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Antisessismo

From Anarchopedia
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L'archeologa Marija Gimbutas, attraverso gli studi sulle società  gilaniche, ha rivelato le origini storiche del patriarcato

Il sessismo è una grave forma di intolleranza basata sull'appartenenza ad un genere sessuale piuttosto che all'altro e alla conseguente presunta superiorità  di un genere sull'altro. Gli anarchici ne studiano l'origine e lo sviluppo, combattendone le conseguenze discriminatorie.[1]

Generalità [modifica]

Il sessismo è una gravissima forma di discriminazione, intesa comunemente come "maschilismo" (convinzione che il sesso maschile sia "superiore" a quello femminile). L’antisessismo, al contrario, rifiuta la discriminazione degli esseri umani in funzione dell'appartenenza ad un genere sessuale piuttosto che all'altro.

Gli antisessisti e le antisessiste tuttavia non attaccano con la stessa forza il femminismo in quanto comprendono che è nato come reazione a un sistema che discrimina uno dei due sessi. Inoltre sostengono, a ragione, che esistono delle differenze, e delle similitudini, tra gli individui ma che trascendono il genere sessuale d'appartenenza.

Tali considerazioni comprendono, naturalmente, anche la lotta a fianco degli omosessuali e dei transessuali, che non si adattano agli schemi prestabiliti dal Sistema per il loro sesso.

Riflessioni sull’antisessismo[modifica]

Crescendo in una società  sessista nasce quasi spontaneamente, spesso inconsciamente, il concetto che le femmine siano inferiori ai maschi. Tali preconcetti con cui le persone crescono vanno chiaramente combattuti, in ogni aspetto della vita, altrimenti essi si radicalizzeranno e cresceranno dentro i comportamenti e gli atteggiamenti degli individui.

E’ necessario abbattere tutte le forme di discriminazione e non solo quelle che fanno comodo.

L'antisessismo non significa solo combattere i meccanismi espliciti del sessismo (stupro, violenze domestiche, e linguaggio sessista), vuol dire anche rimettere in gioco i rapporti personali, sfidare le idee che creano la cultura del patriarcato, e il modo con cui le persone socializzano. Non sono questioni convenienti per cui combattere perché bisogna lavorare nel profondo di se stessi, ritornare sui passi dello sviluppo umano, e dedicare tempo ai processi di crescita e cambiamento.

E’ necessario rifiutare le idee ed i comportamenti che ripropongono il sessismo, sia nei rapporti personali che nei gruppi e nei movimenti.

Anarchismo e antisessismo[modifica]

Il sessismo è radicato profondamente nella cultura dominante, gli anarchici di conseguenza non si considerano immuni ad esso, ma ne analizzano le dinamiche e tentano di annullarle nel quotidiano.

Una delle antesignane di questa opposizione alla discriminazione sessista è stata Mary Wollstonecraft (1759-1797) (la compagna di vita di William Godwin), le cui idee contro il dominio maschilista sono state alla base dello sviluppo del movimento femminista a partire da Emma Goldman (1869 - 1940), Louise Michel (1830 - 1905) sino ai giorni nostri.

La visione antisessista degli anarchici e delle anarchiche è tale da considerare questa discriminazione come funzionale al sistema di potere vigente. La storia insegna che le classi dominanti, in qualunque forma di dominio si presentino (dittatura, monarchia, democrazia ecc.), tendono a dividere i dominati (popolo), ponendoli, in un contesto gerarchico, gli uni contro gli altri. La divisione è funzionale al mantenimento dello Status quo.

Il razzismo ed il sessismo è stato particolarmente utilizzato dai padroni e dalle corporation, per dividere il movimento dei lavoratori e dellelavoratrici per indebolire i sindacati (soprattutto quelli meno avvezzi a scendere a compromessi con i “padroni”).

I gruppi vengono messi in competizione gli uni con gli altri per il lavoro. I bianchi vengono aizzati contro gli immigrati, gli occupati contro i disoccupati, i maschi contro le femmine ecc. Per questa ragione molti libertari e libertarie ritengono che l’antisessismo non possa essere disgiunto dall’antirazzismo, dall’antispecismo, dall’anticapitalismo, dall’antiautoritarismo ecc.

A tale proposito scrive Murray Bookchin:

«Il problema ecologico non deve essere separato dal sessismo, dal problema degli anziani, dall'oppressione razziale, dalla "crisi energetica", dal problema del potere delle corporazioni, dalla medicina tradizionale, dalla manipolazione burocratica, dalla coscrizione, dal militarismo, dalla degradazione urbana, dal centralismo politico».

Citazioni[modifica]

«La storia ci ha insegnato che ogniclasse oppressa ha ottenuto la sualiberazione dagli sfruttatori solo grazie alle sue stesse forze. È dunque necessario che la donna apprendaquesta lezione, comprendendo che la sua libertà  si realizzerà  nella misura in cui avrà  la forza di realizzarla. Perciò molto più importante per lei cominciare con la sua rigenerazione interna,facendola finita con il fardello di pregiudizi, tradizioni e abitudini».
«Ovunque l'uomo soffre nella società  maledetta, ma nessun dolore è paragonabile a quello della donna».
«Gli uomini più progressisti applaudono all'idea di uguaglianza dei sessi. Ho potuto constatare che come prima e come sempre ancora gli uomini, senza volerlo, vuoi per abitudini o vecchi pregiudizi, vogliono sì aiutarci, però si accontentano solo di sembrarlo. Prendiamoci allora il nostro posto e non aspettiamo d'averlo».
L«'affrancamento dei lavoratori sarà  opera dei lavoratori stessi. L'uomo più oppresso può opprimere un altro essere, che è sua moglie. È la proletaria del proletario stesso» [2].

Note[modifica]

  1. Il testo italiano di questo articolo è stato tratto in parte da tmcrew
  2. da fr.Wikipedia

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]