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NO TAV

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Il logo del movimento

NO TAV è un movimento attivo nella Val di Susa che si oppone alla realizzazione della nuova linea ferroviaria Torino-Lione, ovvero una parte del Progetto Prioritario 6 pianificato dall'Unione europea per collegare Lione fino al confine ucraino. Alberto Perino è il portavoce storico del movimento[1].

Le ragioni del No alla Torine-Lione

Il sito web No Tav Torino.org espone sinteticamente «le principali ragioni di opposizione alla nuova ferrovia: ognuna di esse rimanda ad una pagina in cui le ragioni vengono motivate e documentate».

Il Movimento No TAV dice NO alla Torino-Liuone in quanto sarebbe un'opera:

  1. inutile, in quanto non giustificata da ragionevoli previsioni di traffico merci e passeggeri
  2. dal costo insostenibile tutto a debito della spesa pubblica e proiettato sulle generazioni future erodendo ulteriormente risorse dedicabili a scuola, sanità , pensioni e stato sociale
  3. con un successivo bilancio di esercizio in passivo da ripianare sempre mediante la spesa pubblica
  4. che favorirebbe la crescita dell'intreccio perverso partiti-imprenditori-mafie: un cancro nel nostro Paese, che le grandi opere alimentano
  5. che avrebbe un impatto devastante ed irreversibile sul territorio attraversato, compromettendo in modo irreversibile risorse ambientali e salute dei cittadini

Altri documenti di approfondimento:

  1. Una breve storia dell'AV in Italia
  2. Le ragioni liberali del NO al TAV Torino-Lyon
  3. Le 150 ragioni tecniche NO-TAV del 2011
  4. Repliche tecniche a luoghi comuni pro-Tav

Documenti specifici:

  1. Progetto definitivo 17/5/2010 per la Galleria de La Maddalena di Chiomonte, a servizio del tunnel di base
  2. Progetto preliminare 10/8/2010 per la porzione italiana della tratta internazionale

Storia del movimento NO TAV

Il movimento NO TAV non ha una vera e propria data di inizio: esso nasce spontaneamente con le prime assemblee pubbliche tenutesi fin dai primi anni novanta nella Val Susa.

Elenco degli episodi cruciali del movimento

Sinteticamente elenchiamo le date più significative degli accadimenti legati alla TAV e alle lotte portate avanti dal movimento NO TAV [2]:

