anarchismo proudhoniano
Da Anarchopedia.
Il pensiero proudhoniano, teorizzato da Proudhon, s’inserisce nell’ambito di quello che Marx definisce socialismo utopistico e al quale appartengono Saint-Simon, Charles Fourier, Blanc e Robert Owen.
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[modifica] L’anarchismo proudhoniano
L’anarchismo proudhoniano preconizza una società, libera e federata, di artigiani e piccoli contadini, che pone al centro i problemi del credito e del prestito ad interessi limitati.
Per questi motivi Proudhon maturò il progetto della Banca del popolo, che avrebbe dovuto favorire lo scambio mutualistico fra i lavoratori, basato su “buoni di lavoro”, e fornire credito a basso tasso d’interesse. L’idea era quella di favorire lo sviluppo di una rete associativa di lavoratori liberi e tra loro federati, che eliminasse la figura parassitaria del finanziere (che guadagna denaro prestando altro denaro), in modo che tutti potessero avere a disposizione i capitali necessari a realizzarsi (n.d.r il progetto però fallì perché Proudhon fu arrestato da Luigi Napoleone che temeva le sue idee “troppo libertarie e egualitarie”).
Per il pensiero proudhoniano l’individuo è il punto di partenza e la meta finale, in quanto è nella società che esso deve trovare una funzione e realizzarla ("individualismo sociale"). L’individuo può realizzarsi solo all’interno di "libere Associazioni" che sostituiscono all’idea di governo, quella del libero contratto. E’ proprio il libero contratto alla base dei due elementi caratterizzanti l’anarchismo proudhoniano: il mutualismo e il federalismo (argomenti meglio trattati nei successivi paragrafi).
Il socialismo proudhoniano è quindi intriso di una forte matrice individualistica che lo contrappone nettamente al comunismo. La differenza sostanziale tra i due pensieri è essenzialmente nel concetto di proprietà e possesso: per i “proudhoniani” la proprietà è illegittima, ma non il possesso (ritenuto un fatto naturale); il comunismo è invece favorevole alla collettivizzazione e quindi contrario sia alla proprietà privata che al possesso dei mezzi di produzione.
Tutti questi elementi dell’anarchismo proudhoniano sono realizzabili esclusivamente con la rivoluzione, ritenuta da Proudhonun fatto ineluttabile e naturale, il cui fine della dovesse essere quella di abolire il governo e lo Stato, ovvero il dominio dell’uomo sull’uomo (questo pensiero influenzò non poco il successivo pensiero di Pëtr Kropotkin sulla società come parte integrante del mondo della natura).
Riassumendo:
Gli elementi basilari dell’anarchismo proudhoniano sono il federalismo, il decentramento, il controllo diretto da parte dei lavoratori, abolizione della proprietà (ma non del possesso), l'istruzione sotto il controllo degli insegnanti e dei genitori, l'istruzione legata all’apprendistato ecc.
[modifica] Il mutualismo proudhoniano
E' nell'anarchismo proudhoniano che il mutualismo diventa elemento cardine del pensiero libertario e egualitario, trasponendo poi il mutualismo economico in campo politico si viene a realizzare il federalismo.
