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Boicottaggio

From Anarchopedia
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La Coca-Cola è una delle multinazionali maggiormente colpita dalle campagne di boicottaggio [1]
Il boicottaggio consiste nel non comprare, vendere o praticare alcuna altra forma di relazione commerciale o d’altro tipo con individui o aziende considerati, dai partecipanti al boicottaggio, come autori di fatti riprovevoli. Il boicottaggio è un mezzo di lotta storicamente adoperato, assai frequentemente, da tutti gli anarchici, indipendentemente dalla loro corrente di appartenenza (anarco-comunismo, anarco-individualismo, sindacalismo ecc.).

Origine[modifica]

Il termine boicottaggio ha origine dalle azioni intraprese contro Charles Cunningham Boycott[2], un amministratore terriero irlandese (XIX secolo) verso il quale l'Irish Land League, un'organizzazione che sosteneva i braccianti agricoli chiedendo migliori condizioni lavorative dei contadini e alla quale Boycott si opponeva strenuamente, adottò nel 1880 un'azione non violenta.

Contro il Signor Boycott fu lanciata un'azione volta all’ isolamento e alla non collaborazione: i vicini di casa iniziarono a non parlargli, in chiesa nessuno si sedette più vicino a lui o gli rivolse la parola, non fu più servito nei negozi né ebbe più braccianti da ingaggiare per il raccolto nelle tenute che gestiva. Contro di lui il reverendo O’ Malley esortò la popolazione dicendo:

«Se un arraffatore di terre viene nella vostra città  e vuole vendervi qualcosa, non fategli del male nè minacciatelo; ditegli semplicemente che sotto la legge inglese egli ha diritto di vendere la sua merce, ma aggiungete che la legge britannica non vi obbliga a comprare niente da lui e così farete finchè vivrete».[3]

A causa di tale campagna, Boycott fu costretto a lasciare l'Irlanda il 1° dicembre dello stesso anno.

Alcuni esempi[modifica]

  • Il boicottaggio degli Stati Uniti (e dei paesi occidentali) alle Olimpiadi del 1980, per protestare contro l’intervento sovietico in Afghanistan.
  • Boicottaggio antisionista dei prodotti israeliani.[4]

Mezzi e fini del boicottaggio[modifica]

Il regime capitalistico attuale si basa sul consumismo e sul rapporto di dominio nei confronti del “cittadino-consumatore”. Il dominio economico si esplica principalmente con l'attività  delle multinazionali, in cui il consumo diviene effettivamente Potere.

Spesso dietro aziende conosciute, marchi famosi e firme importanti si nasconde lo sfruttamento più crudele a danno dei più deboli (esseri umani, animali, ambiente), per cui non rendersi complici di queste attività  è una delle armi che un singolo cittadino può usare per censurare il comportamento delle stesse. Il boicottaggio non è una prerogativa esclusiva degli anarchici, tuttavia questa metodologia possiede un’innegabile matrice anarco-individualista, visto che è l’individuo in prima persona (singolarmente o in ambito collettivo e comunque senza delegare nessuno) che si deve esporre in prima persona, per tagliare ogni rapporto con le aziende “incriminate”, per diffondere informazioni riguardo al comportamento delle multinazionali ecc.

Il boicottaggio è un'arma semplice che ognuno puo' usare: non è necessario essere coraggiosi, non si rischia la vita o la galera, non è necessario avere molto tempo libero e chiunque può fare la sua parte semplicemente scegliendo un prodotto in base a questioni etiche e non di mera convenienza personale.

Il boicottaggio fa parte di quella espressione piu' ampia che è il consumo critico, ovvero un consumo consapevole e mirato a dare il minor contributo possibile allo sfruttamento della terra e degli animali (umani e non).

Scegliere di non finanziare una multinazionale non è solo un gesto simbolico, ma diventa scelta politica che fa del consumatore, solitamente manovrato dalle agenzie pubblicitarie, il vero protagonista del mercato.

Il successo di un boicottaggio, come movimento non strutturato, dipende dalla sua capacità  di diffondere il messaggio. Grazie all'avvento di internet con i siti web, i blog ed i forum la capacità  di comunicazione dei movimenti di boicottaggio è aumentata consentendo di raggiungere un numero maggiore di potenziali aderenti.

Boicottare una multinazionale significa colpirla al cuore (ridurre il profitto) usando i suoi stessi strumenti (i soldi); vuol dire inoltre sensibilizzare le masse contro vari aspetti del dominio (guerre, militarismo, sfruttamento animale e ambientale ecc.), intaccando le strutture portanti di quel sistema in cui gli individui sono considerati esclusivamente dei consumatori (più o meno consapevoli) schiavi delle logiche di mercato.

Il boicottaggio, infine, è un mezzo attraverso il quale giungere al fine a cui tutti gli anarchici ambiscono: un’esistenza senza capitalismo, gerarchia, autorità  di ogni genere e fondata sull’autogestione.

Note[modifica]

Bibliografia[modifica]

  • G. Carrara, Il boicottaggio, Milano 1924;
  • L. Barassi, Il contratto di lavoro nel diritto positivo italiano, II, Milano 1917;
  • R. Maschke, Boycott, Sperre und Aussperrung, Jena 1911;
  • W. Harry, Boycotts and Labour struggle, New York 1914;

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]