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Joan Montseny

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Joan Montseny
Joan Montseny i Carret (Reus, Spagna, 19 agosto 1864 - Salon, Francia, 12 marzo 1942) è stato un pedagogo, propagandista e teorico dell’anarchismo spagnolo. Fu marito di Soledad Gustavo (pseudonimo di Teresa Mañé) e padre di Federica Montseny.

Biografia[modifica]

Joan Montseny i Carret, detto Federico Urales, nasce il 19 agosto 1864 a Reus, in Catalogna, in una famiglia dalle modeste condizioni economiche. Operaio bottaio, inizia a militare a 21 anni nelle fila del partito socialista e diventa segretario della sezione degli operai bottai, all'interno della federazione regionale catalana. Militante attivo, organizza nel 1887 delle manifestazioni di protesta contro l'esecuzione degli anarchici di Chicago.

La Revista Blanca, storica rivista anarchica spagnola.

Nel 1888, è nominato segretario della Federazione Nazionale degli operai bottai. Dopo aver letto una conferenza di Teresa Mané (Soledad Gustavo), Le domeniche del Libero Pensiero, fa la conoscenza di quella che diventerà  sua moglie. Entrambi evolvono verso l'anarchismo e d'ora in poi tutto il loro percorso rivoluzionario sarà  sostanzialmente identico. Teresa, che allora era una delle prime istitutrici laiche di Spagna, lascia la sua scuola di Vilanova i Geltru per esercitare a Reus insieme a Joan. Ma dopo l'attentato del giugno 1896, e la repressione anti-anarchica che ne segue, essi sono costretti a chiudere la scuola. Joan Montseny viene arrestato insieme a centinaia di militanti, accusati di vari reati (Joan Montseny di aver scritto un articolo in favore dell'anarchico catalano Paulí Pallà s accusato di aver compiuto un attentato) essi vengono incarcerati e torturati nel forte militare di Montjuich, a Barcellona.

Dopo un anno di prigione, Joan Montseny viene espulso dalla Spagna. Si esilia allora per alcuni mesi in Inghilterra, poi rientra clandestinamente in Spagna dove, con il nome di Federico Urales, nel 1898 fa uscire, a Madrid, La Revista Blanca (il cui supplemento assumerà  a partire dal 1900 il nome di Tierra y Libertad). Ottiene in seguito la revisione del suo processo e viene amnistiato, ma nel 1905 cessa la stampa di La Revista Blanca e fonda El luchador. nello stesso anno nasce la figlia Federica. Participa agli eventi della Semana Trágica di Barcellona, a partire dalla quale lo Stato spagnolo condannerà  a morte nel 1909 l'anarchico Francisco Ferrer y Guardia, amico della coppia Montseny-Mañé che collaborava economicamente alle loro pubblicazioni.

Da allora si dedica attivamente all'agricoltura, al giornalismo, alla scrittura di libri e opere teatrali. Firmatario di un manifesto a favore degli alleati durante la prima guerra mondiale, rilancia, nel 1923, insieme a Teresa e sua figlia Federica Montseny La Revista Blanca e pubblica in seguito i celebri brevi romanzi La Novela Ideal (1925); La Novela Libre (1929), poi El Luchador (1931). Dopo aver partecipato alla fondazione della CNT, nel 1927 partecipa alla fondazione della Federazione Anarchica Iberica.

Già  anziano quando scoppia la rivoluzione del luglio 1936, segue, nell’ombra di sua figlia, la fine tragica di questa immensa speranza. Internato in diversi campi di concentrazione francesi, muore a Salon, il 12 marzo 1942.

Opere[modifica]

  • Nicolás Estévanez, prologo in "Pensamientos Revolucionarios de Nicolás Estévanez", saggio di Mateo Morral (1880-1906).
  • El hombre y la locura humana, Buenos Aires: Carlos y Alejandro Maucci, 1925.
  • Sembrando flores, Barcellona: Publicaciones de la Escuela Moderna, 1906.
  • La barbarie gubernamental en Barcelona, Tarrasa, Sardañola, etc., Barcellona: El Luchador,1933.
  • La evolución de la Filosofía en España, Tomo I, 1934.
  • La evolución de la Filosofía en España, Tomo II, 1934.

Voci correlate[modifica]