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Azione poetica

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Armando Alanís
L'azione poetica è una forma "leggera" di protesta fatta per mezzo di poesie e testi scritti. Indubbiamente derivante dall'arte retorica, ovvero l'arte del dire e della persuasione, lo scritto poetico ha grande potere: quello di persuadere il popolo con le parole.

Dal 1996 esiste un movimento murale-letterario nato a Monterrey, in Messico, per opera del poeta messicano Armando Alanis Pulido.

Storia della retorica dalle origini[modifica]

La retorica ebbe origine nel mondo ellenico attorno al V secolo a.C., nell'ambito della Sofistica, grazie alla lungimiranza di Trasimaco di Calcedonia e Gorgia di Leontini. Con essi l'arte di persuadere era da intendersi soprattutto come una forma di suggestione, totalmente avulsa da ogni esigenza di giungere a una conoscenza o un convincimento basati su argomenti razionali e sulla produzione di prove e argomenti a favore. La persuasività  doveva essere un'abilità  che riusciva a muovere il convincimento di chiunque, in qualsiasi direzione, a prescindere dall'argomento trattato (si veda, ad esempio, l’Encomio di Elena). La Persuasione, corrispondente alla divinità  greca Peitho, è onnipotente sia sugli uomini che sugli dèi, e la sua potenza è quella appunto di persuadere e di convincere a ritenere giusto e vero ciò che si afferma.

Isocrate[modifica]

Contemporaneo di Platone e allievo di Gorgia, Isocrate formulò un interessante proposta educativa (paideia) fondata sull’apprendimento della retorica e messa in pratica nella sua scuola, concorrente dell’Accademia platonica. L’intento del retore, che amava definirsi filosofo, era quello di formare cittadini virtuosi attraverso lo studio della retorica: erede della lezione della Sofistica, egli riteneva la virtù nient’altro che l’insieme delle opinioni etiche (doxa) condivise dai membri di una polis, che il retore e buon cittadino deve tenere sempre presenti in modo da guadagnarsi una buona reputazione. La virtù infatti non può essere insegnata come una qualsiasi techne, e chi, come certi filosofi, dice di poterlo fare, mente. L’arte della parola è l’arte umana per eccellenza, quella che distingue gli uomini dagli animali e fa sì che possa esserci la civiltà .

Inoltre, poiché la retorica insegna a scegliere l’argomento di volta in volta più opportuno per convincere il pubblico che si ha davanti, essa fornisce a chi la pratica (purché abbia un certa predisposizione) gli strumenti necessari per poter discernere, in qualsiasi ambito professionale o nella vita quotidiana, tra le diverse opzioni quelle che risulteranno più utili al raggiungimento del successo.

Aristotele[modifica]

Diversamente da Platone che le rifiutava il titolo di techne', Aristotele definì la retorica «la facoltà  di scoprire il possibile mezzo di persuasione riguardo a ciascun soggetto». Egli distolse inoltre l'attenzione dal considerare retorica una mera arte di persuadere, incentrando l'analisi sullo studio dei mezzi di persuasione, strumenti indipendenti dall'oggetto dell'argomentare. La retorica riacquista così una funzione propria, autonoma dalla filosofia e in stretta relazione con la dialettica, della quale è da considerare la controparte. Il merito di Aristotele è infatti quello di aver raccolto in un sistema organico tutte le scoperte fatte fino ad allora dai retori, sottolineando come la retorica sia in stretto rapporto con la logica.

In seguito essa divenne l'arte dello scrivere corretto e dell'eloquio fluente, ma l’influenza dello Stagirita e del suo sistema continuerà  a perdurare nei secoli a venire.