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Partido Obrero de Unificación Marxista

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Il POUM (Partido Obrero de Unificación Marxista, ovvero "Partito Operaio di Unificazione Marxista"), è stato un partito marxista spagnolo costituitosi nel 1935, poco prima della rivoluzione spagnola, e scioltosi nel 1980, dopo aver subito sia il dramma della repressione franchista che quella stalinista.

Miliziani del POUM
«Tutti coloro che, in qualche modo, si opponevano alla militarizzazione ed al frontismo furono, comunque, assassinati e, certamente, un giorno qualcuno si preoccuperà  di dare alle stampe tutte le prove esistenti delle responsabilità  che Stalin il PCE e non loro soltanto ebbero nella eliminazione di Andrea Nin (POUM), di Camillo Berneri[1], di Buenaventura Durruti, di alcune centinaia di militanti della FIJL riuniti a convegno e fatti saltare con la dinamite, di migliaia di operai libertari, socialisti, comunisti internazionalisti fucilati dalla famigerata NKVD, la polizia militare stalinista agli ordini di “Alfredo” (al secolo Palmiro Togliatti)[2][3], per essere stati colpevoli di rivendicare i “consigli di democrazia militare” o di rifiutare il saluto agli ufficiali russi, di decine di migliaia di proletari contadini massacrati per non aver voluto restaurare il potere di alcuni latifondisti...» [4].

Breve storia[modifica]

Il POUM ha la sua origine nel Blocco Operaio e Contadino (Bloque Obrero y Campesino - BOC - in spagnolo, Bloc Obrer i Camperol in catalano), un partito comunista spagnolo fondato a Barcellona nel 1931 e formatosi dall'unione della "Federazione Comunista Catalano-Balearica" (Federació Comunista Catalano-Balear, FCCB) con il "Partito Comunista Catalano" (Partit Comunista Català , PCC). Il BOC, il cui leader più importante era Joaquín Maurín, era vicino alla organizzazione internazionale dei partiti comunisti, la cosiddetta "opposizione di destra" di Nikolaj Ivanovic Bukharin, ed era anche dotato di un importante organo di partito, il giornale «La Batalla».

il BOC' aveva la sua roccaforte in Catalogna, dove era il primo partito della classe operaia ed ebbe un ruolo fondamentale nella Rivoluzione delle Asturie del 1934. Nel seguito il BOC si fuse con la "Sinistra Comunista di Spagna" (Izquierda Comunista de España, ICÈ), formazione vicino, ma non totalmente coincidente, alle tesi di Lev Trotsky, che portò così alla nascita del POUM (Partido Obrero de Unification Marxista), che spesso erroneamente è chiamato partito trotzkista, infatti vi furono ampie divergenze di vedute fra Lev Trotsky ed i leader del POUM.

Il POUM e la rivoluzione spagnola[modifica]

«...e il prof. Camillo Berneri, che sulle colonne di Guerra di classe ha difeso il P.O.U.M. dalle calunnie di “Mundo obrero”, della “Pravda” e dell'”Humanit锝, vengono arrestati nella loro abitazione da un gruppo di stalinisti e assassinati. Il cinque maggio gli uomini di Mosca uccidono gli antifascisti Adriano Ferrari e Renzo De Peretti, che, insieme a Enzo Costantini, avevano disertato, nel gennaio del '37, dall'esercito italiano per venire a combattere in favore della Spagna repubblicana» [5]

Organizzata in Colonne, una delle quali più importanti fu la "Colonna Lenin", composta da molti stranieri, tra cui molti italiani (non necessariamente marxisti): anarchici, bordighisti, trotskisti, massimalisti e antifascisti in genere. Fra i miliziani antifascisti non italiani più conosciuti del POUM meritano una citazione lo scrittore inglese George Orwell [6], Mika Etchebéhère [7], che assunse la guida di una colonna, e suo marito Hyppolyte Etchebéhère.

Il POUM, durante la rivoluzione spagnola, subì la stessa repressione toccata alle formazioni anarchiche e a i tutti gruppi antistalinisti, opera appunto degli stessi stalinisti. Nel maggio del 1937 il POUM, insieme ad anarchici e comunisti antistalinisti (vi erano anarchici del calibro di Liberto Callejas, Gregorio Jover, Ada Martí e Maximo Franco, comandante della Columna Roja y Negra) partecipò all'insurrezione del maggio 1937 a Barcellona contro la militarizzazione delle formazioni antifasciste, voluta in primis dagli stalinisti spagnoli, anche se la dirigenza dopo un breve epriodo di confusione invitò gli insorti a deporre le armi e a non spaccare il fronte antifascista.

