Correnti anarchiche
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Le correnti anarchiche possono sommariamente distinguersi in base ai mezzi utilizzati e ai fini preposti: in base ai fini possiamo distinguere due correnti fondamentali: il comunismo-anarchico e l’anarco-individualismo. In base ai mezzi, in particolare in base all'organizzazione, si possono differenziare gli stessi in organizzatori (generalmente comunisti) e spontaneisti (generalmente individualisti).
Per una maggior comprensione del complesso intreccio tra le varie correnti e tendenze anarchiche, si veda l'albero genealogico dell'anarchismo.
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[modifica] Individualismo e Comunismo
- Individualismo. Uno dei primi "teorici" dell’anarco-individualismo, seppur parlare di teoria può essere eccessivo, è stato Max Stirner con il suo "L’unico e la sua proprietà" ([1]). Il pensiero stirneriano, che successivamente affascinò e influenzò Friedrich Nietzsche (altro esponente che, seppur non anarchico, ha influenzato questa corrente di pensiero)[1], si fonda sul fatto che la misura della libertà è solo ed esclusivamente l’individuo, ovvero tutto ciò che è esterno (superiore) ad esso è frutto della coercizione e della violenza istituzionale. Anche tra gli individualisti esistono delle correnti di pensiero differenti, alcuni si rifanno al pacifismo (tra questi andrebbero pure collocati gli educazionisti, i quali ritengono che solo l’educazione possa abbattere il sistema autoritario attuale), altri all’insurrezionalismo, altri ancora all’azione diretta (violenta o meno), al radicalismo ecologista ecc. Oltre a Stirner, altri esponenti di rilievo dell’individualismo furono gli americani H.D.Thoreau, Tucker e Lysander Spooner; i francesi Emile Armand e Charles August Bontemps; gli italiani Renzo Novatore, Gaetano Bresci, Michele Angiolillo ecc.
- Comunismo anarchico. Il comunismo è una pratica rivoluzionaria tendente a distruggere il sistema capitalistico-borghese, definibile con la massima "da ognuno secondo le sue possibilità a ognuno secondo i suoi bisogni".
- Il fine a cui aspirano i comunisti anarchici è comune a tutte le correnti rivoluzionarie della sinistra: libertà ed eguaglianza.
Le idee e i mezzi adoperati dalle varie tendenze comuniste, tra cui quelle legate all'anarco-sindacalismo (e al sindacalismo rivoluzionario in genere) che vedono nell’azione diretta (sabotaggi, sciopero generale ecc.) il mezzo per abbattere il sistema capitalistico, tuttavia divergono su due punti fondamentali:
- la modalità d’azione all’interno dello Stato borghese: per gli anarchici lo stato è da abbattere immediatamente, seppur attraverso mezzi diversi; al contrario per i marxisti è necessaria una fase “transitoria” in cui occorre “'farsi Stato”;
- il passaggio dalla fase di distruzione del sistema borghese a quella costruttiva della nuova società: attraverso l'egemonia del partito-guida per i marxisti; per gli anarchici con l'autogestione e la partecipazione popolare (mediante un'organizzazione più o meno strutturata, secondo gli organizzatori, attraverso la libera iniziativa individuale, per gli antiorganizzatori).
[modifica] Organizzatori e spontaneisti
Gli spontaneisti (generalmente individualisti anarchici) ritengono che l’organizzazione strutturata e formale contenga i germi dell’autoritarismo, per questo gli individualisti sono tenacemente antiorganizzatori. Anche la corrente di pensiero kropotkiniana (attualmente sostanzialmente marginale, se non del tutto inesistente) ritiene che l’organizzazione sia un ostacolo al libero fluire degli eventi che dovrebbero naturalmente condurre al comunismo anarchico.
Gli organizzatori (generalmente comunisti anarchici) si suddividono in base alle modalità della stessa: organizzazioni di sintesi e organizzazioni di tendenza. Le prime sono le organizzazioni in cui si entra in quanto anarchici, senza altra distinzione, vi convivono quindi educazionisti, comunisti, sindacalisti, insurrezionalisti e persino individualisti (es. Federazione Anarchica Italiana); l’organizzazione di tendenza è invece quella in cui si richiede omogeneità, teorica e pratica, ai militanti (es. Federazione dei Comunisti Anarchici).
[modifica] Altre tendenze anarchiche
Esistono altri filoni di pensiero non facilmente collocabili entro un raggruppamento ben definito:
- L’anarchismo cristiano concepisce l’esistenza di Dio, ritenendo però che ogni istituzione (compresa la Chiesa) che si frappone tra Dio e l’individuo, è da eliminare in quanto strumento repressivo e autoritario.