Siamo tutti\e NO TAV!
  • Martedì 26 febbraio 1991
Lorenzo Necci, amministratore straordinario dell'Ente Fs, traccia nel corso di un'audizione davanti alla Commissione Lavori Pubblici del Senato l'architettura della società  finanziaria per l'alta velocità  ferroviaria: nome definitivo Tav (treno alta velocità ), capitale iniziale di 100 miliardi di lire, l'Ente sarà  azionista di riferimento con almeno il 40% del capitale, il resto verrà  da 11 soci bancari (Indosuez, Crédit Lyonnais, Banco di Napoli, Cariplo, Crediop, San Paolo di Torino, Credito Italiano, Comit, Bnl, Bancoroma, Deutsche Bank).
  • Lunedì 22 febbraio 1993
Al Politecnico di Torino, in un convegno organizzato dall'associazione Habitat (tecnici, medici, professionisti, operai, docenti del Politecnico, sindaci e amministratori della Val di Susa) viene fatto ascoltare il rumore dei treni ad alta velocità  che dovrebbero collegare Torino e Lione.
  • Lunedì 28 marzo 1994
A Creta (Grecia) si conclude la seconda Conferenza Paneuropea dei Trasporti (inizio dei lavori il 26 marzo): vengono individuati 9 "corridoi" sui quali nei prossimi 10-15 anni andranno concentrati gli investimenti. L'Italia è interessata dal "Corridoio 5": Venezia-Trieste/Capodistria-Lubiana-Maribor-Budapest-Uzzhorod-Lviv-Kiev.
  • Venerdì 7 ottobre 1994
Il ministro dei Trasporti Publio Fiori annuncia lo stanziamento di 100 miliardi di lire per la realizzazione delle linee ferroviarie ad alta velocità :«Il vero problema, adesso, è la Torino-Lione dove dobbiamo cominciare la progettazione e pensare al finanziamento, visto che solo a noi italiani servono 5.000 miliardi». E poi: «È una grande partita politica che stiamo giocando e che bisogna vincere. In caso contrario già  dai prossimi anni rischiamo di vedere tutto il traffico ferroviario concentrato nel Nord dell'Europa e di esserne tagliati fuori insieme con i Balcani».
Edoardo Massari, anarchico accusato di far parte di una cellula eco-terroristica, incatenato per protesta contro lo sgombero della piscina di Aré
  • Sabato 10 dicembre 1994
Il consiglio europeo di Essen (Germania) inserisce tra i 14 progetti prioritari per il continente quello per la linea ferroviaria ad alta velocità  Torino-Lione, che lungo la direttrice Lione–Trieste–Capodistria–Divaca–Lubiana–Budapest–confine ucraino completerà  il "corridoio" n. 5 fissato dalla Conferenza di Creta del marzo 1994.
  • Sabato 11 marzo 1995
A Firenze si svolge la prima manifestazione delle associazioni contro l'Alta velocità  ferroviaria.
Maria Soledad Rosas il giorno del funerale del suo compagno Baleno
  • Venerdì 23 agosto 1996
Nella notte vengono lanciate due molotov contro una trivella posta nei pressi di Bussoleno (Torino) per verificare la conformazione del sottosuolo. Danni per un centinaio di milioni di lire, sul posto vengono tracciate scritte contro l'Alta velocità  ferroviaria.
  • Mercoledì 27 novembre 1996
All'altezza di Bruzolo (Torino) viene data alla fiamme una cabina elettrica disattivata della linea ferroviaria Torino-Modane. Lievi i danni, vengono lasciate scritte murali contro il Tav.
  • Domenica 26 gennaio 1997
In borgata Crotte di Chianocco (Torino), accanto alla strada provinciale, viene gettato liquido infiammabile sulle parti elettriche e sul quadro dei comandi di una trivella: danni per una ventina di milioni di lire, sul luogo vengono tracciate scritte contro il Tav. Il pubblico ministero Maurizio Laudi, incaricato delle indagini, indica gli anarchici come possibili autori dei sabotaggi.
  • Giovedì 6 febbraio 1997
Nei pressi di Mompantero (Torino) viene fatto saltare un generatore di corrente di un cantiere dove sta operando una trivella: danni per una trentina di milioni di lire, sul posto vengono lasciate scritte contro il Tav.
  • Mercoledì 21 maggio 1997
In località  Moetto (Torino) viene bruciata una trivella per le prospezioni: danni complessivi per circa settanta milioni di lire.
  • Sabato 29 novembre 1997
A Bussoleno (Torino) si tiene una manifestazione organizzata da partiti, sindacati e Chiesa per protestare contro gli attentati all'Alta velocità : sfilano amministratori comunali ed esponenti di partito, la gran massa dei valsusini rimane a casa. Si tratta di un vero e proprio flop: i giornali locali parlano di «pochi cittadini che hanno risposto all'appello lanciato dalle istituzioni».