«L'unica cosa che si può dire è che le masse, che avevano continuamente cercato di aprirsi il cammino verso la strada giusta, trovarono che fosse al di sopra delle proprie forze dar vita, nel fuoco stesso della battaglia, ad una nuova direzione corrispondente alle esigenze della rivoluzione»[8]

Durante questa rivolta tutta interna al fronte antifascista spagnolo, si distinse il gruppo de Los Amigos de Durruti (forte di circa 5000 miliziani) che non accettava più la mediazione della FAI-CNT con gli stalinisti spagnoli [9].

Il rapporto con Trotzky[modifica]

Nuvola apps xmag.png Per approfondire, vedi Lev Trotskij.

Nonostante il leader del partito Andreu Nin e altri dirigenti avessero mostrato simpatie per il comandante dell'Armata Rossa, essi in primis e tutto il POUM in generale criticarono la posizione di Trotzky in favore dell'entrismo dei rivoluzionari nei partiti socialisti. Essi inoltre facevano parte del Fronte Popolare, mentre Trotzky criticava apertamente il fronte antifascista spagnolo e ancor di più criticò la scelta del POUM di entravi a farne parte.

A dimostrazione del fatto che il POUM non potesse in alcun modo esser definito trotzkysta,[10] e citando come fonte un sito web filo trotzkysta, è vero che negli anni '30 Andreu Nin e Lev Trockij si erano scambiati una fitta corrispondenza, ma proprio da questa si evince le divergenze esistenti tra i due:

«Per diversi anni avevo intrattenuto con lui una corrispondenza abbastanza regolare. Alcune delle mie lettere erano dei veri e propri ‘trattati’ a proposito della rivoluzione in atto, nella quale Nin avrebbe potuto e dovuto giocare un ruolo attivo. Penso che le mie lettere a Nin lungo un periodo di due o tre anni formerebbero un volume di varie centinaia di pagine: il che dovrebbe mostrare quanta importanza attribuissi a Nin e ai rapporti amichevoli con lui. Nelle sue risposte, Nin affermò più e più volte il suo accordo in teoria, ma evitò sempre la discussione dei problemi pratici. (…) Ovviamente nessuno è obbligato ad essere un rivoluzionario. Ma Nin era il capo dei bolscevico-leninisti spagnoli e, per questo solo fatto, aveva una seria responsabilità , che ha mancato di assolvere nella pratica, mentre continuava a gettarmi polvere negli occhi”.»

La repressione[modifica]

Nuvola apps xmag.png Per approfondire, vedi Giornate del maggio 1937 (Barcellona).
George Orwell, celeberrimo scrittore e militante del POUM

Il POUM fu il vero obiettivo della repressione stalinista e istituzionale, iniziata con una campagna diffamatoria portata avanti dalla stampa comunista spagnola e internazionale. Il partito fu accusato di spontaneismo e avventurismo, considerandoli addirittura come una «banda di traditori al soldo della Gestapo» e quindi da considerare nemici della patria [11]. In un pubblico discorso, Juan Comorera, leader del PSUC così si espresse:

«Bisogna estirpare dalla società  catalana il gangsterismo, la lebbra del banditismo, che non aspira alla rivoluzione, ma vola soltanto difendere i propri interessi personali.»[12]

Dopo questa campgna, la violenza stalinista si scatenò sì contro gli anarchici, ma soprattutto i comunisti anti e/o non stalinisti, provocando numerosisissimi arresti e circa 500 morti. Tra questi il segretario catalano dell'UGT [13] e anche gli italiani Berneri e Francesco Barbieri (Orwell riuscì invece miracolosamente a sfuggire alla morte.).

Fu un gruppo di polizia della Guardia de Asalto comandato dai comunisti del PSUC (Partit Socialista Unificat de Catalunya, di posizioni staliniste) [14] a compiere l'eccidio. A questi drammatici eventi partecipò, armi in pugno, lo storico dell'anarchismo Abel Paz (vero nome Diego Camacho), che poi li riportò in numerosissime opere a carattere storico [15].

Il partito comunista spagnolo (ovvero PCE), volle l'arresto del leader del POUM, Andrés Nin [in catalano Andreu Nin, N.d.R], e lo scioglimento dello stesso partito, richieste che però furono respinte da Francisco Largo Caballero, capo del governo repubblicano. Ma Francisco Largo Caballero fu però in seguito sostiuito al governo da Juan Negrín, il quale con un decreto dissolse il POUM e fece arrestare Nin da membri del servizio segreto russo NKVD. Nin e ad altri militanti del POUM arestati furono prima torturati e poi uccisi dagli stessi esponenti del NKVD.[16]

In ricordo del POUM[modifica]

