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Olimpiada Evgrafovna Kutuzova

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Olimpiada Evgrafovna Kutuzova
Olimpiada Evgrafovna Kutuzova (Lalino, Russia, 1843 o 1846 - ) è stata una rivoluzionaria ed un'anarchica russa moglie di Carlo Cafiero.

Biografia[modifica]

Nata nel governatorato di Tver, a Lalino, si trasferisce a Locarno (Svizzera, Canton Ticino) dove risiede la sorella Elena (sposata con Bartolomeo Aleksanovi Zajcev). In Svizzera conosce l'anarchico russo Michail Bakunin e l'italiano Carlo Cafiero, del quale si s'innamora e con il quale convivrà  a La Baronata (ubicata a Minusio, nei pressi di Locarno), una residenza acquistata da un gruppo di anarchici e che servì lungamente da rifugio per Bakunin, Malatesta, Cafiero ed altri anarchici esiliati in Svizzera.

Ritornata in Russia nel 1874 per far visita alla madre malata, viene inquisita come rivoluzionaria dalle autorità  zariste. Nel giugno dello stesso anno sposa Carlo Cafiero al consolato italiano di Pietroburgo. Espatriata, dall'agosto 1874 all'ottobre 1875 vive in Italia, poi in Svizzera, a Locarno, insieme a Carlo Cafiero. L'anarchico svizzero James Guillaume riferirà  in seguito che la Kutuzova era stata incaricata di trasportare della dinamite da utilizzare per l'insurrezione di Bologna, che però non fu mai utilizzata in quanto durante il viaggio s'era bagnata ed era stata quindi gettata in fondo al Reno perché oramai era inuttilizzabile (l'opinione di Guillaume è stata però respinta dallo storico anarchico Pier Carlo Masini, che ritiene che la russa non abbia affatto partecipato a quei moti).

Dopo il trasferimento di Bakunin a Lugano e di Cafiero in Italia, Olimpiada ritorna in Russia grazie al passaporto svizzero procuratogli da Bakunin, dove prima lavora come insegnante a Pietroburgo, poi come aiuto-infermiera nel governatorato di Simbirsk. Evidentemente in patria prosegue nella sua attività  rivoluzionaria visto che nel 1877 viene tratta in arresto per un breve periodo. Si assume da volontaria il compito di alfabetizzare i contadini aprendo una scuola gratuita e si attiva propagandisticamente in favore di Zemlja i Volja. Nel giugno 1879 subisce un nuovo arresto. Espulsa ancora una volta dalla Russia, raggiunge Parigi, Nizza, poi Ginevra. In questo periodo ha oramai posto fine alla sua relazione con Carlo Cafiero.

Ritornata clandestinamente in Russia nel febbraio 1881, a Pietroburgo incontra la rivoluzionaria Ol'ga Spiridonovna Ljubatovic, alla quale offre la propria disponibilità  per aiutarla nella difficile impresa di liberare dal carcere il populista russo Morozov. Non potrà  mai mettere in atto il suo progetto perché sarà  arrestata poco dopo.

Viene nuovamente arrestata il mese seguente, condotta prima a Pietroburgo, poi a Mosca nel febbraio 1882 ed infine a maggio è deportata in via amministrativa ad Isim (gorvernatorato di Tobolsk, Siberia occidentale). Il 25 luglio 1883 riesce ad evadere e dopo un viaggio lungo tre mesi raggiunge la sorella a Clarens (Svizzera). Avendo saputo che il marito Carlo Cafiero era stato ricoverato nel manicomio di San Bonifacio a Firenze, Olimpiada si reca in Italia per prendersene cura. Nel 1886 ne ottiene il trasferimento ad Imola. Nel novembre 1888 ne ottiene le dimissioni e l'affido. Quando il marito sceglie di trasferirsi a Barletta, nel 1889 Olimpiada abbandona Bologna e nel maggio 1890 è nuovamente a Clarens prima di rientrare in Russia, nel suo paese natale, dove il governo zarista le concede di stabilirsi ma con il vincolo di tre anni di libertà  vigilata.

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