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Anarchismo in Svizzera

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James Guillaume, anarchico svizzero, fu una delle figure più importanti che parteciparono alla fondazione dell'Internazionale antiautoritaria

La Svizzera è stata storicamente una delle principali patrie dell'anarchismo internazionale. Approfittando della sua politica neutrale, essa è sempre stata spesso oggetto di visite da parte di anarchici come Bakunin che contribuì in maniera decisiva a dare un'impronta anarchica alle sezioni svizzere della Prima Internazionale della regione del Giura che sfoceranno poi nella nascita della Federazione anarchica del Giura.

Il movimento anarchico organizzato nacque proprio in Svizzera a partire dal congresso fondativo dell'Internazionale antiautoritaria del 1872 tenutosi a Saint-Imier. In seguito sarà  meta di molti anarchici esiliati, specialmente italiani durante il periodo fascista.

Nascita del movimento anarchico[modifica]

Le sezioni svizzere della Prima Internazionale delle città  di Le Locle, Sonvilier, La Chaux-de-Fonds, Berna e Neuchâtel e di tutta la regione del Giura si distinsero sin dalle origini per la loro combattività  antiautoritaria e antistatalista, pur non avendo un carattere propriamente anarchico. In seguito, quando Bakunin giunse a Le Locle nel 1869, la Federazione internazionale del Giura prese una posizione espressamente anarchica, in opposizione alla linea marxista prevalente nella Prima Internazionale. Tra i collaboratori e partecipanti alla Federazione del Giura vi erano gran parte degli anarchici svizzeri dell'epoca come Adhémar Schwitzguébel e Jacques Spichiger, oltre ai francesi Élisée Reclus, Louis Pindy, Paul Brousse e Benoit Malon, gli italiani Carlo Cafiero e Errico Malatesta, il russo Pëtr Kropotkin e tanti altri. L'inglese James Guillaume, da tempo residente nella regione, ebbe invece il compito di gestire il Bollettino della federazione.

Dopo il primo congresso della Lega per la Pace e la Libertà  tenutosi a Ginevra (9-12 settembre 1867), ad indicazione del fermento rivoluzionario esistente, si tenne a Berna (22-26 settembre 1868) il secondo congresso della Lega che dette vita all'organizzazione bakunista Alleanza Internazionale dei Socialisti Democratici. Dopo queste effimere organizzazioni, gli anarchici della Federazione del Giura convocarono il 15 settembre 1872 un'assemblea a Saint Imier (regione della Giura bernese in Svizzera), come un Congresso straordinario dell'Internazionale operaia e si dedicarono ad organizzare, secondo la formula di Kropotkin: «la rivolta permanente mediante la parola, lo scritto, il pugnale, il fucile, la dinamite».

A Saint-Imier erano presenti i delegati del Giura, dell'Italia, degli Stati Uniti ed anche alcuni delegati francesi e spagnoli, mentre non si presentarono i tedeschi, gli inglesi, i belgi. Fu questo l'atto che sancì la nascita dell'Internazionale antiautoritaria, ovvero del movimento anarchico organizzato. La riunione inoltre sconfessò il Congresso dell'Aja della Prima Internazionale (che aveva appunto sancito l'espulsione degli anarchici) giudicandolo non-valido in quanto manipolato dai marxisti e di conseguenza ne convocarono un altro a Ginevra (1-6 settembre 1873).

Il congresso di Saint-Imier dichiarò:

«1. la distruzione d'ogni potere politico è il primo dovere del proletariato;
2. l'organizzazione d'un potere politico provvisorio sedicente rivoluzionario e capace d'accelerare la distruzione dello Stato, non può essere che un inganno di più e sarebbe tanto pericolosa come i governi oggi esistenti;
3. respingendo ogni compromesso al fine di attuare la rivoluzione sociale, i proletari d'ogni paese devono stabilire, al di fuori di ogni politica borghese, la solidarietà  dell'azione rivoluzionaria

Durante il periodo di attività  dell'Internazionale antiautoritaria, che si sciolse nel 1880, Bakunin elesse sostanzialmente la Svizzera come sua residenza, acquistando nell'estate del 1873, grazie ai capitali forniti dall'amico Carlo Cafiero, un appezzamento di terreno a Minusio (nel Canton Ticino), chiamato "La Baronata", dove fece costruire una nuova abitazione per lui e per tutti i rivoluzionari che desideravano soggiornarvi per periodi più o meno lunghi. In Svizzera sostarono anarchici e\o rivoluzionari italiani come Anna Kuliscioff, Amilcare Cipriani, Andrea Costa, che spesso si ritrovarono fianco a fianco di esuli comunardi come Antoine Perrare e Louis Pindy e di tanti altri compagni e compagne. [1]

Queste ed altre presenze fecero sì che l'ideale rivoluzionario non si spense con la fine dell'Internazionale anarchica e negli ultimi quindici anni del secolo fiorirono numerose pubblicazioni anarchiche come «L'Avvenire», «L’Emigrante Ticinese Illustrato» e «L’Almanacco socialista anarchico», grazie all'attivismo di anarchici come Luigi Bertoni, Carlo Frigerio ed Hemile Held.

