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Polizia

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Brutalità  poliziesca
Rappresentazione irriverente di un poliziotto

Il termine polizia designa in maniera generica l'attività  di un corpo dello Stato che detiene il compito di assicurare il rispetto delle leggi emanate dal parlamento. Quando si parla di polizia si può far riferimento:

  1. al corpo incaricato del mantenimento dell'ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini, mediante l'esecuzione degli ordini delle autorità  politiche.
  2. all'agente che appartiene a questo corpo. Esso assume diversi nomi a seconda della forza di polizia a cui appartiene.

La polizia è normalmente presente alle manifestazioni e a qualsiasi evento di grandi dimensioni (sportivo, politico o celebrazioni varie).

Storia[modifica]

La parola "polizia" deriva dalla lingua francese e il suo uso risale al XVIII secolo. In modo indiretto deriva dal latino politc«a e dal greco polis, che significa "città -stato". Da qui deriva il concetto di "politeia", una parola che definisce tutto ciò che ha a che vedere con l'amministrazione della città ; nello specifico la polizia nasce per far rispettare le leggi imposte alla comunità  dal potere politico. Leggi che dovrebbero salvaguardare la sicurezza dello Stato, dei cittadini e delle loro rispettive proprietà .

La polizia è un'invenzione moderna. In effetti, seppur l'impero romano aveva dei funzionari adibiti alla sorveglianza delle dogane, alla disciplina dei cittadini e all'arresto dei criminali, la "polizia" vera e propria inizia, nel senso moderno del termine, solo con l'invenzione dello Stato.

Durante il periodo dell'alto e basso medioevo, il potere di polizia non era distinto e lo stesso sovrano poteva a suo piacere arrestare e fermare un presunto colpevole, nonché punirlo come meglio gli aggradava.

Alla fine del XIII secolo, nella lingua tedesca compare il termine « Polizeiwissenschaft » (letteralmente, « scienza della polizia »), con il quale si definisce una sorta di «scienza dell'ordine» all'interno della comunità . Era un termine ampio, che comprendeva quello che oggi viene chiamato diritto pubblico, la scienza amministrativa, l'economia politica, le questioni sui problemi di salute pubblica, l'urbanistica e la pianificazione territoriale. L'equivalente della « polizia » in senso classico, d'amministrazione dell'ordine pubblico della città , al di là  dei compiti di sicurezza, si ritrova quindi concettualmente per primo negli Stati germanici.

Frequentemente si cita la Marine Police Force di Londra e la City of Glasgow Police, in Scozia, nonché la polizia della prefettura di Parigi, tutte nate nel 1800 e ritenute le antesignane delle polizie moderne. Il corpo di polizia può assumere diversi nomi a seconda dei paesi: gendarmeria, milizia, rangers, ecc. Anche la loro organizzazione varia ampiamente di paese in paese in paese: da locali a nazionali, da civili a militari.

La polizia in Italia: organizzazione e abusi[modifica]

Exquisite-kfind.png Vedi, Violenza della polizia e Il secondo dopo-guerra in Italia: corpi di polizia e repressione della lotta antifascista.
Esempio di violenza usata dalle forze dell'ordine in tenuta antisommossa contro il movimento No TAV in Val di Susa. Nell'immagine si vede un poliziotto che senza remore spara lacrimogeni altamente tossici sui manifestanti (luglio 2011)
Brutalità  della polizia in Spagna; qui ed in altri paesi non si fanno scrupolo ad utilizzare la forza e la violenza per far rispettare la legalità  e l'ordine costituito

In Italia «spetta a Vittorio Emanuele I (francese) re di Sardegna il 'merito storico' della fondazione del Corpo dei Carabinieri Reali con le "Regie Patenti" del 13/7/1814. La nascita dei carabinieri è direttamente collegata all'esigenza delle forze feudali, rappresentate dalla monarchia sabauda e dalla stragrande maggioranza dell'aristocrazia, di ricostituire le condizioni della propria esistenza e del proprio predominio, sconvolte nel profondo dall'invasione francese. Quella che entra in scena è dunque una forza che è espressione e sostegno di un ordine sociale in gravi difficoltà  di sopravvivenza: un disegno destinato a caratterizzare l'intera storia dell'arma, fino ai giorni nostri.» [1]

L'ordinamento attuale prevede 5 forze di polizia:

  • la Polizia di Stato dipendente dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell'Interno.
    Il corpo di Federico Aldrovandi
  • la Guardia di Finanza, dipende direttamente dal Ministro dell'Economia e delle Finanze.
  • la Polizia Penitenziaria dipendente dal Ministero della Giustizia.
  • il Corpo Forestale dello Stato dipendente dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali;
  • il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco è un Corpo civile dello Stato con status di polizia;

Seppur l'uso della forza da parte delle forze di polizia venga strettamente regolamentato dalle leggi, esistono prove in cui le stesse hanno pesantemente abusato dei loro poteri: si va dai "semplici" pestaggi alla violenza durante manifestazioni ed eventi sportivi, sino a veri e propri casi di omicidi; tutti questi abusi, talvolta sono stati compiuti da singole individualità  (quelle che ipocritamente i media chiamano "mele marce"), talvolta invece si è trattato di vere e proprie operazioni illegali che hanno goduto dell'appoggio esterno di alti funzionari dello Stato e della classe politica. Proprio in quest'ottica vanno lette le violenze compiute durante il G8 di Genova del 2001 contro gli antagonisti (omicidio Carlo Giuliani e violenze alla caserma Bolzaneto e alla scuola Diaz) [2] [3]e le vere e proprie torture attuate nei confronti di veri o presunti brigatisti. [4] [5] [6].

