economia partecipativa
Da Anarchopedia.
L'economia partecipativa (o ParEcon, da Participatory Economics), è la proposta di un sistema economico che utilizza sistemi di decisione partecipati come un meccanismo economico per guidare la produzione, il consumo e l'allocazione di risorse in una data società. Proposta come una alternativa alle contemporanee economie capitalistiche e di mercato ed anche come alternativa alle economie pianificate degli stati socialisti, viene descritta come una visione economica anarchica. È emersa dal lavoro dell'attivista e teorico politico Michael Albert e da quello dell'economista radicale Robin Hahnel, iniziati negli anni 80 e 90.
Il concetto di economia partecipativa comunque ha origini anche nel marxismo classico, dato che Marx credeva che durante la fase iniziale del comunismo (socialismo), l'intera classe lavoratrice dovesse gestire collettivamente l'economia nazionale.
I valori sottointesi che il parecon intende implementare sono l'equità, la solidarietà, la diversità e l'autogestione. Propone di raggiungere questi fini principalmente attraverso i seguenti mezzi:
- consigli di lavoratori e di consumatori utilizzando metodi autogestivi per prendere decisioni
- complessi di lavoro bilanciati
- remunerazione a seconda di sforzi e sacrifici
- pianificazione partecipativa degli spazi urbani
Albert e Hahnel sottolineano che il parecon intede solamente implementare una teoria economica alternativa e che deve essere accompagnato da egualmente importanti visioni alternative nei campi della politica e della cultura.
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[modifica] Struttura organizzativa
[modifica] Principio decisionale
Una delle proposizioni primarie del ParEcon è che tutte le persone dovrebbero avere una possibilità di scelta in ogni decisione proporzionata al grado dalla quale ne sono influenzati. Per esempio un individuo che lavora da solo su una scrivania dovrebbe avere un controllo praticamente completo dell'organizzazione del proprio tavolo, fino a che questa organizzazione non abbia effetti deleteri per altri. La stessa logica implica che, in contesti più socialmente interattivi, il potere decisionale sarebbe relativamente più disperso ed inclusivo, distribuito in proporzione al grado con cui gli attori sono influenzati dalle decisioni. Robin Hahnel ha spiegato il principio portando l'esempio dell'inquinamento:
"Se solo i residenti della circoscrizione 2 di Washington, D. C. avvertono di essere negativamente influenzati da un inquinante rilasciato sulla circoscrizione 2, allora la circoscrizione 2 è la regione rilevante. Ma se la federazione rappresentante tutti i residenti di tutte le circoscrizioni di Washington DC decide che un inquinante nella circoscrizione 2 influenza i residenti di tutte le circoscrizioni, allora l'intera città di Washington è la regione rilevante. [...] Comunque la procedura di cui sopra nel processo annuale di pianificazione protegge l'ambiente sufficientemente solo se i residenti presenti nella regione di impatto sono gli unici che soffrono conseguenze negative. Gli interessi delle future generazioni devono essere protetti tramite un processo partecipativo di lungo periodo, e da un movimento ambientalista attivo."
Questo principio decisionale viene spesso chiamato autogestione. Nel parecon, sostituisce la comune concezione della libertà economica, che gli autori spiegano essere un concetto inadeguato e fuorviante, incapace di provvedere una guida utile per le situazioni nele guali le libertà delle persone confliggono. Si afferma che la sua stessa vaghezza ne ha permesso l'abuso da parte degli ideologhi capitalisti. Nell'"ABC dell'Economia Politica" e in "Giustizia e Democrazia Economica", Hahnel offre critiche di un concetto diffuso, come formulato da Milton Friedman in "Capitalismo e Libertà". Per esempio, Hahnel asserisce che: "il primo problema, con la maniera con la quale Milton Friedman concettualizza la nozione che le persone debbono avere un controllo sulle proprie vite economiche, è che semplicemente si serve di ragionamenti circolari, differendo tutti i problemi ad un sistema di diritti di proprietà non specificato. [...] Il secondo problema è che mentre Friedman ed altri campioni del capitalismo decantano sull'argomento della libertà economica, hanno curiosamente molto poco da dire su quale sia un migliore o peggiore sistema dei diritti di proprietà. [...] Quello che è assente totalmente è ogni tentativo di sviluppare criteri per migliorare o peggiorare la distribuzione dei diritti di proprietà."
[modifica] Assemblee di consumatori e produttori
Per mettere in pratica il principio decisionale, una economia partecipativa si organizzerebbe in assemblee di consumatori e di produttori. Molti individui parteciperebbero ad entrambi i tipi di assemblee.
Geograficamente, queste assemblee possono essere collocate nei consigli di quartiere, di città o regionali. Le decisioni sono raggiunte attraverso il consenso, voti di maggioranza o in altre maniere compatibili con il principio. Ciascuna assemblea puó scegliere il metodo piú appropriato.
Decisioni locali come la costruzione di un giardino possono essere prese nella assemblea dei consumatori del quartiere o della cittá, magari interagendo con le assemblee di produttori della cittá o del paese. Decisioni che coinvolgono tutto un paese, come la costruzione di un sistema di trasporto di massa ad alta velocitá, sarebbero discusse dall'assemblea di consumatori del paese, se possibile interagendo con il consiglio di produzione della cittá dove i materiali sono prodotti, o anche con assemblee di produttori del paese o internazionali.
Le assemblee di produttori corrispondono, ove possibile, alle assemblee di lavoro in ogni luogo di lavoro, e i luoghi di produzione simili si fondono per posizione geografica e lingua in assemblee via via piú larghe.
[modifica] Complessi di attività
Alcuni lavori ed attività sono più confortevoli di altre, mentre alcune attività conferiscono maggiori poteri. Per raggiungere una suddivisione equa del lavoro, viene quindi proposto che ogni persona debba compiere una varietà di attività, che, complessivamente, conferiscano agio e potere medi.
Per esempio, qualcuno che lavora come "facilitatore" per un anno, potrebbe successivamente aver bisogno di lavorare in una acciaieria, o in un altro posto di lavoro non confortevole, per un anno, o altrimenti non riceverebbe un salario più alto della media. Questo assicura che non si sviluppi una classe di coordinatori.
Questo articolo è in corso di traduzione da en:participatory economics.
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