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Murray Bookchin

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Murray Bookchin

Murray Bookchin (New York, 14 gennaio 1921 - Burlington, Vermont (USA), 30 luglio 2006), è stato un anarchico ed ecologista radicale statunitense. Insieme a Noam Chomsky, Colin Ward e pochi altri, Bookchin è stato considerato uno dei pensatori anarchici contemporanei più originali e innovativi.

Biografia

Murray Bookchin, nasce a New York il 14 gennaio 1921, da una famiglia di immigrati russi d'origine ebraica (Nathan e Rose "Kaluskaya" Bookchin, emigrati russi, mentre la nonna materna era stata una rivoluzionaria populista).

La gioventù

Sin da giovanissimo viene attratto dal movimento comunista americano, dal quale però, sin dagli "anni 30", rimane deluso per il suo carattere autoritario e repressivo. Durante la Rivoluzione Spagnola del 1936 si attiva nell'organizzazione della propaganda a favore dei repubblicani spagnoli e solo la sua giovanissima età  gli impedisce di partire per il fronte (in Spagna perderà  due suoi amici).

Il comunismo

Nel 1939 viene espulso dal Partito Comunista Americano con l'accusa di "trotzkismo-anarchico"; per quattro anni va a lavorare in una fonderia nel New Jersey, dove partecipa alla costituzione di un sindacato (aderente al "Congress of Industrial Organization" - CIO -). Dopo aver svolto il servizio militare obbligatorio lavora come operaio nell'industria automobilistica e diventa un attivista del sindacato libertario "United Auto Workers" (nel 1946 partecipa da protagonista anche al grande sciopero nella General Motors). Durante questo periodo (fine "anni 40") comincia a rivedere le sue idee trotzkiste, avvicinandosi agli ambienti del socialismo libertario e dell'ecologismo radicale, senza però cessare i rapporti con i marxisti dissidenti tedeschi. Infatti, nel 1948 collabora con il Movement for a Democracy of Content, un'organizzazione prossima a Lev Trotskij guidata dal tedesco esule negli USA Josef Weber, che pubblicherà  nella loro rivista - Contemporary Issues – A Magazine for a Democracy of Content - diversi suoi scritti.

Ecologismo ed anarchia: l'ecologia sociale

Janet Biehl, compagna di Murray Bookchin

Nel 1952, Bookchin pubblica - sotto lo pseudonimo di Lewis Herber per sfuggire alla persecuzione del maccartismo - un articolo dal titolo The Problems of Chemicals in Food («I problemi dei prodotti chimici nel cibo»). Nel 1958, per la prima volta si definisce anarchico. Negli anni "Sessanta" è attivamente coinvolto nei movimenti della controcultura e della New Left americana, in cui introduce l’idea di ecologia sociale. Nel 1964 inizia la sua prolifica attività  di scrittore con la pubblicazione (sempre con lo pseudonimo Lewis Herber) del suo primo libro, Our Synthetic Environment («Il nostro ambiente sintetico»), in cui denuncia l'impiego di fitofarmaci in agricoltura. Nello stesso anno entra a far parte del Congress of Racial Equality (CORE), un movimento antirazzista. Durante il triennio 1964-1967, pur vivendo a Manhattan, è la principale figura della Federazione Anarchica, di cui è il cofondatore. Il suo innovativo saggio Ecology and Revolutionary Thought («Ecologia e Revolutionary Thought») introduce l'ecologia come un concetto di politica radicale. Nel 1968 fonda un altro gruppo che pubblica l'autorevole rivista Anarchos, in cui trovano spazio questo ed altri saggi innovativi sui problemi della terra, l'ecologismo, fonti energentiche alternative, ecc.

In questo periodo pubblica Listen Marxist!, rivolto ai movimenti politici radicali di quegli anni, in cui sostiene un «anarchismo della post scarsità ». Rispetto al marxismo pensava che «il problema non è quello di abbandonare il marxismo o di cancellarlo... In uno stadio più avanzato di sviluppo del capitale rispetto a quello con cui Marx aveva a che fare un secolo fa, in una fase più avanzata di sviluppo tecnologico rispetto a quanto lo stesso Marx potesse aver previsto, è necessaria una nuova critica, che porti a nuove forme di lotta, di organizzazione, di propaganda, di stili di vita».

