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Teresa Mañé

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Teresa Mañé
Teresa Mañé i Miravent, detta Soledad Gustavo, (Cubelles, Spagna, 29 novembre 1885 - Perpignan, Francia, 5 febbraio 1939) è stata una propagandista anarchica, conosciuta anche per essere la moglie di Federico Urales (Joan Montseny) e la madre di Federica Montseny.

Biografia[modifica]

Teresa Mañé nasce in un'agiata famiglia di Vilanova i la Geltrú, situato nella comunità  autonoma della Catalogna. Figlia di un fervente repubblicano seguace di Francisco Pi y Margall, nel 1886 si trasferisce a Barcellona per studiare Magistero. In seguito, con l'aiuto del libero pensatore anticlericale Bartomeu Gabarró, del Centro Democratico Federalista, va ad aprire la prima scuola laica di Vilanova e diviene membro della Confederazione dei Maestri laici della Catalogna. Proprio per porre freno all'influenza della religione nell'educazione pedagogica degli studenti, si impegna attivamente nella propaganda in favore del pensiero laico e anticlericale.

In quest'epoca collabora con la rivista El Vendaval e tiene numerose conferenze anticlericali in molte città  della Spagna, insieme, tra gli altri, a militanti libertari come Josep Llunes i Pujals, Anselmo Lorenzo, Fernando Tarrida del Marmol e Pere Esteve, per i cui giornali da loro diretti (La Tramontana, El Productor, La Tronada, ecc.) pubblicherà  anche diversi articoli. Il 10 novembre 1889, per una sua opera sull'amore libero ottiene un premio al Concorso Socialista barcellonese a cui partecipano anche Fernando Tarrida del Mármol, Anselmo Lorenzo e Ricardo Mella.

La Revista Blanca, storica rivista anarchica spagnola.

Dopo l'incontro con l'anarchico Joan Montseny, i due si uniscono civilmente in matrimonio il 19 marzo 1891 (poco dopo che il matrimonio civile era stato legalizzato). Teresa inizia così la militanza nel movimento anarchico spagnolo (sicuramente, per quanto non militante, Teresa Mañé fu comunque portatrice del pensiero libertario sin da quando aveva quindici anni), e con lei anche la sorella Carmela Mañé. La coppia si stabilisce a Reus, in Catalogna, dove con Joan fonda una scuola laica sui principi di Francisco Ferrer, che però deve cessare le attività  dopo l'arresto del marito. Egli, infatti, era stato incarcerato per aver scritto un articolo in favore di Paulí Pallà s, l'anarchico accusato dell'attentato a Barcellona del 24 settembre 1893.

Joan Montseny, dal carcere di Montjuïc dov'era detenuto, dichiarerà  la propria innocenza scrivendo numerose lettere firmate con diversi pseudonimi (tra cui quello di Federico Urales, che d'ora in poi sarà  utilizzato negli ambienti anarchici per indicarlo). È proprio Teresa Mañé ad incaricarsi del compito di far giungere questi scritti ai vari giornali libertari che poi li renderanno pubblici.

Il 28 novembre 1897 Joan Montseny fa rientro clandestinamente dalla Gran Bretagna, dove s'era rifugiato un anno prima insieme alla compagna, nella città  di Madrid. Qui si stabilisce insieme a Teresa, dove i due editano la celebre La Revista Blanca. Nel 1901, riprende a tenere conferenze per la difesa dei prigionieri politici di Jerez. Nello stesso anno partecipa, insieme ad Azorín, Mendinaveitia e Federico Urales ad un ciclo di conferenze all'Ateneo di Madrid su «La Società  Futura» in rappresentanza delle idee anarchiche.

Il 12 febbraio 1905, l'unione amorosa col marito dà  alla luce la loro unica figlia: Federica Montseny. La coppia partecipa attivamente alla campagna in difesa di Francisco Ferrer y Guardia, ingiustamente condannato a morte per gli eventi della cosiddetta "Settimana Tragica" del 1909. Quando poi sorge un aspro conflitto legale con il pedagogista Arturo Soria, creatore dlla "Città  Lineare di Madrid" ed accusato dalla coppia di frode ed inganno, nel 1912 i due si stabiliscono in Catalogna.

A Barcellona Teresa, conosciuta adesso con lo pseudonimo di Soledad Gustavo, assiste il marito nella stesura di opere teatrali, letterarie (es. Novela Ideal), nella rifondazione della Revista e del giornale El Luchado (1931). Inoltre firma numerosi articoli, traduzioni (Louise Michel, ecc.) e opere come La Sociedad futura (1889), El Sindicalismo y la Anarquia (1932), ecc.

Con l'avvicinarsi della sconfitta dei repubblicani nella rivoluzione spagnola del 1936, in cui la figlia per breve tempo aveva assunto l'incarico di Ministro della Sanità , fugge dalla Spagna verso la Francia per evitare persecuzioni franchiste, ma il cancro al colon aveva ormai minato la sua salute e Soledad Gustavo muore a Perpignan il 5 febbraio 1939.

Opere[modifica]

  • La sociedad futura (1889);
  • Las preocupaciones de los despreocupados (1891, con Federico Urales);
  • Dos cartas (1891);
  • A las proletarias (1896);
  • El amor libre (1904)
  • Las diosas de la vida (1904)
  • El sindicalismo y la anarquía. Política y sociología (1932)

Voci correlate[modifica]