Il novecento[modifica]

1900-1945[modifica]

Fondato nel luglio 1900 a Ginevra, il bimensile «Il Risveglio Anarchico» fu inizialmente redatto da esuli italiani, poi dagli emigrati italiani in Svizzera (Barchiesi, Mario Bassadonna, Vivaldo Lacchini, Nino Samaja, Antonio Cavallazzi) e si rivolgeva in particolare alla numerosa comunità  di immigrati italiani. Contemporaneamente nasceva anche «Le Réveil socialiste anarchiste», che si avvaleva della collaborazione di alcuni anziani anarchici romandi. Il redattore responsabile dei due periodici era l'italiano Luigi Bertoni, che però si avvaleva della preziosa collaborazione dei già  menzionati anarchici italiani, oltre che degli svizzeri Jacques Gross, Jean Wintsch, Eugène Steiger e Georges Herzig e di diversi comunardi francesi come Louis Pindy.

Negli anni '10, l'italiano Luigi Bertoni (relativamente alla Svizzera italiana) e il medico Fritz Brupbacher (relativamente alla parte tedesca), pur partendo da posizioni distinte portarono avanti una tenace battaglia contro il militarismo e il nazionalismo. Queste lotte esplosero definitivamente allo scoppio della prima guerra mondiale, anche grazie a Il Risveglio Anarchico che si fece portavoce delle istanze antimilitariste degli obiettori di coscienza e dei disertori di mezza Europa che si rifugiarono in Svizzera per evitare la coscrizione obbligatoria e poter così diffondere le idee contro la guerra. Tantissimi anarchici, specialmente italiani, come Francesco Ghezzi, Carlo Castagna, Ugo Fedeli, Bruno Misefari e Giuseppe Monnanni, fecero della Svizzera il loro rifugio sicuro dove propangandare le proprie idee contro la guerra.

Fritz Brupbacher, medico anarchico
Margarethe Hardegger, sindacalista e femminista svizzera

Nel 1918 circa 120 anarchici - tra cui quelli appena menzionati, Luigi Bertoni, Marino, Lorenzo, Benigno e Maria Brigo, ecc. - furono arrestati, in tempi diversi, sostanzialmente con l'accusa di essere spie della Germania, ma poi assolti l'anno seguente per non aver commesso il fatto.

Nel paese, grazie all'attività  anarchica, cominciarono a prender forma organizzazioni sindacali rivoluzionarie di stampo anarchico, come quando dopo la Fédération des Unions Ouvrières (nata della Grande Guerra) a Ginevra operò la Ligue d'action du bâtiment guidata da Lucien Tronchet, anarchico di lingua francese che nel 1922 era stato anche arrestato per obiezione di coscienza.

L'anarchica Margarethe Hardegger riuscì a conciliare il suo impegno sindacalista con quello femminista ed in favore dell'amore libero (sull'educazione sessuale notevole fu il lavoro di Fritz e Paulette Brupbacher), grazie anche ad un'instancabile attività  propagandistica portata avanti attraverso la militanza in vari gruppi e la collaborazione a numerose riviste.

Durante gli anni '20, con l'avvento del fascismo in Italia, diversi gruppi svizzeri, tra cui quello di Biasca (fondato da Carlo Vanza) e di Bellinzona (Giuseppe Peretti, Antonio Gagliardi, Giuseppe Bonaria ed Antonietta Griffith, Franz Moser, Rosalia Griffith), si attivarono per accogliere gli esuli antifascisti o consentir loro di espatriare nelle Americhe. L'antifascismo fu spesso argomento di discussione anche nella rivista Vogliamo!, fondata da Carlo Vanza ed attiva tra il 1929 e il 1931. Le stesse attività  della Federazione Anarchica Ticinese, fondata a Bellinzona il 23 novembre 1930 (prima con sede a Lugano poi a Biasca), e della Fédération Anarchiste Romande [2], furono improntate in quel periodo all'attività  antifascista, che spesso veniva duramente repressa dall'esercito, come quando il 31 novembre 1931 i militari spararono sui manifestanti uccidendo ben 13 persone e ferendone 65.[3]

Il Risveglio Anarchico, che cambiò ripetutamente testata, rimase il vero punto di riferimento per tutto il movimento anarchico svizzero sino a quando fu soppresso nel 1940 (proseguì le pubblicazioni clandestinamente sino al 1946), e durante lo scoppio della rivoluzione spagnola (1936-39) pubblicò una serie di articoli in favore degli anarchici spagnoli. Alcuni militanti svizzeri andarono fisicamente a combattere sulle barricate spagnole, mentre molti altri diedero comunque il loro contributo solidale attraverso diverse azioni teoriche e pratiche.

