squat

Da Anarchopedia.

(Redirect da centri sociali)
Per squat s'intende quell'azione volta ad occupare una proprietà pubblica o privata. Gli occupanti o squatters compiono queste azioni per due ragioni principali: motivazioni economiche e\o politiche.

Indice

[modifica] Storia degli squat

Manifesto pro squat del sito francese Squat.net
Manifesto pro squat del sito francese Squat.net

Le occupazioni di proprietà pubbliche e private si sono susseguite nel corso di tutta la storia dell’umanità. E’ quindi ben difficile stabilire con precisione il momento della nascita del movimento degli squatters.

  • In Italia le prime occupazioni dei cosidetti CSOA (Centro Sociale Occupato Autogestito) nascono negli anni '70, i primi a Milano, con lo scopo di contrastare l'alienazione della vita metropolitana, di promuovere informazione alternativa e controcultura e di sganciarsi dalle restrizioni dei partiti istituzionali.
Un momento drammatico della storia degli squat italiani si è verificato nel marzo del 1994, quando vengono arrestati a Torino tre squatters, Edoardo Massari, Maria Soledad Rosas e Silvano Pellissero, tutti accusati di ecoterrorismo. Dopo il suicidio di Massari e Soledad, Silvano Pellissero viene assolto dalle accuse, rivelatesi infondate, di appartenenza al fantomatico gruppo terroristico dei "Lupi Grigi".(Testo [1])
  • In Francia, le prime tracce degli squatters risalgono alla Parigi del 1912, quando l’anarchico Georges Cochon e alcuni operai tappezzieri costituirono l’Unione Sindacale dei Locatieri. La stampa libertaria e les chansonniers (Charles d'Avray, Montéhus... ) esaltarono le loro azioni che gli portarono ad occupare hotels, negozi, case e vari luoghi insoliti (la camera dei deputati, caserme, prefetture), divenendo molto conosciuti anche grazie ad un opuscolo pubblicato in l'Humanité tra il 17 novembre 1935 e il 17 gennaio 1936.
  • In Australia il termine "squatters" nasce in riferimento agli agricoltori che, pur non avendo alcun diritto legale, nel XIX secolo occupavano le pubbliche terre. Dal 1824 queste occupazioni sono state via via regolamentate, molte volte senza alcun successo. Purtroppo spesso questi "occupatori" si sono trasformati in grandi proprietari terrieri o in usurpatori dei territori degli aborigeni.

[modifica] Principi "squat"

L’occupazione e l’autogestione di spazi pubblici (stabili abbandonati, ex fabbriche, ville, case sfitte, ecc.) sono giustificati dalla necessità di liberare degli spazi dall’influenza delle istituzioni e dei partiti. Le occupazioni si sono susseguite in varie città d'Italia, senza scopo di lucro, senza fini commerciali, senza mire partitiche, fino a diventare luoghi di abitazione di alcuni.

Nella quasi totalità dei casi gli occupanti sono impegnati nelle lotte dell'estrema sinistra, della sinistra extra-parlamentare e naturalmente degli anarchici.

Per riferirsi alle case occupate dagli anarchici spesso si usa la dicitura “squat” (“squatters” gli occupanti), preferita per differenziarsi dalla pratica degli altri centri sociali e per spiegare meglio il genere di lotta specifica che si porta avanti. E’ il sito web Tuttosquat che spiega il perché di questa scelta:

<<Meglio la dicitura squatter anarchici... Abbiamo preso in considerazione il fatto che il termine squat viene usato in tutto l’occidente per indicare gli occupanti di case, dalla Francia, alla Svizzera, all’Inghilterra, alla Germania, agli Stati Uniti, all’Est. Non è una dissertazione sulle etichette ma il nostro modo di vedere le manipolazioni mediatiche rispetto ad un nome e alla dignità della pratica complessiva delle case occupate che investe più globalmente l’autogestione della vita e chiede la sovversione dell’esistente.>>

[modifica] Voci correlate

Centro Sociale Occupato Autogestito - altro articolo in Anarchopedia

Elenco spazi anarchici e libertari in italia

[modifica] Collegamenti esterni

Lista di centri sociali

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