  • Giovedì 5 marzo 1998
Gli anarchici Silvano Pelissero, Edoardo Massari (detto Baleno) e Maria Soledad Rosas (argentina, detta Sole) vengono arrestati con l'accusa di appartenere alla fantomatica organizzazione eco-terrorista "Lupi Grigi", accusata di essere responsabile di una serie di attentati in Val Susa contro la linea ad alta velocità  Torino-Lione.
  • Sabato 28 marzo 1998
L'anarchico Edoardo Massari detto "Baleno", 35 anni, arrestato il 5 marzo insieme a Silvano Pelissero e Maria Soledad Rosas con l'accusa di far parte dell'organizzazione eco-terrorista "Lupi Grigi", responsabile di una serie di attentati in Val Susa contro la linea ad alta velocità  Torino-Lione, muore suicida nel carcere torinese delle Vallette.
  • Sabato 11 luglio 1998
L'anarchica argentina Maria Soledad Rosas detta Sole, 24 anni, arrestata il 5 marzo insieme a Silvano Pelissero ed Edoardo Massari con l'accusa di far parte dell'organizzazione eco-terrorista "Lupi Grigi", responsabile di una serie di attentati in Val Susa contro la linea ad alta velocità  Torino-Lione, muore suicida nella comunità  "Sottoiponti" di Bene Vagienna, dove sta scontando gli arresti domiciliari. Massari, suo compagno, si era suicidato il 28 marzo.
  • Venerdì 12 ottobre 2001
Il governo italiano e quello francese accettano il programma 2001-2012 per la realizzazione della linea ferroviaria ad Alta Velocità  Torino-Lione. I ministri dei Trasporti, Pietro Lunardi e Jean-Claude Gayssot, inviano una nota alle rispettive Commissioni intergovernative in cui per la prima volta vengono fissate date precise per dare il via ai lavori: progetto esecutivo entro il 2004, partenza dei cantieri nel 2005, completamento entro il 2012.
  • Sabato 31 maggio 2003
Quindicimila persone marciano da Borgone a Bussoleno (Torino) contro l'alta velocità  ferroviaria. Alida Benetto, sindaco di Bussoleno, avverte: «Questa marcia è stata una grande lezione di democrazia, tutti d'ora in poi dovranno capire che prima di entrare nella nostra valle con nuove devastanti infrastrutture dovranno avere anche il consenso delle amministrazioni locali».
Nella foto: un momento della manifestazione del 6 novembre 2005
30 nov 2005 Presidio Venaus
  • Sabato 4 giugno 2005
Uomini di chiesa, agricoltori, famiglie, scolaresche, un paio di bande municipali e un folto gruppo di sindaci, da Venaria a Moncenisio, partecipano a una marcia anti-Tav da Susa a Venaus (tutti i comuni fanno parte della provincia di Torino).
  • Lunedì 31 ottobre 2005
"I No Tav" della Val di Susa fronteggiano per ore la polizia in assetto da guerriglia urbana e riescono a fermare i sondaggi sui terreni alle pendici del Roccia Melone, propedeutici ai cantieri dell'alta velocità  ferroviaria. Le proteste iniziano in mattinata con lo stop ai treni sulla linea ferroviaria internazionale Torino-Modane (bastano alcune decine di persone sui binari alla stazione di Bussoleno), la situazione precipita verso mezzogiorno quando a Mompantero le forze dell'ordine cercano di rimuovere il blocco dei manifestanti (un migliaio guidati da sindaci e assessori di vari comuni della provincia di Torino) che cercano di impedire l'accesso ai luoghi dei sondaggi. Sette persone vengono portate all'ospedale di Susa (tra loro una vigilessa e un carabiniere, tutti vengono dimessi dopo le medicazioni del caso). Una decina di denunce per violenza a pubblico ufficiale, gli ultimi scontri si verificano alle 17.30, in serata i manifestanti lasciano spontaneamente i presidi e la Polizia riprende il controllo della zona.
  • Sabato 5 novembre 2005
All'una di notte, sulla statale 25 del Moncenisio tra Susa e Giaglione (provincia di Torino), grazie a una segnalazione telefonica anonima viene trovato un candelotto contenente 200 grammi di esplosivo da cava sistemato in un contenitore da videocassetta: l'ordigno è privo di innesco e dunque innocuo, secondo gli inquirenti si tratta di un gesto dimostrativo legato alla forte tensione che esiste nella zona contro la progettata linea ad alta velocità  Torino-Lione. In serata quindicimila persone manifestano la loro contrarietà  al progetto con una fiaccolata da Mompantero a Susa.