Alla Colonna Lenin del POUM è dedicato Tierra y Libertad del regista Ken Loach. Questi, insieme all'anarchico Noam Chomsky, Richard Stallman, Howard Zinn, Michel Onfray, Gilbert Achcar, Daniel Bensaid ed altri, fa parte del gruppo di intellettuali che hanno assunto posizioni politiche ben più a sinistra della cosiddetta "sinistra tradizionale".[17]

Note[modifica]

  1. “Noi e il POUM” (L’Adunata dei Refrattari, New York, maggio 1937) di Camillo Berneri
  2. Togliatti non è mai apparso pubblicamente, non ha mai partecipato a manifestazioni in modo aperto, né di partito né fuori. Aveva nel partito lo pseudonimo di Alfredo e legalmente era un giornalista. Approfondimenti:Memorie di Spagna
  3. «Togliatti è l’uomo giusto per assolvere a tale compito. Porteranno la sua firma la repressione degli anarchici a Barcellona e Bilbao, la liquidazione del POUM, l’uccisione di Andrès Nin e Camillo BerneriApprofondimenti: Togliatti e togliattismo...
  4. Organizzazione Comunista Libertaria di Savona
  5. La Risveglia (Sito web non più consultabile)
  6. Brevi notizie su George Orwell
  7. Mika Etchebéhère. Sorella mia, mio capitano
  8. La Batalla, 6 maggio 1937, citato in F. Morrow, op. cit., p. 112.
  9. Verso una nuova rivoluzione, Introduzione di Pier Francesco Zarcone
  10. Per quanto il PCE tentò di far passare il POUM come un partito legato a Trotzky, in realtà  tra i repubblicani i trotzkisti erano rappresentati dal Gruppo (o Cellula) Le Soviet strutturata dall'italiano Nicola Di Bartolomeo (nome di battaglia Fosco) e dalla Sección Bolchevique-Leninista de España, strutturata nel novembre 1936 in Barcellona da Manuel Fernández Grandizo, nome di battaglia G. Munis, considerata la sezione spagnola ufficiale della IV Internazionale che tentò invano di entrare nel POUM di Andreas Nin (la tattica dell'"entrismo" era spesso applicata dai trotskisti).
  11. Frente Rojo, 6 febbraio 1937. Citato da Orwell nel suo Omaggio alla catalogna
  12. Cfr.Ranzato, libro su Nin. Queste parole sono tratte dal quotidiano di Barcellona La Vanguardia del 22 dicembre 1936
  13. L'Unión General de Trabajadores, fra i più importanti sindacati spagnoli, legato al Partito Socialista Operaio Spagnolo, fece azioni comuni con la CNT durante la prima guerra mondiale. Durante la rivoluzione spagnola l'UGT spostò il suo asse a sinistra, rispetto alla sua posizione tradizionale, seguendo la linea politica del suo leader Francisco Largo Caballero e raggiungendo oltre un milione di iscritti. L'UGT rimase su questi numeri fino alla sostituzione di Caballero dalla carica di segretario generale (1937), per colpa di essersi rifiutato di sciogliere il POUM dopo i tragici fatti di Barcellona, con Juan Negrin, più ligio ai dettami dei comunisti filomoscoviti, che fece sciogliere immediatamente il POUM ed incarcerare i suoi massimi leaders
  14. PSUC fu correlato al Partito Comunista di Spagna (PCE). Fondato il 23 luglio del 1936 dall'unione della Federazione Catalana del PSOE (Partito Socialista Operaio Spagnolo) con il Partito Comunista di Catalogna, l'Unione Socialista della Catalogna e il Partito Catalano Proletario, è importante notare che "uno spezzone" del PSOE fu anche entro il partito stalinista del PSUC da cui si evince che all'interno del PSOE ci fu una lotta intestina che portò all'uccisione del segretario dell'UGT, che a livello nazionale era legata allo stesso PSOE
  15. Anarchia, l??utopia possibile, intervista di Antonio Morabito ad Abel Paz
  16. Juan Negrín faceva parte dell'ala moderata del Partito Socialista Operaio Spagnolo ma collaborò col Partito Comunista Spagnolo, a cui il Partit Socialista Unificat de Catalunya (stalinista in senso stretto) era legato a doppio filo. Anche Francisco Largo Caballero era militante del Partito Socialista Operaio Spagnolo e ciò denota come ci fosse stata un'accanita lotta interna a questo partito che portò alla sostituzione di Francisco Largo Caballero con Juan Negrín, da cui si può dedurre sostanzialmente la vittoria, quantomeno temporanea, della frangia stalinista del Partito Socialista Operaio Spagnolo.
  17. Scheda sintetica ma esauriente del film Tierra y Libertad, Terra e Libertà  di Ken Loach (da Wikipedia)

Bibliografia[modifica]

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]