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Consiliarismo

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Il primo governo della Repubblica dei Consigli di Monaco. Al centro, seduto, si può vedere Erich Muhsam.

Il comunismo consiliarista o consiliarismo è un concetto emerso nella sfera ideologica del comunismo marxista. Questo pensiero nasce nel nord Europa grazie ad alcuni intellettuali prossimi al luxemburghismo (il tedesco Otto Rühle, gli olandesi Herman Gorter e Anton Pannekoek, i tedeschi emigrati negli USA Paul Mattick e Karl Korsch) ed estremamente critici rispetto al marxismo-leninismo e alla concezione gerarchica dei tradizionali dei partiti comunisti, che li ha portati a sviluppare un'interpretazione in chiave libertaria del marxismo.

Il consiliarismo non solo ha notevolmente coinvolto anche l'anarchismo, ma probabilmente le sue stesse origini affondano nel socialismo libertario delle frange anarchiche presenti nella I Internazionale.

Principi[modifica]

Il Consiglio operaio si fonda principalmente sulla democrazia popolare diretta e sull'autogestione, consentendo quindi ai lavoratori di un'azienda di essere protagonisti in prima persona dello sviluppo della stessa.

Per i consiliaristi o comunisti di sinistra, il Consiglio operaio impedirebbe il perpetuarsi della dinamica del capitalismo o della democrazia rappresentativa attuale, dove le decisioni vengono prese dai centri di potere e sui quali i lavoratori non hanno alcun controllo e alcuna possibilità  di modificare le scelte calategli dall'alto.

Il Consiliarismo oppone al comunismo di partito il comunismo dei consigli operai, ovvero la forma d’organizzazione sorta durante le fasi iniziali della rivoluzione russa (i soviet), che secondo i consiliaristi erano la forma naturale e pienamente democratica che l'organizzazione della classe operaia, cosciente del proprio ruolo storico, si era data.

Consiliarismo è in una parola autogestione, di modo che «l'emancipazione della classe operaia sia opera della classe operaia o non sia».

Storia dei consigli operai[modifica]

I consigli operai comparvero per la prima volta nella Russia del 1905 (Soviet), ma le loro origini risalgono al vétché [1], ovvero l'assemblea urbana tipica dell'Ucraina del passato che ricordava le assemblee degli uomini liberi dei regni barbarici d'Occidente.

Pietro Ferrero, anarchico e sindacalista protagonista del movimento dei "consigli di fabbrica" (1920)
Rosa Luxemburg, fu fautrice dell'ala radicale rivoluzionaria durante la rivoluzione della fine del 1918

Durante la rivoluzione del 1917, i soviet portarono alla caduta del regime zarista, anche se non eserciteranno mai effettivamente tale potere: da febbraio a ottobre 1917, il potere fu in mano al governo provvisorio guidato da Kerensky. A partire dall'Ottobre 1917, il potere è detenuto dai commissari popolari guidati da Lenin, il quale di fatto spogliò i soviet da ogni potere autogestionario e li ridusse ad un'organismo sottomesso al potere centrale dei bolscevichi.

I consigli dei lavoratori apparvero anche in Germania, nel novembre 1918 e nella Baviera del 1919, in Italia durante il biennio rosso e in Ungheria nello stesso periodo. Ogni volta, le insurrezioni proletarie resistettero solo poche settimane o qualche mese, venendo rapidamente distrutte dal potere borghese. Nel 1921, i marinai i Kronstadt, appellandosi allo slogan bolscevico: «Tutto il potere ai soviet!», provarono a dare una sterzata libertaria alla rivoluzione russa ma vennero repressi nel sangue dall'Armata Rossa di Lev Trotzky. Anche nelle infuocate fasi prerivoluzionarie spagnole, alcuni Consigli operai furono costituiti nelle Asturie, durante la cosiddetta Rivoluzione d'Ottobre asturiana (1934)

All'avanguardia critica dell'autoritarismo bolscevico (marxismo-leninismo) si pose l'ala sinistra del Partito Socialdemocratico tedesco (SPD), guidata da figure di spicco come Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht, che influenzerà  notevolmente lo sviluppo di partiti che inizialmente si schierarono su posizioni consiliariste, il Partito Socialista Polacco (Socjaldemokracja Królestwa Polskiego i Litwy), guidato da Leo Jogiches, e quello Olandese (Sociaal-Democratische Arbeiderspartij), alla cui testa si posero note figure di intellettuali come Anton Pannekoek, Henriette Roland-Holst ed Herman Gorter (autore nel 1920 della Risposta a Lenin).

I consigli operai ricomparvero poi nel dopoguerra, nell'Ungheria del 1956 (contro il dominio stalinista), in Francia durante il maggio 1968 e di nuovo in Italia nel 1969. Dal 1968, il termine "consiglio operaio" fu sostituito gradualmente da "assemblee operaie" e poi da "assemblea generale". Dal 1973, in Italia, si cominciò a parlare di "assemblee autonome", nel senso che esse erano autogestite e non controllate dai sindacati. In Italia se ne fece un ampio uso più o meno sino al 1979, coinvolgendo non solo i di lavoratori ma anche i disoccupati e i studenti.