  • Mercoledì 16 novembre 2005
Convinte che la ferrovia superveloce Torino-Lione possa ancora essere bloccata, decine di migliaia di persone (50-80mila) partecipano allo sciopero generale indetto in Val di Susa e marciano da Bussoleno a Susa (Torino).
  • Lunedì 5 dicembre 2005
La Torino-Lione: Pro, contro e perché: i favorevoli dichiarano che la questa è un collegamento che rientra nei 30 progetti «Ten» dell'Unione Europea. Sergio Romano: «Fra le vie di comunicazione progettate dall'Ue, ve n'è una che interessa particolarmente l'Italia. il corridoio n. 5, destinato a collegare Venezia, Trieste, Capodistria, Lubiana, Budapest, Uzgorod, Leopoli, con ramificazioni per Zagabria, Sarajevo, Bratislava. Se i treni Tav ci collegheranno alla rete francese, la Valle Padana sarà  al centro di un grande sistema viario e ferroviario per i mercati "maturi" dell'Europa occidentale e quelli molto promettenti dell'Europa danubiano balcanica. Se le linee piemontesi verso la Francia rimarranno quelle d'oggi, le merci e i servizi passeranno invece a nord delle Alpi». Andrea Pininfarina, vicepresidente di Confindustria: «Stiamo parlando di un futuro distante quindici, vent'anni: con la crescita del commercio mondiale senza ferrovie veloci a quella data la penisola sarà  diventata un'isola». I NO TAV si oppongono tenacemente a queste considerazioni.
8 dicembre 2005: ritorno a Venaus
  • Martedì 6 dicembre 2005
Nella notte le forze dell'ordine irrompono nel presidio No-Tav di Venaus (Torino) per porre fine all'occupazione dei terreni su cui dovranno essere allestiti i cantieri per la linea ferroviaria Torino-Lione (una ventina di feriti).
  • Giovedì 8 dicembre 2005
I manifestanti No-Tav si riappropriano della piana di Venaus (Torino), ripristinando il presidio distrutto due giorni prima dalle forze dell'ordine. [3]
  • Mercoledì 1 marzo 2006:
A Roma si svolge la seduta inaugurale dell'Osservatorio tecnico sulla linea ad alta velocità  Torino-Lione istituito dal governo dopo gli scontri di Venaus del 6 dicembre 2005 tra manifestanti e forze dell'ordine. Alla presidenza è nominato l'architetto Mario Virano.
  • Mercoledì 26 aprile 2006
Loyola De Palacio, coordinatrice dell'Ue per il corridoio n. 5, presenta in prefettura a Torino, davanti a una cinquantina di sindaci dei comuni della Val di Susa, il rapporto europeo sull'Alta Velocità  redatto dai cinque saggi comunitari: «Per completare studi e approfondimenti sulla Tav abbiamo davanti quattro anni. L'orizzonte di avvio dei cantieri potrebbe essere il 2010».
  • Sabato 7 luglio 2007
Loris Dadam scrive a Lucia Annunziata su La Stampa: «Leggo sull'ultimo numero dell'Economist che i principali operatori ferroviari europei (fra i quali non v'è l'Italia) hanno costituito un'alleanza, chiamata Railteam, per la gestione coordinata della rete ferroviaria europea ad alta velocità . Sul sito www.railteam.eu compare una cartina della rete gestita, dalla quale risulta che già  oggi l'attraversamento Est-Ovest dell'Europa avviene al di sopra delle Alpi».
  • Mercoledì 14 maggio 2008
Confermato dal governo nonostante avesse messo a disposizione il suo incarico, Mario Virano, capo dell'Osservatorio tecnico sulla Torino-Lione, fa sapere che lo stato di avanzamento dei lavori è «in coerenza con il programma previsto» e che entro la fine di giugno potrebbe essere presentata «un'ipotesi praticabile di tracciato».
  • Sabato 28 giugno 2008
Dopo tre giorni di lavori, i sindaci della Valle di Susa trovano un'intesa sulla linea ad alta velocità  ferroviaria Torino-Lione. Mario Virano, presidente dell'Osservatorio tecnico, ottiene il consenso delle comunità  locali per una linea che impegni di meno il territorio: l'uscita della galleria di base viene spostata da Chiomonte a monte di Susa (a lato della galleria autostradale di Mompantero); il tunnel diventa lungo 57,1 chilometri, quattro in più di quelli ipotizzati nel primo progetto, di questi 12,1 sono in territorio italiano. I primi cantieri, si dice, apriranno già  nel 2009.
  • Martedì 30 dicembre 2008

