieramento Repubblicano stavano la maggioranza dei Liberali, i nazionalisti Baschi e Catalani, i socialisti, i comunisti (stalinisti, trotzkyisti[2] e POUM) e gli anarchici di varia tendenza (CNT-FAI e FIJL).

Ai combattenti spagnoli si aggiunsero da una parte le truppe e le armi inviate in supporto a Franco dal fascismo italiano e dalla Germania Nazista (Corpo Truppe Volontari e Legione Condor) e dall'altra aiuti furono inviati dall'Unione Sovietica (in misura limitata a dire il vero), dal coraggioso governo messicano e da innumerevoli volontari democratici di molte nazioni, collettivamente riuniti nelle Brigate Internazionali.

Un ruolo importantissimo durante la rivoluzione lo ebbero i sindacalisti e in particolar modo quelli di matrice anarco-sindacalista (la CNT-confederazione anarcosindacalista- contava circa 1577000 militanti e la UGT - sindacato di matrice socialista - 1447000).

Prime fasi della rivoluzione (luglio–settembre 1936)[modifica]

20px Vedi, Barcellona,_maggio_1937:_la_controrivoluzione stalinista#Contesto_politico e Anarchici e potere nella rivoluzione spagnola.

[[Immagine:AbelPaz.jpg|thumb|left|160 px|Abel Paz]]

La CNT e l'UGT (sindacato socialista) convocarono lo sciopero generale dal 19 al 23 luglio, quale risposta unitaria tanto al sollevamento militare quanto all'apatia dello Stato. Sin dai giorni precedenti il golpe i comitati di difesa anarchici sorvegliavano le caserme e 3-4 giorni prima del colpo di Stato a Barcellona fu assaltata una nave carica di armi. Ma fu soprattutto durante lo sciopero che molti sindacalisti e rivoluzionari assaltarono le caserme delle forze dell'ordine, impadronendosi delle armi e distribuendole alla popolazione. Fu grazie ai comitati di difesa nati nel 1934 e alle milizie antifasciste che a Barcelona e in quasi tutta la Catalogna le masse anarchiche sconfissero i golpisti guidati da Francisco Franco, come riporta Abel Paz [3]:
Situazione al 23 luglio 1936 dopo il fallimento parziale del golpe a causa della reazine anarchica e antifascista in Catalogna. In celeste le zone controllate dai nazionalisti.
«Il 19 luglio chi aveva un fucile lo prese e si unì in uno sciopero generale che arrestò i militari golpisti. Dopo pochi giorni la gente tornò nelle fabbriche [...] i padroni non c’erano più. Venne spontaneo riprendere a lavorare come avevamo sempre fatto, non più per il padrone ma per noi. Si cominciarono a formare dei comitati; fabbriche e produzione furono organizzate in modo differente. Nell’arco di 15 giorni i soldi erano spariti a Barcellona, i principi economici borghesi erano scomparsi, perché l’esigenza primaria era quella di mangiare [...] Si sviluppò una sorta di baratto, che funzionò perfettamente per circa un mese. Dopo cominciò a diventare molto difficile organizzare la società, a Barcellona eravamo un milione di abitanti. Dunque stabilimmo una retribuzione che fosse sufficiente per vivere. Era un pezzo di carta a cui era associato un valore».

Il 20 luglio, il leader della formazione politica Esquerra Republicana de Catalunya e presidente della Generalitat de Catalunya Lluís Companys[4], accolse una delegazione anarchica della CNT Garcia Oliver e Juan Peiro, mettendosi completamente a loro disposizione [5]

Gli anarchici più radicali criticarono questa posizione collaborazionista con al sinistra borghese e nazionalista catalana, ritenendo che in questa maniera si castrava lo spontaneismo anarchico. Durante questa fase si consolidarono tra i repubblicani due correnti di pensiero: il gruppo radicale della CNT (oltre ad altri gruppi