internazionalismo
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L'internazionalismo è un movimento per sua stessa natura opposto al nazionalismo, allo sciovinismo nazionalista e alla globalizzazione economica, la quale tende, in nome del mercato e del profitto, ad omologare e ad appiattire ogni differenza culturale tra i popoli e le individualità.
L'internazionalismo, pur riconoscendo le differenze esistenti tra le persone e i popoli, ritiene che esse non debbano servire ad avallare le discriminazioni delle persone, ritenendo invece più importante la lotta di classe, la solidarietà e il mutuo appoggio, cioè tutte quegli elementi che sono trasversali alle questioni nazionali.
Indice |
[modifica] L'internazionalismo anarchico
- "La mia patria è il mondo intero" (Risposta di Sante Caserio al giudice che lo interrogava durante il processo a suo carico)
Già prima dell'avvento dell'Internazionale dei lavoratori, gli anarchici hanno attribuito grande importanza all'internazionalismo e alla solidarietà tra gli sfruttati; i libertari, ma anche gran parte dei militanti della cosiddetta sinistra rivoluzionaria, hanno sempre proposto l’unità degli sfruttati e degli emarginati, denunciando i pericoli reazionari insiti nel nazionalismo. Dopo la fuoriuscita dall'Internazionale, il movimento anarchico cercò ugualmente di sviluppare le proprie peculiarità internazionaliste costituendo l'Internazionale antiautoritaria.
L'anarchismo, essendo contro lo Stato, è conseguentemente contro le speculazioni patriottiche, soprattutto quando queste vengono utilizzate al fine di dividere gli esseri umani sulla base della nazionalità d'appartenenza, per questo gli anarchici lottano strenuamente per l'abolizione di ogni frontiera. Infine, per "internazionalismo" alcuni anarchici intendono la creazione di federazioni, sindacati (vedi IWW), libere associazioni ecc., che dal basso verso l'alto formino la struttura della moderna società, libera e antiautoritaria.
[modifica] L'ideale moderno dell'idealismo
Attualmente, l'internazionalismo è comunemente inteso come un apprezzamento delle diverse culture del mondo e quindi come desiderio di pace e fratellanza tra tutti gli esseri umani. Questi internazionalisti si riconoscono unitariamente come "Cittadini del mondo "[1].
Alcuni internazionalisti propongono una sorta di governo mondiale, tra questi anche Albert Einsten [2], il quale giudicava il patriottismo una malattia infantile [3]. Gli anarchici, ovviamente, si oppongono a tale idea, non accettando né la formazione di piccoli Stati e né, tanto meno, la formazione di un unico governo mondiale a cui sottomettersi.
[modifica] Voci correlate
l'Internazionale dei lavoratori
[modifica] Note
- ↑ Uno dei primi ad usare tale definizione fu Diogene di Sinope che, a chi gli chiedeva di dove fosse, rispondeva: "Sono cittadino del mondo intero".
- ↑ Einsten, dopo la II Guerra Mondiale, propose l'idea di costituire una sorta di governo mondiale, in modo da eliminare qualsiasi conflitto tra le varie nazionalità. Tuttavia sono a lui attribuite pure le seguenti frasi: "Qualsiasi governo è, in certa misura, un male"; "L'individuo è degradato a mero strumento; egli diventa materiale umano. […] Nel nostro tempo, la mentalità militare si è fatta ancora più pericolosa che in passato, perché le armi offensive sono diventate molto più potenti di quelle difensive. Perciò essa conduce di necessità alla guerra preventiva. L'insicurezza generale che ad essa si accompagna porta a sacrificare i diritti civili del cittadino al presunto bene dello Stato.
- ↑ "Il nazionalismo è una malattia infantile. È il morbillo dell'umanità". (Albert Einsten).