Torino-Lione, respinte dimissioni Mario Virano:

Mario Virano, commissario straordinario del Governo per la Torino-Lione e presidente dell'Osservatorio tecnico incaricato di favorire un percorso concertato con tutte le parti in causa, presenta le sue dimissioni. A inceppare il meccanismo dell'Osservatorio il rifiuto dei due tecnici delegati dai sindaci della bassa Val di Susa a sedere al tavolo per approvare il calendario dei lavori. Il governo conferma la fiducia a Virano.
  • Domenica 10 gennaio 2010
«È inutile che cerchiate di fare il gioco dei manifestanti buoni soverchiati dagli estremisti. Siamo tutti insieme, tutti uguali e determinati, nel limite della legalità : in valle non si pianta nemmeno un chiodo». Le parole di Doriana Tassotti, insegnante di cinquant'anni, aprono il remake del film girato a Venaus tra il 6 e l'8 dicembre del 2005. Cambiano la località  e i panorami - siamo in frazione Traduerivi a Susa - ma copione e protagonisti sono gli stessi. Ieri le forze dell'ordine si sono limitate a controllare a distanza la manifestazione No Tav. Paolo Costa, ex ministro dei Lavori pubblici, parla come numero uno dell'Autorità  portuale di Venezia e dice che «La Tav è un problema sottovalutato: non è solo della Val di Susa, ma di mezz'Italia.»
  • Venerdì 29 gennaio 2010
L'Osservatorio tecnico approva all'unanimità  il tracciato della Torino-Lione: 80 chilometri di ferrovia, il tunnel che collegherà  Italia e Francia sarà  lungo 57 chilometri e non sbucherà  a Venaus o Chiomonte ma a Susa, dove ci sarà  una stazione internazionale e da dove partirà  un'altra galleria di quasi 20 chilometri che arriverà  a Chiusa di San Michele. Al documento manca però l'approvazione dei sindaci dissidenti della Bassa Valle che, per bocca del neoeletto presidente della Comunità  montana Sandro Plano, avvertono: «Quel tracciato è stato approvato senza di noi, che siamo 23 e 23 dei punti più caldi della valle».
Esempio di violenza usata dalle forze dell'ordine in tenuta antisommossa contro il movimento No TAV in Val di Susa. Nell'immagine si vede un poliziotto che senza remore spara lacrimogeni altamente tossici sui manifestanti (luglio 2011)
  • Mercoledì 17 febbraio 2010
A Coldimosso, frazione di Susa (Torino), l'arrivo della quinta trivella per gli scavi della Lione-Torino scatena la reazione di centinaia di manifestanti che mettono sotto assedio gli operai finché le forze dell'ordine non effettuano alcune cariche.
  • Venerdì 19 febbraio 2010
Nuovi disordini in Val di Susa per i carotaggi sul percorso della Lione-Torino destinata a collegare la Francia, il Piemonte, la Lombardia, il Veneto con i Balcani sino all'Ucraina.
  • Mercoledì 22 giugno 2011
Il commissario europeo ai Trasporti Siim Kallas scrive al ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli per avvertirlo che «se i lavori della Tav non partono entro il 30 giugno l'Europa toglierà  i soldi che ha destinato all'opera».
  • Lunedì 27 giugno 2011
Le forze dell'ordine sbaragliano violentemente il presidio No-Tav di Maddalena di Chiomonte (Torino) e consegnano l'area alle ditte Italcoge e Martina che dovranno approntare il cantiere per il cunicolo geognostico della Maddalena, il primo della linea ferroviara Torino-Lione (una trentina di feriti tra agenti e manifestanti).
  • Domenica 3 luglio 2011
Manifestazione organizzata dai comitati No Tav contro la costruzione della nuova linea ferroviaria, partecipano circa 70 mila persone. Violenti scontri si realizzano tra manifestanti e polizia. Prima della partenza Alberto Perino dice: «Non potranno resistere a lungo a questa pressione, ci riprenderemo questa terra. Noi oggi facciamo un assedio pacifico. Noi li facciamo sempre così. Loro un pò meno».
  • Martedì 6 e mercoledì 7 dicembre 2011
Il gruppo di attivisti informatici Anonymous dichiara solidarietà  e complicità  al movimento NO TAV e attacca il sito torino-lione.it e quello del deputato e consigliere comunale del PdL torinese Agostino Ghiglia consecutivamente.[4][5]
  • Da giovedi 8 dicembre a domenica 11 dicembre
Cortei ed eventi vari per ricordare la presa di Venaus dell'8 dicembre 2005. [6]
  • Giovedì 26 gennaio 2012
Un'operazione repressiva della polizia porta all'arresto di 26 militanti del movimento per gli scontri del [[3 luglio] 2011. Numerosissimi anche gli oblighi di dimora emessi, le denunce e i fogli di via. Tra gli arrestati molti appartenenti all'area anarchica.[7]
  • Sabato 25 febbraio 2012
La manifestazione, a cui partecipano diverse migliaia di persone, si conclude con violente cariche nella stazione torinese di Porta Nova. Vittime della violenza della polizia i No TAV milanesi.[8]
  • Lunedì 27 febbraio 2012
Luca Abbà , militante NO TAV, cade da un traliccio dopo aver preso la scossa elettrica. Era salito per bloccare gli espropri che le forze dell'ordine stavano portando avanti dalla mattina. [9] Nei giorni seguenti si susseguono manifestazioni e scontri in tutta Italia. [10]
  • Da mercoledì 11 a giovedì 12 aprile 2012
Manifestazioni in Clarea e in diverse città  italiane per protestare contro le procedure di legalizzazione degli espropri dei terreni privati in cui si costruirà  il cantiere. [11] [12]
Un'anziana valsusina ironizza sulle accuse di infiltrazione anarco-insurrezinaliste nel movimento NOTAV
  • Sabato 21 luglio 2012
Nella notte si verificano violenti tafferugli a Chiomonte. Centinaia di attivisti in azione, ferito capo della Digos di Torino.[13][14]
  • Mercoledì 21 novembre
Si tiene la prima udienza del processo contro i 45 NO TAV, per gli scontri dell'estate 2011 intorno al cantiere di Chiomonte (Torino). Dopo qualche bagarre, l'udienza viene rinviata al 21 gennaio 2013.
  • Giovedì 29 novembre 2012
Agenti della Digos eseguono 19 misure cautelari tra arresti, obbligo di firma o di dimora, e perquisizioni nei confronti di attivisti NO TAV.
  • Lunedì 3 dicembre 2012