La seconda metà  del secolo[modifica]

Visione frontale dell'edificio del CIRA

Con la morte di Fritz Brupbacher nel 1945 e Luigi Bertoni due anni dopo, il movimento anarchico svizzero entrò in crisi profonda un pò come in tutta l'Europa del secondo dopo guerra. Le difficoltà  non impedirono al gruppo anarchico di Biasca, animato principalmente da Carlo Vanza, di aprire una biblioteca (2 giorni la settimana) e diventare un punto di riferimento per tutto il movimento ticinese. Non mancavano le riviste anarchiche, specialmente in lingua italiana, anche se non contavano più le stesse tirature del passato: Libera Stampa , Il Pungolo di Lugano, Il Dovere di Bellinzona, ecc.

L'anarchico ed obiettore Pietro Ferrua fu negli anni '50 un grande animatore del nuovo movimento anarchico svizzero, contribuendo ad una nuova ristampa de Il Risveglio Anarchico (grazie anche a Claudio Cantini) dal 1957 al 1960 e poi partecipando alla fondazione a Ginevra nel 1957 del Centro Internazionale di Ricerche sull'Anarchismo. Il Centro fu poi trasferito a Losanna da Marie-Christine Mikhaïlo e dalla figlia Marianne Enckell. L'anno dopo lo stesso Ferrua diede vita alla sezione svizzera di Solidarietà  Internazionale Antifascista.

Il movimento riprese definitivamente fiato nel 1968, assumendo connotati diversi da quello precedente, essendo formato da militanti notevolmente differenti da quelli del passato: molti giovani, più studenti e meno operai, in ogni caso non più un movimento di massa. Nel dicembre 1973 nasceva anche una nuova organizzazione svizzera, l'Organizzazione Anarchica Ticinese (OAT), che si prefiggeva l'ambizioso obiettivo di strutturarsi sul territorio ticinese alla stessa maniera della Federazione Anarchica Italiana.

Nell'OAT, che pubblicava la rivista Azione Diretta, convissero tra mille conflitti i vecchi (Carlo Frigerio, Carlo Vanza, Clelia Dotta ...) ed i giovani reduci dal maggio 1968. Negli stessi anni, sul fronte opposto a quello organizzativo, si diffusero i principi maggiormente legati all'informalità  e all'anarchismo verde. In quest'ambito l'anarchico Marco Camenisch divenne conosciuto per una serie di azioni che lo portarono prima a vivere in latitanza e poi a subire pesantissime condanne carcerarie. Intanto nel 1978 nascevano le Edizioni La Baronata[4] e nel 1986 l'associazione in ricordo di Carlo Vanza diventava un omonimo circolo. Grazie alle politiche tolleranti dell'epoca, negli anni '80 e '90 nacque un vivace movimento squat, tanto che intorno al 1993 ben 160 edifici risultavano occupati.

Il XX° secolo si chiuse con le manifestazioni di Davos contro il WTO, a cui parteciparono anche molti anarchici locali e non, che terminarono con violenti scontri tra manifestanti altermondialisti e polizia.[5]

Il XXI° secolo[modifica]

Pur mancando sezioni dell' AIT anarco-sindacalista, dell'IFA e del network Anarkismo.net, nel paese non mancano le attività  dei gruppi anarchici, spesso in stretta collaborazione con i loro compagni italiani,[6] francesi e tedeschi. In questo nuovo secolo, i circoli o i gruppi maggiormente presenti sul territorio sono: InfoSpazio C.S.A il Molino (Lugano), Spazio anarchico « La Vendetta » (Lugano), Circolo Carlo Vanza (Locarno), CSA Auletta (Locarno), Libreria “Diffusione del Sapere” (Bellinzona), Centro internazionale di Ricerche sull’Anarchismo (Losanna), Libreria Basta! (Losanna), Espace Autogeré (Losanna), Coopérative Espace Noir (Saint-Imier), Librairie du Boulevard (Ginevra), Usine (Ginevra) e Reitschule (Berna).

Stampato dalla La Cooperativa Tipolitografica di Carrara, nel 2007 ha visto la luce in Ticino un nuovo periodico: Voce libertaria. La rivista, che esce 4 volte all'anno, ha preso il posto di LiberAzione, che è stata pubblicata per tre anni a partire dal 2004 dallo stesso gruppo dirigente.

Recentemente la Svizzera è ritornata al centro delle attenzioni del movimento anarchico internazionale, quando dall'8 al 12 agosto 2012 si è tenuto a Saint-Imier un incontro internazionale anarchico tra militanti e simpatizzanti di ogni tendenza per commemorare la prima internazionale anti-autoritaria organizzata nel 1872 proprio nel comune del cantone di Berna.

Note[modifica]

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]