Pierre Joseph Proudhon

Da Anarchopedia.

(Redirect da Proudhon)
Pierre Joseph Proudhon
Pierre Joseph Proudhon

Pensatore, economista, sociologo e rivoluzionario, Pierre Joseph Proudhon (1809-1865) è considerato da molti il “Padre dell’anarchismo”.

Indice

[modifica] La vita

Pierre Joseph Proudhon nasce a Besancon il 15 gennaio 1809 da una famiglia di modeste condizioni economiche. Nonostante le difficoltà riesce a frequentare il College di Besancon grazie ad una borsa di studio, ma ben presto deve abbandonare i banchi di scuola per problemi economici.

Si trasferisce quindi a Parigi dove entra in contatto con i gruppi rivoluzionari francesi e nel 1840 pubblica il celebre scritto “Che cos’è la proprietà?”, che gli procura i primi guai giudiziari.

Nel 1843 si trasferisce nella città di Lione dove conosce i seguaci di Cabot, Saint-Simon, e della socialista peruviana Flora Tristan. Ritornato(1844) a Parigi conosce tra gli altri Karl Marx e Michail Bakunin. Nel 1848, sempre a Parigi, pubblica il primo periodico anarchico dal titolo “Il rappresentante del popolo”. Successivamente, nello stesso anno, pubblica altri due periodici: ”Il popolo” e “La voce del popolo”.

Ancora nel 1848 viene eletto, all’Assemblea Nazionale, ma quest’attività si scontra con il suo pensiero antiautoritario, per questo il 2 luglio del 1848 pronuncia un violentissimo discorso contro la borghesia francese. L'esperienza parlamentare non farà altro che incrementare la sua diffidenza verso la politica parlamentare.

Nel 1849, per realizzare i principi della mutualità da lui sostenuti, fonda la Banca del Popolo (un sistema di crediti a tassi bassissimi). Viene condannato al carcere (3 anni), per attività sovversiva. Durante il periodo del carcere scrive alcuni libri e matura convinzioni ancora priù profonde sull'ineluttabilità della rivoluzione.

Uscito dal carcere trova enormi difficoltà per continuare la sua attività di scrittore, anche perché viene nuovamente arrestato per “offesa alla moralità”. Per sfuggire alle persecuzioni giudiziarie è costretto a passare un periodo di esilio in Belgio (1858) dopo il quale ritorna a Parigi (1862), dove affronta i temi nazionalistici e quelli dello Stato (già nel 1848 si dichiarò in favore dell’abolizione delle frontiere nazionali).

Muore a Parigi il 19 gennaio 1865.

[modifica] Il pensiero

Per Proudhon la giustizia è naturalmente intrinseca nella coscienza e nella storia umana: <<giacchè, se la giustizia non è innata all’umanità, se le è superiore, esterna e straniera, ne risulta che la società umana non ha leggi proprie, che il soggetto collettivo non ha costume; che lo stato sociale è uno stato contro natura, la civilizzazione è una depravazione>>.

Sul piano politico Proudhon critica l’accentramento statale (da qui prende forma il concetto di federalismo), auspicando l’abolizione dello Stato e di ogni forma di dominio, così da promuovere quell’assoluto egualitarismo di cui egli si fa assertore: per Proudhon appropriarsi dei frutti di un valore che non è stato prodotto con il proprio lavoro è un furto. Per l’anarchico francese il possesso di un bene è legittimo, non lo è invece la proprietà (<<La proprietà è un furto!>>). Egli individua proprio nella cristallizzazione della proprietà, tramandata di padre in figlio senza alcun “merito”, la causa principale degli squilibri sociali.

Pur essendo un socialista, egli è critico con il socialismo che sacrifica l’individualità in nome dell’ideologia politica (il suo pensiero è definibile come "individualismo sociale"). Di qui il suo vagheggiamento di una società mutualistica in cui l’uguaglianza e la libertà individuale siano realizzate senza alcuna collettivizzazione. In questo senso va interpretato il progetto della Banca del popolo ([1949]) che avrebbe dovuto favorire, mediante l'utilizzo di “buoni di lavoro”, lo scambio fra i lavoratori con credito a basso tasso d’interesse. L’idea fu quella di favorire lo sviluppo di una rete associativa di lavoratori liberi e tra loro federati, che eliminasse la figura parassitaria del finanziere (che guadagna denaro prestando altro denaro), in modo che tutti potessero avere a disposizione i capitali necessari a realizzare una società di piccoli imprenditori, liberi e né sfruttatori né sfruttati.

[modifica] Opere

  • Qu'est ce que la propriété? (1840)
  • Système des contradictions économiques ou Philosophie de la misère (1846)
  • Le manuel du spéculateur à la bourse (1853)
  • De la justice dans la révolution et dans l'Eglise (1858)
  • La Guerre et la Paix (1861)
  • De la capacité politique des classes ouvrières (1865)
  • Théorie de la propriété (1866)
  • Théorie du mouvement constitutionnel (1870)
  • Du principe de l'art (1875)
  • Correspondances (1875)

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Testi scaricabili

[modifica] Altre biografie

[modifica] Voci correlate

La Sinistra hegeliana

anarchismo proudhoniano

Strumenti personali