Durante il vertice italo-francese, in cui si discute anche del TAV (treno ad alta velocità ) Torino-Lione, tenutosi a Lione, la polizia francese carica pesantemente gli attivisti NO TAV italiani.[15]
  • Sabato 8 dicembre 2012
Il movimento NO TAV, in ricordo dei fatti dell'8 dicembre 2005, svolge una manifestazione per ribadire l'opposizione alla Torino-Lione.
  • Lunedì 14 gennaio 2013
Durante l'inaugurazione della stazione ferroviaria di Torino-Susa la polizia carica i manifestanti NO TAV.
  • Sabato 23 marzo 2013
80 000 persone partecipano alla marcia da Susa a Bussoleno. [16]
Attacco a un cantiere NO TAV
  • Martedì 14 maggio 2013
Alle 3 del mattino, una trentina di attivisti attaccano con un fitto lancio di bombe carta, molotov, bengala e razzi il cantiere No TAV di Chiomonte. [17]
  • Mercoledì 5 giugno 2013
Il processo contro sette No Tav accusati di resistenza per la giornata di lotta alle trivelle del 7 febbraio 2010 si conclude con Quattro condanne a cinque mesi, una da un mese, due assoluzioni.[18]
  • Venerdì 19 luglio 2013
Nella notte tra il 19 e 20 luglio a Chiomonte si verificano violenti scontri tra NO TAV e forze di polizia. Sette gli arrestati tra i manifestanti. [19]
  • Lunedì 29 luglio 2013:
  • In Piemonte la Digos compie diverse perquisizioni contro attivisti NO TAV, alcuni dei quali per la prima volta vengono accusati di terrorismo.[20]
  • Venerdì 1° novembre 2013:
Nella notte tra venerdì e sabato ignoti danno alle fiamme il presidio NO TAV di Vaie.[21]
  • Lunedì 9 dicembre 2013:
Nuova operazione contro i No Tav scattata a Torino: 4 gli arrestati. Numerose le perquisizioni tra le case occupate torinesi.[22]
  • Lunedì 13 gennaio 2014:
« Il Riesame ha confermato gli arresti per i quattro anarchici arrestati il 9 dicembre con l'accusa di aver partecipato all'azione di sabotaggio del cantiere della Maddalena della notte tra il 12 e il 13 maggio dello scorso anno. Accolto interamente l'impianto accusatorio del Gip Giampieri e dei PM Rinaudo e Padalino, che, oltre all'imputazione di uso di armi da guerra, avevano formulato l'accusa di attentato per fini di terrorismo.»[23]
  • Sabato 22 febbraio 2014:
Manifestazioni NO TAV in tutta Italia in solidarietà  ai quattro anarchici NO TAV accusati di terrorismo.[24]
  • Sabato 10 maggio 2014:
Grande manifestazione a Torino di 20 mila persone in solidarietà  con Claudio, Chiara, Mattia e Niccolò (accusati di terrorismo per aver sabotato, secondo l'accusa, un macchinario del cantiere) e contro la Torino-Lione.[25]
  • Venerdì 11 luglio 2014:
Tre attivisti anarchici del movimento vengono arrestati (2 a Milano e uno a Lecce). Viene loro contestata l'accusa di aver partecipato all'assalto notturno al cantiere della Tav di Chiomonte tra il 13 e il 14 maggio 2013.[26]
  • Mercoledì 24 settembre 2014
Chiara, Claudio, Niccolò e Mattia, durante l'udienza in aula bunker leggono ognuno una propria dichiarazione spontanea in cui orgogliosamente ammettono di aver preso parte ad azioni di sabotaggio contro i cantieri NO TAV.[27]
  • Sabato 22 novembre 2014
A Torino 3 mila persone manifestano il proprio dissenso per l'opera ed in solidarietà  ai 4 compagni accusati di terrorismo.[28]
  • Mercoledì 17 dicembre 2014
Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò vengono condannati in primo grado a 3 anni e 6 mesi «per danneggiamento aggravato, porto d’arma da guerra e violenza a pubblico ufficiale.» Cade definitivamente l'accusa di terrorismo.[29]
  • Martedì¬ 27 gennaio 2015:
    NO TAV.jpg
La sentenza di primo grado del maxiprocesso contro 53 No Tav accusati di aver preso parte alle grandi giornate di lotta e di resistenza del 27 giugno e del 3 luglio del 2011 si conclude con 47 condanne, per un totale di 140 anni di carcere, e 6 assoluzioni.[30]
  • Mercoledì 27 maggio 2015
I tre NO TAV Francesco, Graziano e Lucio, accusati inizialmente di terrorismo, sono stati condannati a 2 anni e 10 mesi per l'attacco al cantiere TAV di Chiomonte del 13-14 maggio 2013 e sono stati quindi trasferiti agli arresti domiciliari. [31]
  • Domenica 28 giugno 2015
Nuova manifestazione intorno al cantiere delle Maddalena di Chiomonte a cui hanno preso parte diverse migliaia di persone. Mentre si verificavano tafferugli con la polizia, diversi manifestanti sono riusciti a violare la zona rossa e ad abbattere alcune recinzioni.[32]
  • Domenica 6 settembre 2015
Una manifestazione del movimento si conclude con un attacco al cantiere di Chiomonte che provoca l'arresto di 8 militanti.[33]
  • Domenica 13 settembre
Nuovo attacco notturno al cantiere di Chiomonte, questa volta i fermati dalla polizia sono nove. Gli “arrestati” sono tutti over 60 con alcuni picchi che sfiorano gli 80.[34]
  • Lunedì 19 ottobre 2015
Lo scrittore Erri de Luca viene assolto dall'accusa di istigazione a delinquere per le sue pubbliche dichiarazioni a favore del sabotaggio della Tav.[35]
  • Mercoledì 28 ottobre 2015
Il processo che vede imputati 24 no tav per la manifestazione alla stazione di Condove nel periodo delle trivelle del 20 gennaio 2010 si conclude con 24 assoluzioni.[36]
  • Martedì¬ 8 dicembre
«Dieci anni dopo la prima grande vittoria del movimento Notav, quando l’allora capo del governo decise la sospensione dei lavori previsti nei pressi di Venaus – dopo che quegli stessi terreni furono invasi da decine di migliaia di persone, rompendo le staccionate e buttando fuori le forze dell'ordine – il movimento Notav torna su quelle strade per ribadire, ancora una volta, le ragioni della propria storica opposizione ad un'opera inutile e dannosa»[37]
  • Lunedì 21 dicembre 2015:
Si conclude l'appello del «processo compressore»: viene confermata la condanna di primo grado, rigettata l'aggravante di terrorismo, niente 270 sexies.[38]
  • Martedì 8 marzo:
Si svolge a Venezia la manifestazione «Notav NoGrandiNavi» contro il vertice Renzi-Hollande.[39]
  • Martedì 15 marzo:

