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Mary Wollstonecraft

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Ritratto di Mary Wollstonecraft (1797)

Mary Wollstonecraft (Londra, 27 aprile 1759 - Londra, 10 settembre 1797) è stata una scrittrice inglese e una femminista ante litteram. Moglie dell’anarchico William Godwin e madre di Mary Shelley, lasciò l’Inghilterra nel 1792 per assistere alla Rivoluzione francese. In quello stesso anno pubblicò il suo celebre manifesto Rivendicazione dei diritti della donna, che influenzerà  i movimenti femministi futuri. Il testo rivendicava la parità  dei diritti della donna, da raggiungere attraverso una radicale riforma del sistema scolastico.

Biografia[modifica]

Mary Wollstonecraft nasce a Londra il 27 aprile 1759 da Elisabeth ed Edward John Wollstonecraft. Seconda di sette figli, a diciannove anni, a causa della rovina economica del padre (ossessionato dalla passione per il gioco), Mary entra nel mondo del lavoro, dapprima aprendo una scuola insieme alle sue sorelle, poi come istitutrice. La brutalità  e la violenza del padre le fa prendere consapevolezza delle ingiustizie subite dalle donne dell'epoca. Si ribella così all'autoritarismo paterno e parallelamente comincia la sua attività  di scrittrice, riversando nei suoi libri la presa di coscienza rispetto alle discriminazioni subite dalle donne.

Nel 1787 pubblica Riflessioni sull’educazione delle figlie, collabora con la rivista «Analitical Review» e frequenta il circolo culturale Johnson. Qui conosce molti intellettuali dal pensiero radicale, come Thomas Paine, sostenitore del diritto di voto alle donne, la femminista Anna Barbauld, l'anarchico William Godwin, i pittori William Blake e Heinrich Füssli. Di quest’ultimo si innamorerà , nascerà  una travagliata relazione destinata però ad interrompersi dopo poco a causa del fatto che lui era già  sposato.

William Godwin, anarchico britannico e marito di Mary Wollstonecraft

Nel 1792 pubblica il celeberrimo Rivendicazione dei diritti della donna (A Vindication of the Rights of Woman), considerato da molti il primo manifesto del femminismo, in cui la scrittrice inglese difende coraggiosamente le donne. Si schiera in favore del miglioramento dell’educazione dei cittadini, di modo che si potesse così giungere ad un maggior rispetto delle donne e alla formazione di figure femminili meno civettuole ma più consapevoli. Allontanatasi da Londra, anche per stare lontano da Fussli, si reca nella Parigi rivoluzionaria; qui entra in contatto con i girondini, intellettuali a favore dei diritti delle donne, con i quali predispone un progetto per l’istruzione popolare. Conosce Gilbert Imlay, un ufficiale dell’esercito americano, del quale si innamora e al quale darà  una figlia, Fanny. La relazione tra i due però è tempestosa, alla fine Imlay decide di lasciarla. Mary non prende bene l'abbandono e in preda ad una crisi depressiva tenta il suicidio.

Superata la depressione, anche grazie ad un viaggio in Scandinavia, si getta anima e corpo nella stesura Lettere scritte durante una breve permanenza in Svezia, Norvegia e Danimarca. Ritorna a Parigi e scopre che Imlay aveva un’altra donna. Disperata, tenta ancora il suicidio. Per fortuna si riprende nuovamente. Con sdegno rifiuta l’ offerta economica di Imlay per provvedere al mantenimento suo e della figlia:

«Le continue tue affermazioni che farai il possibile per provvedere al mio benessere, che per te è solo pecuniario, mi sembra una deplorevole mancanza di tatto. Non è un benessere così volgare che voglio…Volevo solo il tuo cuore…Quando io sarò morta solo il rispetto per te stesso ti faranno aver cura della nostra bambina...Adieu!...» (Londra, 1795)

Mary Wollstonecraft fa ritorno in Inghilterra dove, nel gennaio del 1796, ritrova il filosofo e saggista anarchico William Godwin, figura di spicco tra i letterati radicali, che aveva già  conosciuto nel 1791 e con il quale allora non s’era trovata in sintonia; nell’agosto dello stesso anno Mary comincia la stesura del romanzo L’oppressione della donna.

Tra i due inizia una relazione, Mary rimane incinta e solo allora decidono di sposarsi per mettere a tacere ai pettegolezzi che si levavano soprattutto contro Mary. Il fatto che i due si sposassero quando lei aspettava un bambino, scandalizzava certamente la società , ma non certo Godwin, che nel suo Political Justice si era dichiarato favorevole all’abolizione dell’istituto matrimoniale.

Dopo il matrimonio, celebrato il 29 marzo 1797, i due vanno ad abitare in due case adiacenti, in modo da conservare ciascuno la propria indipendenza. Ma la loro unione dura pochi mesi: il 30 agosto 1797 Mary Wollstonecraft dà  alla luce la sua seconda figlia: la futura scrittrice Mary Shelely (autrice del romanzo Frankenstein). Le conseguenze del parto saranno però fatali alla madre, che muore il 10 settembre seguente di setticemia.

