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Bob Black

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Bob Black
Bob Black (Detroit, 4 gennaio 1951 -), pseudonimo di Robert Charles Black Junior, è un anarchico statunitense conosciuto per le sue radicali critiche al lavoro, inteso come sacrificio umano in nome della produzione.

Biografia

Bob Black nasce a Detroit il 4 gennaio 1951. Inizialmente si avvicina agli ambienti comunisti americani ma, rimasto deluso dal loro carattere autoritario, ben presto si avvicina all’anarchismo, divenendone un attivista di rilievo. Nonostante non possa essere definito un anarco-primitivista in senso stretto, le sue opere sono influenzate, ed hanno a loro volta influenzato, proprio gli ambienti primitivisti. Ha scritto centinaia di articoli per numerose riviste ecologiste radicali (es. Green Anarchy), ma anche per prestigiosi giornali quali Wall Street Journal, le Village Voice, Semiotext(e), Re-Search.

Laureato in scienze sociali, ha pubblicato diversi saggi tra cui My Anarchism Problem, Anti-Nuclear Terror, Radical feminists e Feminism as Fascism, in cui affronta e relaziona tematiche ecologiste, sessiste, razziste e autoritarie. Nel 2002 ha pubblicato Anarchy and Leftism.

L’opera che lo ha reso maggiormente conosciuto è The Abolition of Work and Other Essays (”L’Abolizione del lavoro ed altri saggi”) tradotta in 7 lingue, nel quale afferma che solo il 5% del lavoro svolto nella moderna società  è realmente necessario.

La società  del lavoro e la libertà 

Copertina di un numero di Green Anarchy, rivista alla quale Bob Black ha collaborato attivamente

Black definisce il lavoro come l’attività  produttiva coatta posta in atto dai mezzi di produzione economici e dal potere politico, fornendo numerosi dati attraverso i quali dimostra che gran parte della miseria del mondo è legata allo sfruttamento del lavoro e dei lavoratori. L’élite privilegiata, che detiene il potere politico-economico, educa il popolo, mediante metodi più o meno repressivi, all’accettazione dell’autorità  e delle sue mistificazioni sul lavoro: «Il lavoro nobilita l’uomo», «Il lavoro è libertà », ecc. La crudeltà  di questo sistema è evidenziata anche dall’altissimo numero di incidenti che debilitano e uccidono migliaia e migliaia di lavoratori.

In un sistema strutturato in questa maniera evidentemente la parola libertà  assume un significato meramente ipocrita. La vita diventa monotona e regolare, le persone non hanno alcun tempo da dedicare a loro stessi e agli altri. Black dice che la maggior parte dei lavoratori non sono felici della loro esistenza né delle condizioni in cui lavorano, tuttavia l’ideologia dominante della società  attuale tende a glorificare il lavoro e a zittire in questo modo i dissensi interni.

La critica di Black non risparmia il marxismo che, così come il capitalismo, loda il lavoro e il lavoratore mediante l’uso di un linguaggio in tutto simile a quello della società  liberal-capitalistica. Il socialismo di Stato non è quindi diverso dal capitalismo, in quanto mantiene un'aberrante logica produttivista in cui il lavoratore serve lo Stato anziché un padrone borghese.

L'abolizione del lavoro

In L'Abolizione del lavoro, il testo più conosciuto di Black, sono evidenti i riferimenti ad altri pensatori rivoluzionari come Charles Fourier, William Morris, Paul Goodman, Marshall Sahlins e Paul Lafargue. Egli attribuisce al lavoro la principale responsabilità  dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo, poiché impedisce la reale libertà  delle persone, svolgendo una funzione di controllo sociale e costringendo le stesse a vivere per il lavoro, la produzione e il consumo. Come alternativa all’alienazione del lavoro moderno Black propone una rivoluzione ludica, cioè l’uso del gioco come mezzo per scardinare la ripetitività  del lavoro e i suoi eccessi, che impediscono il reale controllo della vita.

Infatti Black ritiene che le “società  primitive” (es. cacciatori-raccoglitori), ma anche quelle medioevali, fossero più felici, proprio perché dedicavano molto tempo al gioco. Egli ritiene che in futuro la maggior parte dei lavori, soprattutto quelli legati all’industria e ai servizi, potrebbero scomparire e quindi l’uomo\donna disporrebbe dei mezzi per recuperare la propria consapevolezza mediante un uso appropriato del gioco, svolto volontariamente e in piena libertà .

Voci correlate

Collegamenti esterni