Benjamin Tucker

Da Anarchopedia.

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Benjamin R.Tucker
Benjamin R.Tucker

Benjamin Tucker (1854-1939) è stato un pensatore anarco-individualista americano del XIX secolo.

Indice

[modifica] La vita

Benjamin Tucker nasce a South Dartmouth, Massachusetts (USA), il 17 aprile 1854. Viene introdotto nell’ ambito dell’anarchismo da Ezra Heywood (autore di “Cupid Yokes”, un testo che esaltava l’amore libero e per questo considerato "immorale"), che gli presenta personaggi come William Greene e soprattutto Josiah Warren.

E’ stato un pensatore e un divulgatore di idee piuttosto che uomo d’azione, ha pubblicato numerosi articoli, in particolare nel suo periodico Liberty (1881-1908). In questa rivista Tucker integra e concilia le teorie dei pensatori libertari europei come Pierre Joseph Proudhon, con quelle degli individualisti americani (Lysander Spooner, H.D.Thoreau e Josiah Warren) e con quelle dei partigiani del libero pensiero e dell’amore libero.

Liberty ha pubblicato numerosi articoli e scritti originali, oltre a quelle dei pensatori appena citati, di George Bernard Shaw e alcuni estratti delle opere di Friedrich Nietzsche. La sua attività ha permesso, negli USA, la diffusione del pensiero stirneriano, di cui Tucker diventa un estimatore, determinando una spaccatura all'interno dell’Individualismo americano tra gli stirneriani e gli spooneriani( seguaci di Spooner e teorici delle leggi naturali).

Oltre a Liberty, Tucker ha lavorato alla traduzione di numerose opere, permettendo la diffusione delle stesse in suolo americano. Ha tradotto in inglese e pubblicato una lunga lista di testi radicali, compreso: Che cosa è proprietà? di Pierre Joseph Proudhon; “Dio e Stato di Michail Bakunin; “Che fare? di Nikolaj Chernyshevsky (filosofo, rivoluzionario e scrittore russo: 1828-1889) ; La Sonata di Kreutzer di Lev Tolstoj; "L'Unico e la sua proprietà" [1]” di Max Stirner, oltre ad altri testi di Oscar Wilde, Herbert Spencer, Emile Zola, John Henry Mackay e molti altri.

Nel 1908 un incendio d’origine dolosa distrugge il suo magazzino di New York City, contenente anche molti libri. Tucker lascia gli Stati Uniti per trasferirsi in Francia, in cui vive fino al giorno della sua morte, il 22 giugno 1939 a Monaco.

[modifica] Il socialismo anarchico di Tucker

Pur essendo un individualista Tucker si considerava un “socialista” definendo spesso la sua teoria Socialismo Anarchico.

Il suo pensiero è profondamente anticapitalista e contro l’autorità dello Stato, il quale è visto come lo strumento con cui le classi privilegiate si garantiscono ingiusti privilegi. L’idea stessa del profitto capitalistico è paragonato spesso all’usura, perché non permette ai lavoratori di godere del frutto del proprio lavoro.

Le idee di Tucker sono profondamente critiche rispetto al marxismo: la difesa della libertà individuale, del possesso, e del libero scambio rappresentano il punto di partenza del suo pensiero, secondo il quale l’individuo costituisce la "vera e inalienabile fonte d’autorità".

Qualsiasi autorità imposta al singolo senza il suo consenso rappresenta una pura e semplice usurpazione, a prescindere dal fatto che questa "sia esercitata da una persona su un’altra, come avviene nel caso di un delinquente comune, oppure da una persona singola su tutte le altre, come succede nel caso del despota, od infine da tutti contro un singolo, come avviene nelle nostre democrazie moderne", ritenendo inoltre che ad ognuno deve essere garantito "il possesso dei prodotti del proprio lavoro e di quelli altrui acquistati senza frode e senza violenza".

Il suo anarchismo, cioè la sua condanna di ogni forma di Stato, discende dal rifiuto di accettare anche una sola eccezione al divieto d’aggressione dei diritti del prossimo. Lo Stato è infatti un’istituzione fortemente invasiva, poiché si regge su sulle imposte ottenute con la minaccia della forza armata, pretendendo un monopolio che potrebbe essere più giusto ed efficiente se svolto da individui singoli o associati. Lo Stato rappresenta uno strumento di dominio, che permette lo sviluppo di monopoli legali, tra i quali Tucker ne individua quattro principali: il "monopolio del credito", della "terra", delle "tariffe", e dei "brevetti".

Il suo "socialismo anarchico", vuole estendere ad ogni ambito i principi della libera concorrenza, in modo da abbassare al minimo i prezzi di ogni prodotto o servizio, fin quasi al livello del prezzo di produzione o di costo. I ragionamenti di Tucker sono stati a volte fraintesi in senso liberistico o addirittura anarco-capitalistico. In realtà, come tutti gli individualisti, egli è profondamente anticapitalista, contro lo sfruttamento del lavoro, contro tutte le forme di reddito non-lavorativo (profitto, gli interessi, l’affitto ecc.) e contro le grandi concentrazioni di proprietà, che lui imputava al monopolio statale dell'emissione dei diritti di proprietà, più che all'idea di proprietà individuale in sè e per sè.

In sostanza nonostante alcune sue idee convergano con quelle anarco-capitaliste, non può essere considerato in nessuno modo un estimatore di questo pensiero reazionario, tanto quanto la coincidenza di alcune sue idee con l’anarco-comunismo non lo rende affatto un comunista.

[modifica] Opere (in inglese)

[modifica] Voci correlate

anarco-individualismo

Josiah Warren

Lysander Spooner

James L.Walzer

John Henry Mackay

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