Godwin, che adottò la piccola Fanny, scrisse al suo amico Thomas Holcroft: «Credo fermamente che non esistesse una donna eguale a lei al mondo. Eravamo fatti per essere felici e ora non ho la minima speranza di esserlo mai più».

Il pensiero[modifica]

«Le donne sono private della capacità  di ragionare, come i soldati.» (Mary Wollstonecraft)

Nei suoi scritti Mary Wollstonecraft punta l'indice contro la discriminazione della donne. Lei riteneva che la natura avesse certamente creato delle differenze tra i generi sessuali, ma che la civiltà  le avesse incrementate, anche attraverso un'educazione di stampo sessista. Infatti, l'istruzione cattiva ed insufficiente era per lei alla base della miseria delle donne e per questo proponeva una riforma dell'istituto scolastico, capace di "produrre" individui migliori (classi miste - maschi e femmine - ed integrazione dell'educazione scolastica con quella casalinga). Non negava l'esistenza di donne sciocche e superficiali, ma ciò non era dovuto a fattori biologici, bensì all'educazione finalizzata proprio alla concezione di figure femminili di questa tipologia.

Nel celeberrimo Vindication of the Rights of Woman (1792) così descrive la condizione femminile dell'epoca :

« Le donne si trovano dovunque a vivere in questa deplorevole condizione: per difendere la loro innocenza, eufemismo per ignoranza, le si tiene ben lontane dalla verità  e si impone loro un carattere artificioso, prima ancora che le loro facoltà  intellettive si siano fortificate. Fin dall'infanzia si insegna loro che la bellezza è lo scettro della donna e la mente quindi si modella sul corpo e si aggira nella sua gabbia dorata, contenta di adorarne la prigione. Le donne, assieme agli uomini, sono rese deboli e amanti del lusso dai piaceri rilassanti che il benessere procura; ma in aggiunta a questo, sono rese schiave della propria persona, e devono renderla attraente in modo che l'uomo presti loro la sua ragione per guidarne bene i passi malsicuri»

A questo proposito, la Wollstonecraft polemizza con James Fordyce, John Gregory e Jean-Jacques Rousseau, che nei loro scritti negavano alle donne il diritto all'educazione; Rousseau, nell'Émile (1762), riporta infatti che le donne avrebbero dovuto essere educate in modo da piacere all'uomo.

In A Vindication of the Rights of Men («Rivendicazione dei diritti degli uomini»), del 1790, la scrittrice inglese risponde al testo di Edmund Burke Riflessioni sulla Rivoluzione francese, nel quale, contro le moderate riforme liberali introdotte in Francia nel primo periodo della Rivoluzione, veniva difesa la monarchia britannica, l'aristocrazia e la Chiesa d'Inghilterra. La Wollstonecraft, al contrario, attacca i privilegi nobiliari e difende il regime repubblicano, unendosi al coro dei difensori della Rivoluzione (es. Thomas Paine) contro lo schieramento degli oppositori conservatori e reazionari.

Le opere di Mary Wollstonecraft sono state lungamente ignorate, finché dagli anni Sessanta del XX secolo i suoi scritti tornarono finalmente alla ribalta grazie all'ondata femminista. Nel periodo successivo emergerà  una nuova immagine della scrittrice, vista come prodotto della sua epoca e tuttavia viene rilevata la continuità  del suo pensiero con le successive correnti femministe.

Opere[modifica]

Di Mary Wollstonecraft (tradotte in italiano)[modifica]

  • I diritti delle donne - Edizione integrale, a cura di F. Ruggieri, Roma, Edizioni Q 2008
  • Sui diritti delle donne, a cura di B. Antonucci, Milano, Rizzoli 2008
  • Scritti sulla Rivoluzione francese, a cura di R. A. Modugno, Soveria Mannelli, Rubbettino
  • Lettere scandinave, a cura di L. Pontrandolfo, Bari, Palomar di Alternative 2005
  • Tempo di rivoluzioni. Sui diritti degli uomini e delle donne, a cura di C. Vivian, Santa Maria Capua Vetere, Spartaco 2004
  • Lettere d'amore, a cura di R. Colombo e F. Ruggieri, Verona, Essedue 1983
  • Lettere scritte durante un breve soggiorno in Svezia, Norvegia e Danimarca, a cura di Massimo La Torre, traduzione di Sofia Scerbo, Soveria Mannelli, Rubbettino 2011

Su Mary Wollstonecraft (tradotte in italiano)[modifica]

  • José Gutiérrez Alvárez, Paul B. Kleiser, Le sovversive, Bolsena, Massari 2005
  • Roberta A. Crocetta Modugno, Mary Wollstonecraft. Diritti umani e Rivoluzione francese, Soveria Mannelli, Rubbettino 2002
  • William Godwin, Ricordo dell'autrice de «I diritti della donna», a cura di S. Bertea, Soveria Mannelli, Rubbettino 2003
  • Paola Partenza, Sguardo e narrazione. Quattro esempi di scrittura femminile. Wollstonecraft, Hays, Austen, Gaskell, Roma, Carocci 2008
  • Sheila Rowbotham, Donne, resistenza e rivoluzione, Torino, Einaudi 1977

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]