Antropologia anarchica
Da Anarcopedia.
L'antropologia (ànthropos = "uomo" e lògos = nel senso di "studio") è la scienza che studia l'essere umano dal punto di vista sociale, culturale, fisico e dei suoi comportamenti nella società.
Proprio per queste ragioni l’antropologia ben si presta all’elaborazione di una teoria anarchica, anche se, a dire il vero, ben pochi sono gli antropologi che hanno scelto di “percorrere questa strada”. Tra questi si può citare David Graeber e il suo testo “Fragments of anarchist anthropology (Frammenti di antropologia anarchica)”, da cui sono state estratte le considerazioni che hanno permesso la stesura di quest’articolo.
Indice |
[modifica] Frammenti di antropologia anarchica
Frammenti di antropologia anarchica è uno degli opuscoli pubblicati da Pricly Paradigm Press a Chicago. Con questo saggio l’antropologo David Graeber ha provato ad individuare alcune zone di ricerca che gli intellettuali potrebbero “esplorare” per la realizzazione di una teoria sociale anarchica. Il testo è stato tradotto in molte lingue.
Graeber afferma che l’antropologia è “particolarmente ben posizionata” in molte comunità accademiche, le quali hanno una buona visione d’insieme della società e delle organizzazioni umane per poterne studiare e catalogare le strutture sociali ed economiche e, cosa più importante, presentare queste possibili alternative al mondo intero.
[modifica] La rivoluzione del non confronto
Una delle suggestioni più sorprendenti degli opuscoli di Graeber sfida il tradizionale concetto anarchico del confronto-scontro con lo Stato. Graeber ha sviluppato degli studi, dopo il conseguimento della laurea, sulle culture tribali del Madagascar, incluso uno con il popolo Tsimihety, nel nord-ovest del paese. I Tsimihety, rifiutando ogni autorità governativa e strutturandosi su basi strettamente egualitarie, hanno conservato intatte, sino ai giorni nostri, la loro autonomia e cultura, scegliendo di non confrontarsi con il governo locale ma ritirandosi quando questi mostrava i suoi "artigli". Graeber, riferendosi ai Tsimihety, scrive:
- “Fino ad oggi, hanno mantenuto la reputazione di “maestri dell’evasione”: sotto i francesi, gli amministratori si domandavano se potessero inviare delle delegazioni per sistemare la costruzione di una strada presso il villaggio dei Tsimihety e negoziare i termini d’intervento con i responsabili della comunità; dopodiché, la settimana seguente, ritornati con l’attrezzatura adatta per lo svolgimento dei lavori, scoprirono che il villaggio era stato interamente abbandonato dai suoi abitanti, traslocati con i loro vicini in un'altra parte del paese”.
[modifica] Aspetti di antropologia anarchica
Graeber suggerisce alcuni elementi ipotetici d’antropologia anarchica su cui lavorare; nel suo libro esamina brevemente alcuni punti:
1. Una teoria sullo Stato
2. Una teoria delle entità politiche che non sono Stati.
3. Ancora un'altra teoria sul capitalismo.
4. Povertà, ignoranza e stupidità (Graeber esplora una possibile teoria di una relazione di potere, non con la conoscenza, ma con l’ignoranza e la stupidità. "Perché la violenza, particolarmente la violenza strutturale dove i poteri sono tutti da una parte, creano l’ignoranza.") (p. 72)
5. Un’ecologia delle associazioni volontarie.
6. Una teoria della buona politica.
7. Gerarchia
8. Sofferenza e piacere: sulla privatizzazione del desiderio.
9. Una o più teorie sull’alienazione.
[modifica] Perchè gli antropologi non si interessano all'antropologia anarchica
L’autore offre diverse ragioni sul perché gli antropologi non vogliono uscire dallo schematismo e sviluppare così delle alternative al modello sociale dominante: <<Da diversi punti di vista, l’antropologia appare una disciplina spaventata dalle proprie potenzialità. E’, per esempio, la sola disciplina in grado di fare delle generalizzazioni sull’umanità come un tutt’uno, è la sola disciplina che possa attualmente prendere tutta l’umanità nella sua interezza e a cui sono familiari tutti i “casi anormali”>> (pag. 96). Gli antropologi, scrive Graeber, possono anche essere semplicemente spaventati dall’essere considerati alla stessa stregua degli utopisti.
Graeber inoltre spiega:
- Il marxismo ha avuto la tendenza a svolgere discorsi analitici e teorici sulla strategia rivoluzionaria.
- L’anarchismo ha avuto tendenza a svolgere discorsi etici a proposito della pratica rivoluzionaria.
L'insistenza anarchica a mettere le idee rivoluzionarie in pratica è a certi livelli, incompatibile con la carriera universitaria. L'accademia universitaria, con le sue gerarchie rigide e calcificate, non può incontrare il sostegno degli anarchici perché definirsi anarchici significa, come logica conseguenza, agire contro tali strutture di potere.
Il testo completo del saggio (in inglese) è interamente scaricabile in versione PDF.