Nell'opera del 1864, La capacità politica delle classi operaie, Pierre Joseph Proudhon spiega approffonditamente il concetto mutualistico:
Il sistema del Lussemburgo - lo stesso in sostanza di quello di Cabet, di Owen, di Campanella, delle sette cristiane, di Platone, ecc. - sistema comunista, dittatoriale, autoritario parte dal principio che l'individuo è essenzialmente subordinato alla collettività... e allo Stato... egli deve in tutto obbedienza e sottomissione. In forza di questo principio fondamentale della sovranità collettiva e della subordinazione individuale... tutto va allo Stato per essere poi ripartito e distribuito a ciascun cittadino membro della grande famiglia, in base alle sue attitudini e ai suoi bisogni, in nome della comunità o dello Stato. Abbiamo visto precedentemente come la scuola del Lussemburgo concepisse i rapporti dell'uomo con la società, del cittadino con lo Stato: secondo essa, si tratta di rapporti di subordinazione, e ne deriva una organizzazione autoritaria e comunista. A questa concezione statale viene ad opporsi quella dei partigiani della libertà individuale, secondo i quali la società deve essere considerata non come una gerarchia di funzioni e di facoltà, ma come un sistema di equilibri tra forme libere, in cui ognuno ha la garanzia di conseguire i medesimi diritti purché sottostia agli stessi doveri, di ottenere gli stessi vantaggi in compenso dei medesimi servizi; sistema questo essenzialmente egualitario e liberale. [...] Da queste premesse, nettamente contrarie a quelle del Lussemburgo, essi deducono una organizzazione basata sull'applicazione larghissima del principio mutualista. Servizio per servizio - affermano - prodotto per prodotto, prestito per prestito, credito per credito, ecc.: tale è la legge. In questo ordinamento il lavoratore non è un servo dello Stato, inghiottito dall'oceano comunista; è invece l'uomo libero, realmente sovrano, che agisce sotto la sua responsabilità personale, e di sua iniziativa, con la certezza di ricavare dal suo lavoro un compenso adeguato e di trovare presso i concittadini, per tutto il suo consumo, la lealtà e le garanzie più complete.
[modifica] Definizione proudhoniana di federalismo
FEDERAZIONE dal latino foedus, genitivo foederis, vale a dire fatto, contratto, trattato, convenzione, alleanza ecc., è una convenzione in virtù della quale uno o più capi di famiglia, uno o più comuni, uno o più gruppi di comuni e Stati si obbligano reciprocamente e su un piede d'uguaglianza gli uni verso gli altri; per uno o più scopi particolari, che diventano da quel momento particolare ed esclusiva incombenza dei delegati della Federazione.
(P. J. Proudhon - "Il principio federativo", 1863)
Il federalismo proudhoniano è tendente a scardinare i due principi su cui si impernia il potere autoritario e gerarchico dello Stato: accentramento politico e unificazione del territorio. Il pensiero libertario e federativo di Proudhon affascinò e condizionò il pensiero di uomini profondamente diversi tra loro, da Pëtr Kropotkin a Michail Bakunin per finire a Lev Tolstoj (n.d.r il pensiero proudhoniano e tolstojano si differenziano profondamente riguardo al rapporto uomo-Dio: Proudhon fu avverso a qualsiasi idea divina invece Tolstoj, pur nella sua visione antidogmatica e anticlericale, diede vita a quella corrente molto particolare dell’anarchismo definita come "anarchismo cristiano").
In sostanza il federalismo è la strutturazione orizzontale della società in cui il "Potere" è esercitato dal basso verso l'alto. L'unità fondamentale di tale struttura sono i comuni (o l'associazione) legati gli uni agli altri mediante patti associativi in cui vige il principio di reciprocità e uguaglianza.
[modifica] Diffusione dell’anarchismo proudhoniano
Inizialmente, nella seconda metà dell’ottocento, il pensiero proudhoniano fu fortemente osteggiato dal marxismo. In particolare fu la Prima Internazionale ad esser lacerata, fin dall’inizio, da forti dissensi interni tra i seguaci di Proudhon e quelli di Marx.
In quel periodo, nel nascente movimento operaio, primeggiava il pensiero di Proudhon: in Francia il movimento subì a lungo le impostazioni anarchiche del filosofo francese, mentre il marxismo stava in parte relegato ai margini; in Italia il pensiero di Proudhon trovò terreno fertile prima, durante e dopo i moti risorgimentali. Non a caso le forti influenze proudhoniane si ritrovano nel pensiero di quello che fu il primo anarchico italiano: Carlo Pisacane; in Spagna la dottrina proudhoniana si diffuse grazie a Piy Margail che tradusse numerose opere, diventando egli stesso un assertore del federalismo.
Attualmente tra le innumerevoli correnti e tendenze dell’anarchismo, il socialismo libertario è forse la più diretta emanazione del pensiero di Proudhon, fermo restando che nessuno che si definisca anarchico può dire di non aver subito la sua influenza.