In Francia, il termine coordinations (Coordinazioni) fu utilizzato dal 1986 per designare le riunioni dei ferrovieri e degli infermieri in sciopero.

L'Assemblea Generale è più recentemente stata concepita solo come forma di organizzazione. Stesso discorso per le assemblee formatesi durante gli scioperi del 1995. A volte controllati dai sindacati, queste riunioni si sono limitate ad atti di semplice protesta senza sfociare in rivolte.

Nel 2009, il Partito Comunista Internazionalista (formatosi nel 1943), dopo tutta una serie di conferenze sviluppatesi negli anni precedenti, ha dato alla luce al gruppo della Tendenza Comunista Internazionalista, che propaganda un'idea del comunismo in antitesi a quella autoritaria marxista-leninista. Pur non essendo specificamente consiliaristi, nel loro programma si legge:

«I forum della nostra “democrazia”, gli organismi di potere della rivoluzione, saranno invece i consigli proletari, assemblee di massa in cui gli incarichi saranno affidati con mandati precisi e revocabili in ogni momento.» [2]

In realtà  non si tratta che di una somiglianza formale, soprattutto di una scelta dettata dalle circostanze storiche estremamente avverse per l'accettazione di termini come leninismo, bolscevismo o bordighismo e simili, i quali ultimi sono invece attributi peculiari di questa organizzazione settaria e dottrinaria e assolutamente anti-libertaria. Una vera e propria tattica opportunistica insomma. La lettura dei testi on line alla rubrica Chi siamo del sito di Tendenza Comunista Consiliarista , sono sufficienti a togliere ogni dubbio.

Nel 2010 in Italia diversi gruppi hanno rivitalizzato la pubblicistica consiliare messa in relazione alla crisi economica, dal gruppo di Milano Pagine Marxiste a Countdown, ed è nata una rivista che si ricollega alla tradizione consiliare: «Connessioni per la lotta di classe».

Consiliarismo e anarchismo[modifica]

Offener Brief an Lenin (Prima edizione di Lettera al compagno Lenin) di Herman Gorter, una critica comunista al leninismo

Anche se la loro origine è chiaramente marxista, le posizioni anti-autoritarie dei consiliaristi sono assai affini al concetto libertario sull'democrazia diretta e la sua idea di assemblee popolari si avvicina chiaramente all'idea anarchica di autogestione. Mentre i marxisti, specialmente i leninisti, i consigli di fabbrica sono un mezzo per giungere alla conquista del potere, per gli anarchici essi sono un fine, ovvero un modo per organizzare e gestire la società  libertaria anticapitalista.

Gli anarchici misero in pratica i concetti consiliaristi di autogestione delle fabbriche in Italia, durante il biennio rosso (1919-20), e in Germania, nella Repubblica dei Consigli di Baviera (1918).
Qualche numero della rivista Socialisme ou barbarie, pubblicato dall'omonimo gruppo.

Personalità  e pubblicazioni[modifica]

Fra le differenti personalità  che hanno illustrato la storia dell'estrema sinistra, si può citare Anton Pannekoek (autore nel 1946 di un'opera intitolata I Consigli Operai), Herman Gorter, Karl Korsch, Maximilien Rubel, Otto Rühle, Paul Mattick (una volta giunto negli USA fondò due riviste consiliariste: « Living Marxism » et « New Essays »), Benjamin Péret, Cornelius Castoriadis e Claude Lefort (animatori della rivista «Socialisme ou Barbarie»), Guy Debord e Raoul Vaneigem (Internazionale Situazionista) ed Henri Simon (Informations et Correspondances Ouvrières).

In Francia, paese dove il consiliarismo ha avuto larga diffusione, numerose sono state le pubblicazioni conosciute. Fra queste, le più recenti sono state Le Mouvement Communiste (1972-1974), Négation (1972-1974), La Guerre sociale (1977-1984), La Banquise (1983-1988), Brise-Glace (1988-1990) e Mordicus (1990-1994). Alcune riviste continuano ad essere pubblicate ancora oggi: Échanges et Mouvements, Théorie Communiste, Perspective Internationaliste, Oiseau-Tempête...

In Gran Bretagna si pubblica «Aufheben», negli USA «Insurget Notes», in Germania «Wild Cat», in Brasile Movaut, in Italia «Connessioni per la lotta di classe».

Note[modifica]

  1. Skirda, Alexandre, Les anarchistes russes, les soviets et la révolution de 1917, Les Éditions de Paris, 2000, p.52
  2. Tendenza Comunista Internazionalista

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]

Articoli[modifica]

Siti web[modifica]