Vengono emesse 6 misure cautelari nei confronti di attivisti No TAV. [40]

  • Venerdì 25 marzo:

Si apre le 4 giornate pasquali NO TAV.[41]

  • Lunedì 21 giugno: All'alba di questa mattina è scattata un’ennesima operazione contro il movimento che vede coinvolti 23 notav, tra studenti universitari e ultrasettantenni, residenti in Valle a Torino e in altre città italiane. [42]

Gli anarchici e il movimento NO TAV

Il movimento NO TAV è un movimento trasversale, dalle molte anime, tra le quali vi è anche quella anarchica. La caratteristica peculiare del movimento è quella della partecipazione diretta ed il rifiuto di ogni delega politica, per questo i NO TAV sono capaci di confrontarsi e rapportarsi con tutti e tutte coloro che abbracciano la loro causa, purché non siano fascisti o abbraccino idee politiche discriminatorie. [43]

Gli anarchici sono quindi pienamente inseriti nel movimento, ma non hanno alcun ruolo egemone in ambito decisionale, come molto spesso lasciano intendere i mass media. L'organo sovrano del movimento No TAV è l'assemblea e gli anarchici non le mancano certo di rispetto [44], per questo i valliggiani non temono i militanti del movimento anarchico ma li rispettano come qualsiasi altro militante che porta nel movimento la propria sensibilità .

La volontà  della classe politica, dei media e della magistratura di dividere il movimento in "buoni" (i valsusini) e "cattivi" (gli anarco-insurrezionalisti, i black bloc in primis, ma anche gli autonomi, i non residenti, ecc.) non ha quindi mai fatto presa sui NO TAV, che da sempre rifiutano questo teorema che di tanto in tanto viene riproposto:

«Apprendiamo dai giornali che è stato un risveglio difficile per il popolo No Tav, fatto di arresti e perquisizioni dal cuore della valle fino a Palermo. Un'autentica resa dei conti nei confronti di chi da anni lotta per difendere il proprio territorio e si schiera apertamente contro un'opera inutile e dannosa. Lo schema è quello già  visto altre volte: criminalizzare una parte del movimento per cercare di dividerlo e indebolirlo.Ma la valle e le migliaia di No Tav in questo paese sanno che il movimento è uno solo, senza distinzioni.». (Il "Teorema Caselli" contro la Val di Susa. Non passerà .)