Più recentemente sono saliti alla ribalta della cronaca diversi casi di omicidio compiuti dalle forze di polizia [7]:

La polizia per gli anarchici[modifica]

Nuvola apps xmag.png Per approfondire, vedi L'anarchismo e il crimine.

La polizia è un'istituzione autoritaria posta al servizio del governo di uno Stato, avente la funzione di far rispettare le leggi promulgate dallo stesso. La polizia è il ramo esecutivo dello stato, ma in alcuni paesi essa ha un potere molto grande ed ha qualche grado in più di indipendenza dalle indicazioni governative. In quanto tali, l'anarchismo si oppone ad ogni corpo di polizia.

Gli anarchici pensano che la maggior parte dei problemi su cui interviene la polizia sono direttamente o indirettamente creati dall'organizzazione sociale stessa. Così, il furto avviene solo se la proprietà  e / o le disuguaglianze sono presenti nella società . Per questo essi ritengono che in una società  libertaria, gli eventuali problemi sarebbero ridotti al minimo dalla fine delle ingiustizie sociali e dallo sfruttamento dell'uomo sull'uomo, generato dal capitalismo e dalle discriminazioni classiste conseguenti. La polizia ha utilità  non per impedire le ingiustizie ma per mantenere un ordine sociale ingiusto fondato sulla diseguaglianza. Essa quindi mantiene un ordine sociale favorevole alle classi dominanti.

La violenza, compresa la criminalità , ha motivo di esistere solo se sostanzialmente si interiorizza un odio che è legato all'ingiustizia sociale in cui si vive.

Il termine "sbirro"[modifica]

Migranti di Rosarno fronteggiati dalla polizia (2010)

Le forze di polizia, negli ambienti del radicalismo politico o sportivo (ultras), vengono frequentemente chiamati con il nome dispregiativo di sbirri (variante di birri). Il termine deriva dal latino birrum, casacca di colore rosso, probabilmente perché essi una volta vestivano di rosso; fa riferimento ad arcieri o agenti di polizia di guardia in diversi comuni, repubbliche e signorie medievali e rinascimentali. Per estensione il termine è stato applicato per le forze di polizia in servizio in stati e governi invisi di epoche successive a quelle medievali.

Sino all'epoca rinascimentale era conosciuto esclusivamente il termine birro; solo da quel momento in poi verrà  aggiunta la S, anche se lungamente si continuerà  a preferire l'utilizzo del termine originario. Moltissimi anarchici hanno utilizzato la parola birro/i, sbirro/i in documento e testi per definire le forze di polizia. Alcuni esempi:

«Se poi agli effetti naturali dell'abitudine s'aggiunga l'educazione data dal padrone, dal prete, dal professore, ecc., i quali sono interessati a predicare che i signori ed il governo sono necessari; se si aggiunga il giudice ed il birro, che si forzano di ridurre al silenzio chi pensasse diversamente ...» (Anarchia, di Errico Malatesta)
«Sbirri, inorridite, se la dinamite
voi scrosciare udite contro l'oppressor;
abbiamo contro tutti, sbirri e farabutti,
e uno contro tutti noi li sperderem». (Inno individualista)

Citazioni[modifica]

Exquisite-kfind.png Vedi, Citazioni sulla polizia.
  • «Di respirare la stessa aria di un secondino non mi va perciò ho deciso di rinunciare alla mia ora di libertà » (Fabrizio De Andrè - Nella mia Ora di Libertà )
  • «Spesso gli sbirri e i carabinieri al proprio dovere vengono meno / ma non quando sono in alta uniforme e l'accompagnarono al primo treno» modificato (dietro "cortesi pressioni dell'Arma dei Carabinieri") in «Il cuore tenero non è una dote di cui siano colmi i carabinieri / ma quella volta a prendere il treno l'accompagnarono malvolentieri» (Fabrizio De Andrè - Bocca di Rosa)
  • «Una volta ho conosciuto un povero diavolo che non poteva fare altra cosa che il mestiere di bottinaio e che fu ingaggiato dall'ente per le pulizie delle fogne.Quando uno si avvicinava a lui sentiva un gran puzzo,ma vedete, io preferisco ancora sentire l'odore di merda che quella di un poliziotto. Il mestiere di poliziotto è disgustoso.Non posso capire come possano esserci degli uomini così vili per fare un mestiere così sudicio». (Albert Libertad - Ad uno dei poliziotti che lo sorvegliavano in permanenza)

Note[modifica]

Bibliografia[modifica]

  • Adriano Chiarelli, Malapolizia, Newton Compton
  • Michel Foucault, Sicurezza, territorio, popolazione. Corso al Collège de France (1977-1978), Feltrinelli, 2007

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]