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Friedrich Schelling

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Friedrich Wilhelm Joseph Schelling
Friedrich Wilhelm Joseph Schelling (Leonberg, 27 gennaio 1775 – Bad Ragaz, 20 agosto 1854), è stato un filosofo tedesco, successore di Fichte e predecessore di Hegel.
Del suo sistema filosofico disse Hegel: «La notte in cui tutte le vacche sono nere».

Note biografiche[modifica]

Friedrich Schelling nacque nel 1775 a Leonberg, nel Wurttemberg (uno degli stati federati della Germania). Nel 1790 si iscrisse al seminario teologico di Tubinga, dove strinse rapporti di amicizia col poeta Friedrich Holderlin e con Hegel, il quale, pur essendo più anziano, doveva subire da lui un influsso determinante. Dal 1796 al 1798 studiò matematica e scienze naturali a Lipsia e a Dresda. Passò quindi a Jena, dove nel 1779 fu nominato, a soli ventiquattro anni, successore di Fichte. Nel 1800 pubblicò il Sistema dell'idealismo trascendentale, destinato a dargli la massima fama. In questi anni ebbe rapporti con il circolo dei Romantici di Schlegel. Nel 1843 passò a insegnare all'Università  di Wurzburg. Nel 1841 fu chiamato dall'Università  di Berlino, ma nel 1847 interruppe i suoi corsi. Morì nel 1854 quasi dimenticato in un paesino della Svizzera.

Gli inizi fichtiani e la filosofia della Natura[modifica]

  • Dopo la prima precocissima produzione, che è un tentativo di assimilazione dell' idealismo di Fichte, Schelling si accinge a rivalutare la Natura, che Fichte aveva privato di qualunque identità  specifica. Secondo Schelling il sistema della Natura è insieme il sistema dello Spirito. La natura viene così a mostrarsi come la produzione di un' intelligenza inconscia che opera dall'interno di essa sviluppandosi in senso teologico. Il grande principio della filosofia naturale schellingiana è dunque: la Natura deve essere lo Spirito visibile, lo Spirito deve essere la Natura invisibile.
  • Posto ciò, a ogni forza naturale che si espande, si contrappone di volta in volta un limite, e a ogni fase costituita dall'incontro della forza espansiva e della forza limitante corrisponde la produzione di un livello naturale, il quale via via si presenta come più ricco e gerarchicamente più elevato: il più alto livello della natura è quello organico e il fine ultimo della Natura è l'uomo, perchè in lui si ridesta appunto lo Spirito, che in tutti gli altri gradi naturali rimane come assopito.

Concetto di identità  assoluta[modifica]

Partendo dall'Io assoluto fichtiano, Io=Io, il giovane Schelling elabora la sua concezione dell'Assoluto come Identità  originaria di Io e non-Io, Soggetto e Oggetto, Conscio e Inconscio, Spirito e Natura. L'Assoluto è questa Identità  originaria di Ideale e Reale, e la filosofia è sapere assoluto dell'Assoluto, al quale ci si eleva solo con un'intuizione originaria. L'identità  assoluta è infinita a non asce mai fuori di sè, e tutto ciò che è, è, in qualche modo, in essa ed è "identità ": L'identità  assoluta è in definitiva l'Uno-tutto, al di fuori del quale nessuna cosa esiste per sè. L'esistenza delle cose e la loro genesi suppongono un'originaria "caduta", un "distacco" da Dio; in Dio, infatti, c'è un principio positivo positivo e razionale, e la vita di Dio si esplica come vittoria del positivo sul negativo.

Filosofia positiva e filosofia negativa[modifica]

La distinzione tra filosofia positiva e negativa appartiene all'ultima fase del pensiero di Schelling.

  • La filosofia negativa è la speculazione costruita soltanto sulla ragione e vertente sul che-cosa universale, sull'essenza delle cose, sulla loro possibilità  logica
  • La filosofia positiva, invece, è la speculazione fondata, oltre che sulla ragione, anche sulla religione e sulla rivelazione, e concernente l'esistenza effettiva delle cose: la filosofia positiva deve necessariamente integrare quella negativa.

Opere significative[modifica]

  • Idee per una filosofia della natura ( 1797 )
  • Filosofia e Religione ( 1804 )
  • Ricerche filosofiche sull'essenza della libertà  ( 1809 )
  • Filosofia della mitologia e Filosofia della rivelazione (pubblicata postuma)

Voci correlate[modifica]