Verso la fine di questo decennio, parallelamente alla sua prolifica attività  di scrittore, Bookchin viene chiamato ad insegnare presso la "City University of New York in Staten Island" (una delle maggiori free university americane), senza però trascurare l'attivismo ecologista: già  nel 1963 era stato tra i protagonisti dell'azione di protesta che porta alla cessazione dell'attività  del reattore nucleare di Ravenswood; in seguito entrerà  a far parte di gruppi anti-nucleari come Ecology Action East, Clamshell e Shad e Citizens Committee on Radiation Information.

Tutte queste esperienze lo spingono, nel 1974, a co-fondare nel Vermont, insieme all'antropologo culturale Daniel Chodorkoff, l'Istituto per l'Ecologia Sociale di Plainfield, che acquisirà  col passare del tempo una grande reputazione internazionale per i suoi corsi di ecofilosofia, teoria sociale e tecnologie alternative basate sui principi dell’ecologia sociale. Nello stesso anno comincia ad insegnare presso il Rampart College del New Jersey.

L'ultimo periodo

All'età  di 62 anni smette l'attività  di insegnamento, dedicandosi esclusivamente a conferenze e incontri negli USA, in Canada e in Europa (compresa l'Italia dove partecipa a convegni a Venezia, Milano, Firenze, Torino, Palermo), dove peraltro i suoi articoli circolavano diffusamente, soprattutto presso le organizzazioni anarchiche ed ecologiste. Col peggiorare delle sue condizioni di salute limita progressivamente le sue apparizioni pubbliche (ma non la sua attività ).

Murray Bookchin muore a Burlington, nel Vermont (USA), il 30 luglio 2006.

Il pensiero

Bookchin, dando nuovo vigore e originalità  al pensiero di Pëtr Kropotkin e Élisée Reclus sulla cooperatività  esistente in natura e sul mutuo appoggio, propone un modello di società  strutturata su basi ecologiche, antigerarchiche e autogestionarie, da cui la definizione di ecologia sociale. Bookchin spiega che per comprendere come e quando si sono sviluppati i concetti di gerarchia e di dominio, passo necessario per la loro eliminazione, bisogna ripercorrere la storia delle società  umane, analizzando innanzitutto l'organizzazione delle prime società , le quali erano caratterizzate dall’assenza di rapporti gerarchici e da un rapporto armonioso con la natura. Queste società  sono da lui definite «società  organiche», le quali sono state successivamente soppiantate dalle attuali «società  gerarchiche».

Murray Bookchin ritiene che per risolvere la crisi ecologica attuale è necessario ricomporre il dualismo umanità  e natura, senza però incorrere nell’errore di annullare l’una nell’altra. Per fare ciò egli ricorre all'elaborazione di un pensiero filosofico particolare denominato naturalismo dialettico.

L'ecologia sociale

Exquisite-kfind.png Vedi, ecologia sociale.

Per Bookchin, una visione ecologica della società  permetterebbe di escludere ogni tipologia di sfruttamento e di dominio dell'uomo sull'uomo e dell'uomo sulla natura. Scrive l'anarchico americano:

«Quando la natura può essere concepita o come uno spietato mercato competitivo, o come creativa e feconda comunità  biotica, ci si aprono davanti due correnti di pensiero e di sensibilità  radicalmente divergenti, con prospettive e concezioni contrastanti del futuro dell'umanità . Una porta ad un risultato finale totalitario e antinaturalistico: una società  centralizzata, statica, tecnocratica, corporativa e repressiva. L'altra, ad un'alba sociale, libertaria ed ecologica, decentralizzata, senza Stato, collettiva ed emancipativa.»

Nel suo pensiero libertario l'individuo è collocato all'interno del "tutto" (visione olistica dell'universo) e al di là  di ogni concetto antropocentrico, caratteristica di quasi tutte le discipline sociali, che ha di fatto favorito lo sviluppo del concetto di dominio dell'uomo sull'uomo e dell'uomo sulla natura. Tutto questo genera una descrizione della natura mediante l'utilizzo di parametri antropocentrici, i quali non fanno altro che raccontarcela come oggettivamente gerarchica e autoritaria.

Bookchin evidenzia l'assurdità  e gli effetti nefasti di questa visione dell'universo, proponendo l'esempio delle api: secondo il pensatore americano quella che viene chiamata “Ape Regina” non è una figura dispotica ed autoritaria, come potrebbe farci supporre il nome, ma solo un elemento importante, al pari delle "Api Operaie", della collettività  aviaria. Gli uomini\donne invece “distorcono” questi aspetti della vita delle api, da cui il nome di ape “Regina”, “Operaia” ecc., il che ci fa falsamente pensare ad un’organizzazione sociale di tipo gerarchico, trasponendo poi questa distorsione nell’ambito dell'organizzazione sociale umana. Evidentemente questa visione antropocentrica della natura non fa altro che avallare l'assurda tesi che l'autorità  e la gerarchia siano dei fatti naturali, rafforzando e giustificando di conseguenza la strutturazione verticistica della società  umana.