Note

  1. Perquisita la casa del leader No Tav Gli avvisi di garanzia sono 65
  2. Fonte: Torino-Lione, vent'anni dei No TAV
  3. NO TAV Venaus libera 8-12-2005
  4. Anonymous è NOTAV: più chiaro di così ;-) ! Target 1: colpito … attendiamo la seconda puntata!
  5. Anonymous contro TAV: atto secondo
  6. Cronologia dei fatti accaduti l'8 dicembre
  7. NO TAV: operazione in tutta Italia (l'articolo parla di 32 arresti, ma in realtà  sono 26)
  8. La polizia provoca...
  9. Sgombero della baita Clarea, un ferito gravissimo
  10. NO TAV: Presidi in tutta Italia, La Valle resiste sulle barricate, la polizia torna indietro
  11. Val Susa: ore 17. Primo round.
  12. Tagliate reti in Clarea!
  13. Tav, nuova notte di scontri
  14. Passeggiata notturna, ci risulta che...
  15. Lione, sospesi i diritti umani...
  16. 80-000-volte-la-valsusa-resiste-e-non-si-arrende
  17. Attacco al cantiere di Chiomonte, Intervista a Gian Luca Pittavino, leader di Askatasuna
  18. Resistenza alle trivelle. Condannati cinque No Tav
  19. Passeggiata notturna No Tav, DIRETTA, No Tav, violenti scontri a Chiomonte, Libertà  per gli arrestati NO TAV!
  20. Conferenza stampa no-tav-in risposta alle accuse di terrorismo video
  21. Bruciato il presidio NO TAV
  22. Arresti e perquisizioni contro i No Tav
  23. Terrorismo di Stato
  24. Grande giornata di lotta in tutta Italia
  25. Una grande bella giornata
  26. Stamane arresti NO TAV
  27. “C’ero quella notte”, Chiara Claudio Mattia e Niccolò prendono parola
  28. NoTav: migliaia di persone colpevoli di resitere
  29. post — 17 dicembre 2014 at 13:53 3 anni e 6 mesi, cade l’accusa di terrorismo per Chiara,Claudio,Mattia,Niccolò
  30. No Tav, è vendetta di Stato: 140 anni di condanne
  31. Lucio, Graziano e Francesco sono stati condannati a 2 anni e 10 mesi.
  32. La marcia notav rompe i divieti e fa cadere reti e barriere con l’orgoglio!
  33. 8 arresti No TAV nella notte
  34. Nuovo attacco notturno al cantiere NO TAV
  35. Erri de Luca assolto!
  36. Assolti 24 no tav
  37. Dieci anni dopo la valle resiste ancora
  38. Repressione No Tav - Concluso processo "Compressore"
  39. Venezia, in migliaia contro le grandi opere. Idranti contro NoTav e NoGrandi Navi
  40. Sei misure cautelari attivisti No Tav
  41. 4 giorni di resistenza No TAV
  42. Arresti, restrizioni e obblighi di firma: ancora un attacco contro il movimento NO TAV
  43. Il movimento No Tav!
  44. Video intervista all'anarchico Luca Abbà 

Filmografia

  • Fratelli di TAV di Manolo Luppichini e Claudio Metallo (2008). Durata: 60 minuti.
  • Le meraviglie del mondo! di Nicola Palmeri (2006). Durata: 14 minuti.
  • No TAV, gli indiani di valle di Adonella Marena (2005). Durata: 54 minuti.
  • No TAV, fermarlo è possibile, a cura del Centro Sociale Askatasuna e del Comitato di lotta popolare (2006). Durata: 75 minuti.
  • Valle di Susa, le ragioni di un NO di Franca Verda Hunziker e Francesco Chiesa (2006). Durata: 33 minuti. Fotografia: Alberto Moccia.
  • Il vento che fermò il treno a cura di Riccardo Pavia e Oscar Margaira (2008). Durata: 126 minuti. Documentario.
  • Il cartun d'le ribelliun di Adonella Marena (2008). Durata: 85 minuti. Film-documentario.

Voci correlate

Collegamenti esterni