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Paulino Pallás

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Paulino Pallás
Paulino Pallás Latorre o Paulí Pallà s i Latorre (Cambris, Spagna, 1862-Monjuich, Barcellona, 6 ottobre 1893) è stato un anarchico spagnolo noto per il suo tentativo di uccisione del governatore della Catalogna, il generale Arsenio Martínez Campos, durante la manifestazione militare del 24 settembre 1893 a Barcellona. Condannato a morte, la sentenza fu eseguita per fucilazione il 6 ottobre 1893.

Alcuni storici gli attribuiscono anche l'attentato al Teatro di Alcántara di Rio de Janeiro il 1° maggio 1891.

Biografia[modifica]

Nato a Cambris (Catalogna) nel 1862, Paulino Pallas è figlio di un muratore. A causa dei problemi economici della famiglia, il ragazzo vivrà  un'infanzia difficile, segnata anche dalla fame.

Formazione politica ed anarchica[modifica]

Divenuto tipografo, comincia a leggere tantissimi libri, sino a quando si imbatte in La conquista del pane di Kropotkin che gli fa scoprire l'anarchismo. Il suo desiderio di conoscenza lo spinge a viaggiare in Spagna, Francia e Italia. In seguito emigra in Argentina, dove incontra il celebre anarchico italiano Errico Malatesta, di cui diventa compagno di viaggio durante la sua visita della Patagonia.

Più avanti lo troviamo a Rosario, dove prende parte alla manifestazione del 1° maggio 1890, ed in Brasile, dove secondo alcune tesi storicamente non del tutto accertate avrebbe lanciato il 1° maggio 1891 una bomba nel lussuoso Teatro Alcantara di Rio. Fatto rientro a Barcellona ”‹”‹si rivede con Malatesta, tuttavia ciò che lo preoccupa in questa fase è la difficoltà  a trovare lavoro. Per poter risolvere questo problema, investe una parte dei suoi risparmi nell'acquisto di una macchina da cucire ed inizia a lavorare per conto di una fabbrica tessile. In questa fase vive con una compagna con la quale avrà  un figlio.

Dal punto di vista politico-sociale, Paulino Pallas milita con Manuel Archs, Mariano Cerezuela e Pere Marbà  nel gruppo anarchico «Benvenuto Salud».

Attentato contro il generale Campos[modifica]

Nel gennaio del 1892, dopo due anni di persecuzioni istituzionali, era iniziata a Jerez una ribellione contadina guidata dalle organizzazioni anarchiche. La repressione dello Stato spagnolo non s'era fatta attendere, centinaia di uomini e donne vennero arrestate e torturate. Sedici persone vennero processate e condannate a diversi anni di carcere. L'anarchico Fermín Salvochea, fu processato per incitamento alla rivolta e per questo condannato alla detenzione a Cadice. Quattro ribelli vennero giustiziati il 16 febbraio.

Di fronte a queste gravi ingiustizie, Pallas prende la decisione di vendicarsi contro il responsabile di queste operazioni repressive, il generale Arsenio Martínez Campos.

Il 24 settembre 1893, a Barcellona, ”‹”‹desideroso di vendicare la morte degli anarchici andalusi, durante una parata militare lancia due bombe sul generale Arsenio Martínez Campos al grido di «Viva l'anarchia». Una guardia civile muore colpito dalla deflagrazione, ma il generale risulta solamente ferito. Nella confusione, altre otto persone trovano la morte calpestati dai cavalli o vittime degli spari delle guardie civili.

Processo ed esecuzione[modifica]

Paulino Pallas opporrà  resistenza al momento dell'arresto. Processato, giustifica la sua azione come ritorsione alla violenza di Stato contro i proletari di Spagna, assumendosi ogni responsabilità , senza aver avuto alcun complice. Pallas riceve la condanna a morte il 29 settembre 1893.

Il 6 ottobre dello stesso anno nel carcere di Montjuich, la sentenza viene eseguita. Gli operai Archs, Mariano Cerezuela e José Bernat (Martín Borras si suiciderà  nella sua cella), considerati nonostante tutto complici, saranno fucilati il 21 maggio 1894.

Gli anarchici di tutto il mondo appoggeranno sin dal primo momento l'azione anarchica, in particolare la stampa di lingua spagnola - es. La Controversia, El Oprimido e La Revancha - sosterrà  la legittimità  del fatto perchè la nomina del criminale Campos a governatore di Catalogna era da considerare un vero e proprio crimine contro l'umanità . Un mese dopo l'esecuzione di Palla, il 7 novembre Santiago Salvador lancia due bombe al Teatro Liceu per vendicare la sua morte.

Crudeltà  del destino, suo figlio (che portava il suo stesso nome), sceglierà  il campo opposto. Protetto da Martínez Anido, il figlio sarà  integrato nel Sindacato libero, noto nella penisola iberica per le sue uccisioni di militanti anarcosindacalisti negli anni venti.

Voci correlate[modifica]