«Quest'immagine totalizzante di una natura che deve essere domesticata da un'umanità  razionale, ha prodotto forme tiranniche di pensiero, scienza e tecnologia - una frammentazione dell'umanità  in gerarchie, classi, istituzioni statuali, divisioni etniche e sessuali. Ha promosso odi nazionalistici, avventure imperialiste, e una filosofia della norma che identifica l'ordine con dominazione e sottomissione. La realtà , come vedremo, è diversa, una natura concepita come "gerarchica", per non parlare degli altri "bestiali" e borghesissimi caratteri che le si attribuiscono, riflette solamente una condizione umana in cui il dominio e la sottomissione sono fini a se stessi e mettono in questione la stessa esistenza della biosfera.»

Bookchin sostiene quindi la necessità  di ricostruire la società  secondo i principi basi delle "società  organiche", ma non attraverso una politica riformista e parlamentare, bensì mediante la costruzione di una società  nuova, priva di rapporti gerarchici di qualsiasi tipo, possibile attraverso lo sviluppo di una nuova sensibilità , di una nuova razionalità  e di consolidati principi etici che si inseriscano in una prospettiva che egli chiama "umanesimo ecologico".

Il municipalismo libertario

Exquisite-kfind.png Vedi, municipalismo libertario.

La proposta di Bookchin per la nostra società  è il municipalismo libertario, il quale altro non è che l’applicazione politica dei principi dell’ecologia sociale.

Pur se Bookchin modella questo concetto ispirandosi alle poleis greche, si può ritrovare in esso la tradizione americana delle assemblee di villaggio. Questo principio secondo lui si può applicare sia in sperdute comunità  rurali che nelle città  più grandi, divise in opportune "sezioni" ovviamente, l'importante è che il numero delle persone coinvolte resti sotto le 5000. Infine, tali municipi libertari coopererebbero tra loro, anche grazie ad un uso appropriato della tecnologia, attraverso un coordinamento federativo, la cui macrounità  è chiamata bioregione.

Man mano che i municipi entrassero nella confederazione bioregionale, si acuirebbe lo scontro con lo Stato-Nazione e contemporaneamente strapperebbero il controllo della vita economica alle grandi imprese private. A quel punto si svilupperebbe una società  razionale, libertaria, ecologica, in cui il potere strutturale sarebbe in mano alle assemblee di democrazia diretta, animate da una cittadinanza attiva e vivace.

Il municipalismo libertario, inserendosi pienamente nell'ambito dell'anarchismo classico, tenta in sostanza di allargare il conflitto capitale-lavoro collegandolo a quello Comune-Stato.

Bibliografia

Opere di Murray Bookchin

È autore di una ventina di libri. Quelli tradotti in italiano sono:

  • I limiti della città , introduzione di Gianni Scudo, Feltrinelli, Milano 1975
  • Spontaneità  e organizzazione, Edizioni del CDA, Torino 1977
  • Post-Scarcity Anarchism. L'anarchismo nell'era dell'abbondanza., La Salamandra, Milano 1980
  • L’ecologia della libertà , emergenza e dissoluzione della gerarchia, a cura di Amedeo Bertolo e Rossella Di Leo, I edizione Antistato, Milano 1984, I edizione Elèuthera, Milano 1986, V edizione 1998;
  • La crisi ecologica: le sue radici nella società . Problemi e soluzioni, Circolo Culturale Anarchico, Carrara 1984
  • The Modern Crisis, La crisi della modernità , Agalev, Bologna 1988;
  • Per una società  ecologica traduzione, di Roberto Ambrosoli, Elèuthera, Milano 1989
  • Democrazia diretta, traduzione e cura ad opera di Salvo Vaccaro, Elèuthera, Milano 1993 – IV edizione 2005
  • L’idea dell’ecologia sociale traduzione e cura ad opera di Salvo Vaccaro, la Palma-Edizioni Associate, Palermo-Roma 1996

Opere su Murray Bookchin

Scritti vari

Voci correlate

Collegamenti esterni