- Murray Bookchin pone le basi del suo pensiero libertario nel classico conflitto capitale-lavoro allargato a quello Stato-comune, il tutto inserito in una visione olistica ed ecologica (ecologia sociale e municipalismo libertario).
- L’anarco-femminismo è un movimento, sviluppatosi a partire dagli "anni 60" del XX secolo, che unisce i principi dell’anarchismo con quelli del movimento femminista. Questa tendenza antiautoritaria ha gli stessi fini dell’anarchismo: lotta al patriarcato, all’autorità, alla gerarchia, al sessismo ecc. e costruzione di una società fondata sulla libertà, l’egualitarismo, l’autogestione ecc.
- Il post-anarchismo indica quelle filosofie anarchiche sviluppate nel quadro del pensiero post-strutturalista (es. Gilles Deleuze e Michel Foucault), di quello post-femminista (es. Judith Butler) e di quello post-marxista (es. Ernesto Laclau, Jean Baudrillard e Chantal Mouffe), senza tuttavia dimenticare l’anarchismo classico (es. Emma Goldman e Max Stirner soprattutto) e la psicanalisi. Il termine post-anarchismo è stato coniato da Saul Newman nel saggio "Da Bakunin a Lacan", in cui l'anarchismo del 19° secolo viene riletto soprattutto alla luce del post-strutturalismo (di cui egli vede in Max Stirner un precursore). Il post-anarchismo non intende quindi superare l’anarchismo ma fornirgli nuovi strumenti di comprensione della realtà, trovando quindi nuove teorie e pratiche con cui rapportarsi al sistema autoritario attualmente in atto, che è diverso rispetto a quello del XIX° e XX° secolo.
- L’anarco-capitalismo è invece una corrente che, in Europa, viene speso vista come una degenerazione dell’anarchismo. Gli anarco-capitalisti (meglio sarebbe definirli ultra liberisti) si definiscono anarchici perché auspicano l'abolizione dello Stato, che viene considerato come l'espropriatore dei beni degli individui i quali, se lasciati liberi di scambiare merci e servizi, potrebbero fare a meno del leviatano. In pratica, trattasi di una forma estrema di liberalismo che porta alle ultime conseguenze i concetti di lasseiz-faire e di limitazione dei poteri dello Stato, cioè fino alla totale abolizione. Massimo esponente dell'anarco-capitalismo è Murray Rothbard, il quale rivendica, impropriamente (vedi approfondimenti in anarco-capitalismo), le proprie radici nel radicalismo anarcoindividualistico degli Stati Uniti di fine ottocento, in cui si diffusero le idee di Josiah Warren, Lysander Spooner e Benjamin Tucker.
[modifica] Considerazioni
Le differenze interne all’anarchismo sono ben lontane dall’essere sostanziali e sono più che altro formali. L’abolizione dello Stato e di ogni forma di “transitorietà” dello stesso, il rifiuto della gerarchia e dell’autorità, il principio federativo, l’associazionismo e l’autogestione, sono tutti elementi comuni al pensiero anarchico.
E’ tuttavia innegabile che queste divisioni in correnti, tendenze e sottotendenze varie non abbiano giovato agli anarchici, soprattutto se queste sono state utilizzate per dividere il movimento e non per arricchirlo con le sue diverse peculiarità, e per questo, alcuni di essi, preferiscono definirsi "anarchici senza aggettivi". Lo stesso Errico Malatesta comprese bene la vacuità di queste divisioni: <<Per conto mio non vi è differenza sostanziale, differenza di principi tra “individualisti” e “comunisti anarchici”, tra “organizzatori” e “antiorganizzatori”; e si tratta più che altro di questioni di parole e di malintesi, inaspriti ed ingigantiti da questioni personali. (...) Ed in quanto all’organizzazione o alle organizzazioni nel senso del partito, vi è forse chi vorrebbe che gli anarchici restassero isolati gli uni dagli altri? Certamente che no. (...) Io dissi che “nei loro moventi morali e nei loro fini ultimi anarchismo individualista e anarchismo comunista sono la stessa cosa o quasi”. La questione, secondo me, non è dunque tra “comunisti” e “individualisti”, ma tra anarchici e non anarchici. >>. (Lotta e rivoluzione quotidiana)
[modifica] Voci correlate
Elenco spazi anarchici e libertari in italia

