collettivismo
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Il collettivismo è una corrente di pensiero anarchica riguardante la gestione dell'economia.
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[modifica] Il collettivismo anarchico
Il collettivismo è stato proposto e difeso, tra gli altri, da Michail Bakunin, Guillaume e Mella. Questa teoria afferma che il produttore debba ricevere il prodotto integrale del suo lavoro. La proprietà dei mezzi di produzione, distribuzione e scambio devono essere sociali ed amministrati dagli stessi lavoratori attraverso piccoli gruppi di affinità, che possono confederarsi tra loro. Però anche queste confederazioni devono garantire, secondo i collettivisti, l'autonomia delle associazioni che autogestiscono i loro mezzi di produzione.
[modifica] Differenze tra collettivismo e comunismo anarchico
La discussioni sulle differenze tra collettivismo e comunismo cominciarono alla fine XIX secolo. Le due grandi differenze con i comunisti anarchici sono:
1. I comunisti anarchici racchiudono il proprio pensiero nella massima "da ognuno secondo le sue possibilità a ognuno secondo i suoi bisogni", invece i collettivisti propongono la distribuzione secondo il merito.
2. I comunisti anarchici propongono la federazione degli individui entro associazioni che pianifichino democraticamente l'economia, permettendo agli individui di decidere la produzione, e la distribuzione dei prodotti, in base alle singole necessità. Il collettivismo propone una maggiore libertà delle associazioni, comportando di conseguenza una minore equità nella distribuzione dei beni prodotti.
[modifica] Altri "collettivismi"
- Collettivismo politico: forma d'organizzazione sociale e politica da cui nasce la legittimazione (reale o illusoria) del potere, secondo cui esso nasce e si conserva nella collettività.
- Collettivismo economico: forma d'organizzazione economica rifiutante la proprietà privata e strutturata sulla collettivizzazione, secondo la massima: « a ciascuno secondo il suo lavoro, da ciascuno secondo le sue capacità »

